Mentire peggiora la rete neurale globale dei bambini

PS_20170923094548Nella concezione comune, i cattivi hanno un alone di fascino ed intelligenza che raggiunge il culmine nell’arte della dissimulazione e della menzogna. Basta pensare allo splendido Keyser Söze de “I soliti sospetti”, interpretato da Kevin Spacey, capace di ingannare tutti, compreso lo spettatore del film fino alla fine. Rispetto all’associazione bugiardo=intelligente, finora anche la scienza si è espressa a favore sostenendo che comportamenti disonesti provocano attivazioni cerebrali molto più ampie di comportamenti onesti, e queste attivazioni si verificano principalmente nella corteccia prefrontale che svolge un ruolo centrale nel controllo cognitivo. Queste teorie sostengono l’idea che, rispetto al comportamento onesto, il comportamento disonesto è un compito di controllo cognitivo più intenso, per ingannare bisogna sopprimere la verità mentre stanno mentendo. Cognitivamente, questo atto è altamente esigente, perché richiede una serie di funzioni esecutive come l’inibizione, memoria e flessibilità cognitiva. Inoltre, pensare e formulare una bugia è più intenzionale e deliberata che dire la verità. Il limite è stato che fino ad oggi gli studi esistenti si sono concentrati esclusivamente sull’identificazione delle aree focali del cervello relative all’onestà/disonestà. Tuttavia, atti disonesti e onesti, come molti altri atti sociali complessi, non accadono mai in maniera isolata nel cervello. Piuttosto, coinvolgono inevitabilmente interazioni dinamiche tra regioni diverse del cervello. Infatti uno studio cinese e canadese, appena pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ha affrontato questo problema confrontando le differenze delle organizzazioni neurali topologiche di atti onesti e disonesti. Hanno adottato un approccio di rete complesso per analizzare i dati di risposta neurale in bambini impegnati in atti onesti o disonesti. I ricercatori hanno coinvolto in un gioco 59 bambini, lasciando la libertà di mentire o dire la verità in determinate situazioni e ne hanno misurato le risposte neurali globali. Hanno scoperto che l’organizzazione funzionale del cervello è interrotta quando i bambini dicono una bugia, sostenendo l’ipotesi di rottura della rete. Inoltre, la menzogna disturba l’efficienza locale della rete neurale funzionale dei bambini altrettanto indipendentemente dalla loro età. Tuttavia, la menzogna disturba l’efficienza globale dei bambini più giovani di quella dei bambini più grandi, suggerendo che con l’età, la rete neurale dei frontali-parietali dei bambini diventa sempre più capace di soddisfare le esigenze cognitive imposte dal compito di mentire. Considerati insieme, i suggerimenti di questo studio suggeriscono che mentire distrugge l’efficacia del funzionamento della rete corticale dei bambini. Insomma mentire da bambini potrebbe avere ripercussioni sull’adulto che verrà. A quanto sembra la grande menzogna dei bugiardi è quella di far credere di essere più intelligenti degli onesti.

Daniele Corbo

Bibliografia: Functional neural networks of honesty and dishonesty in children: Evidence from graph theory analysis. Xiao Pan Ding, Si Jia Wu, Jiangang Liu, Genyue Fu & Kang Lee. Scientific Reports 2007

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