Stress eccessivo induce atrofia in aree del cervello

PS_20171007104935La società attuale è vittima di continue esposizioni ad eventi traumatici, quali attentati e minacce continue, per cui in molti è elevata la percezione di essere esposti a continui pericoli. Allora è immediato porsi la domanda se tutto questo ha delle conseguenze sulla mente. È stato dimostrato che lo stress causa molte malattie e dolori. In particolare, il disturbo post-traumatico di stress (PTSD) è uno dei disturbi mentali più comuni con una durata media rispetto alla vita di chi ne soffre di circa 6-10%. Sebbene sia stato stimato il rapporto tra stress e patologia nella patogenesi della PTSD, la prevalenza di PTSD negli esseri umani esposti a trauma è solo del 20% (maschio: 15%; femminile: 25%). La relazione causale tra stress e atrofia cerebrale non è stata chiarita. Applicando uno stress prolungato (SPS) per esplorare l’effetto globale di stress severo, uno studio giapponese appena pubblicato sulla rivista Scientific reports, ha effettuato acquisizioni del cervello in risonanza magnetica (MRI) per calcolarne la morfometria basata sui voxel (VBM). Un’atrofia significativa è stata rilevata nel talamo bilaterale e nella corteccia visiva destra. L’immunoistochimica fluorescente per Iba-1 come marcatore di microglia attivata indica l’attivazione delle regioni della microglia come reazione allo stress in queste aree atrofiche. Questi dati avvalorano ancora di più l’ipotesi dell’impatto grave dello stress psicologico sull’atrofia della corteccia visiva e del talamo. Inaspettatamente, questi risultati sono simili al dolore neuropatico cronico piuttosto che alla ricerca clinica su PTSD. Si ritiene che alcuni meccanismi di sensibilizzazione all’atrofia indotta da stress severo nella corteccia visiva e nel talamo e il difetto funzionale del sistema visivo possano essere un potenziale obiettivo terapeutico per le malattie legate allo stress. Infatti altri studi affermano che le aree limbiche sono funzionalmente disgiunte e che la corteccia visiva ha un ruolo centrale nei paradigmi dei condizionamenti della paura. Questo è molto interessante perché è possibile lavorare sulla riduzione della paura e quindi sullo stress agendo sulle aree visive. Infatti si è visto con la risonanza magnetica funzionale che esponendo gradualmente ad immagini non esplicite riferite alla paura, si può diminuire lo stress senza ridurre l’attivazione dell’amigdala. Inoltre si è visto anche che con la stimolazione magnetica transcranica alla corteccia visiva si può ridurre la memoria episodica rispetto agli eventi traumatici. Insomma si aprono spiragli di speranza anche per chi combatte costantemente con stress e paura.

Daniele Corbo

Bibliografia: Brain atrophy in the visual cortex and thalamus induced by severe stress in animal model. Takanobu Yoshii, Naoya Oishi, Kazuya Ikoma, Isao Nishimura, Yuki Sakai, Kenichi Matsuda, Shunji Yamada, Masaki Tanaka, Mitsuhiro Kawata, Jin Narumoto & Kenji Fukui. Scientific Reports 7, Article number: 12731 (2017)

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. luisa zambrotta ha detto:

    Articolo davvero interessante… e preoccupante!

    Mi piace

    1. ormesvelate ha detto:

      Grazie! Le situazioni a cui veniamo sottoposti hanno delle conseguenze sulla morfologia del cervello, ma almeno la scienza nutre la nostra speranza offrendoci delle possibili soluzioni..

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...