Il tono di voce condiziona le gerarchie sociali

Quando penso alle gerarchie, la mia mente scivola via inevitabilmente al mega-direttore galattico e al potente duca conte Balabam dei film di Paolo Villaggio. Forse a Fantozzi sarebbe risultato utile un tono di PS_20170911110542voce differente per sovvertire le inossidabili gerarchie di cui era vittima. Infatti, secondo uno studio guidato dai ricercatori Leongomez e Mileva dell’università di Bogotà e dell’università di Bath, pubblicato di recente sulla rivista Plos one, un tono di voce acuto è percepito come più remissivo, mentre un tono autorevole è associato ad una persona importante e da trattare con riguardo.  Nelle relazioni sociali gerarchiche, gli individui che hanno un elevato status sociale normalmente hanno privilegi che altri membri del loro gruppo non hanno. Studi recenti suggeriscono che gli individui possano ottenere un elevato livello sociale attraverso due modi principali: usando la forza e l’intimidazione (dominanza), o tramite relazioni e cultura (prestigio). Gli esseri umani comunicano il loro stato sociale ad altri usando spesso una vasta gamma di comportamenti condiviso con gli animali, come le espressioni facciali e le posture del corpo, l’uso di modelli linguistici formali e informali, nonché l’utilizzo di metafore spaziali che fanno riferimento a gerarchie o implicano un grande spazio personale. In termini di comportamento non verbale, accanto alle espressioni del viso e alle posture del corpo, le caratteristiche vocali sono un mezzo importante per comunicare informazioni socialmente rilevanti. Le qualità acustiche della voce umana, oltre a quelle linguistiche, come la sintassi e il contenuto semantico, possono comunicare un importante insieme di elementi biologici sull’oratore incluso sesso, femminilità, attrattività, fertilità e maturità sessuale, forza fisica e dimensione del corpo. I ricercatori nel loro esperimento condotto telefonicamente su 48 soggetti hanno verificato che di fronte a voci, percepite come dominanti o autorevoli, gli intervistati inconsapevolmente mutavano la loro voce rendendola più acuta del normale. Invece se l’intervistatore aveva una voce neutra, essendo avvertito come pari grado, rendeva i soggetti più sicuri per cui il tono di voce si confermava all’altezza consueta. Secondo gli autori, gli individui dotati di un’elevata autostima sono risultati meno influenzabili dal “carisma” dell’interlocutore, dimostrando maggiore controllo della situazione. A quanto sembra nei rapporti interpersonali niente può essere lasciato a caso, anche una sfumatura nel nostro tono potrebbe rivelare un aspetto della nostra psiche che condizionerebbe la conversazione.

 

Daniele Corbo

REFERENCE: LeongoÂmez JD, Mileva VR, Little AC, Roberts SC (2017) Perceived differences in social status between speaker and listener affect the speaker’s vocal characteristics. PLoS ONE 12(6)

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