Come ci difende il cervello dalle allucinazioni?

PS_20171001104600A volte si fa strada dentro di noi la consapevolezza che non tutto ciò che percepiamo sia attendibile, ma che ci siano sensazioni che non siano perfettamente aderenti alla realtà. Tanto che il filosofo Cartesio arrivò a porsi l’inquietante interrogativo: “se non possiamo affidarci sempre ai nostri sensi, come possiamo separare l’illusione dalla realtà?”. Un articolo, appena pubblicato sulla rivista Science, dà degli strumenti per rispondere a questa domanda; infatti sostiene che il nostro cervello mantiene le tabulazioni sulla realtà, continuando a mettere in discussione le proprie attese e credenze. Le allucinazioni si verificano quando questo controllo interno di fatto fallisce. Ad esempio, in un esperimento elaborato all’università di Yale nel 1890, i ricercatori hanno mostrato a dei volontari un’immagine accoppiata con un tono. Quando gli scienziati smisero di suonare il tono, i partecipanti “udivano” quando l’immagine appariva. Una simile allucinazione uditiva si verifica nella vita quotidiana: quando pensi di sentire il trillo del cellulare o la vibrazione, solo per scoprire che è nessuno ti ha cercato. “La gente si aspetta il suono tanto che il cervello lo ascolta per loro”, afferma Albert Powers, uno psichiatra dell’Università di Yale e un autore del nuovo studio che potrebbe portare verso migliori trattamenti per la schizofrenia e altri disturbi psichiatrici. Questi esempi suggeriscono che si verificano allucinazioni quando il cervello dà più peso alle sue aspettative e convinzioni del mondo che alle prove sensoriali che riceve. Per testare questa idea, lo psichiatra di Yale Philip Corlett ed i colleghi, hanno addestrato tutti i partecipanti ad associare un’immagine a scacchiera con un tono di 1-kilohertz, lungo un secondo. Mentre il team cambiava l’intensità del tono, i partecipanti dovevano premere un pulsante quando lo sentivano. Utilizzando scanner a risonanza magnetica, i ricercatori hanno catturato un’istantanea dell’attività del cervello dei partecipanti mentre hanno fatto le loro scelte. Il team ha ipotizzato che le persone che, a causa della loro patologia sentono voci inesistenti, avrebbero avuto più probabilità di “credere” nelle allucinazioni uditive. È proprio quello che hanno scoperto: sia lo schizofrenico che lo psicotico avevano quasi cinque volte più probabilità di dire di aver sentito il tono inesistente rispetto ai controlli sani. Erano anche circa il 28% più sicuri di aver sentito il tono quando non c’era. Sia gli psicotici che le persone con schizofrenia hanno mostrato un’attività anormale neuronale in varie regioni del cervello responsabili del monitoraggio delle nostre rappresentazioni interne della realtà, come ad esempio il cervelletto. Esso svolge un ruolo fondamentale nella pianificazione e nel coordinamento dei movimenti futuri, un processo che richiede costantemente l’aggiornamento della propria percezione del mondo esterno. Tali studi potrebbero guidare terapie ancora sperimentali come la stimolazione magnetica transcranica, che mira a sopprimere o aumentare l’attività cerebrale in aree mirate attraverso correnti elettriche. Ancora più promettente è la prospettiva che studi come questo aiutino i medici a prevedere chi possa sviluppare la schizofrenia, permettendo loro di cercare un trattamento precoce.

Daniele Corbo

Bibliografia: How your mind protects you against hallucinations. Emily Underwood. Science, 2017

2 commenti Aggiungi il tuo

    1. ormesvelate ha detto:

      Mille grazie! ci piace raccontare anche di ricerche che danno speranze di cure mirate per sintomi invalidanti come le allucinazioni.

      Piace a 1 persona

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