Ascoltare musica condiziona l’elaborazione degli stimoli emotivi

PS_20170921093722.jpegNel pensare a ricordi di eventi passati, a volte ci capita di associare una musica, come se anche la vita reale avesse delle colonne sonore che sottolineano degli stati d’animo. In realtà la musica ha la capacità di condizionare le nostre emozioni e la nostra percezione di quello che ci circonda. Lo afferma un articolo di un gruppo di ricerca italiano, appena pubblicato sulla rivista Frontiers in Behavioral Neuroscience. L’ampia discussione sull’interazione tra musica ed emozione affronta varie tematiche, in particolare quelle relative ai confronti tra elaborazione emotiva e esperienza sensoriale e definizione della musica come processo di “sensazione” che coinvolge e influenza aspetti di percezione e cognizione. È stato proposto che la musica prenda risposte emotive alle informazioni del dominio visivo. Studi passati hanno dimostrato che i volti felici sono stati classificati più felici dopo l’ascolto di una musica felice, inoltre lo stato emotivo della persona condiziona la percezione della musica ascoltata. Molti studi hanno poi sottolineato le differenze tra l’elaborazione cognitiva e le risposte della corteccia uditiva di musicisti e non-musicisti. Studi recenti suggeriscono che la stimolazione musicale possa interagire con l’affaticamento e l’attività motoria, condizionando la motivazione di individui sottoposti a stress fisico intenso. La musica può modulare la percezione e la cognizione attraverso una complessa interazione tra le caratteristiche percettive e emotive di uno stimolo musicale e le caratteristiche fisiche, psicofisiologico e caratteristiche cognitive dell’ascoltatore. I ricercatori italiani hanno analizzato come l’elaborazione di volti emozionali durante l’esecuzione di un compito che comportava l’ascolto della musica, fosse condizionato dalla competenza musicale dell’ascoltatore. Per fare questo hanno reclutato dodici musicisti professionisti ed un gruppo analogo di persone senza alcuna abilità musicale. I soggetti dovevano svolgere un compito ed osservare dei volti mentre ascoltavano Albeniz, Chopin o Mozart. I risultati hanno mostrato che i musicisti erano condizionati dallo stimolo musicale, mentre gli altri erano indifferenti. È come se il nostro cervello si allenasse ad associare e ad integrare stimoli diversi tra loro. Una visione olistica della realtà ed un cervello che prende in considerazione tutte le variabili, deve essere anche allenato a farlo.

Daniele Corbo

REFERENCE: Face Recognition, Musical Appraisal, and Emotional Crossmodal Bias. Sara Invitto et all.  Front. Behav. Neurosci., 02 August 2017

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