La musica triste aumenta le risposte neurali al dolore degli altri

PS_20171013110619Normalmente ci si riesce a proiettare solamente nelle problematiche che abbiamo provato e la dote che ci permette di andare oltre proiettandoci nelle emozioni degli altri e l’empatia che è definita come la capacità di condividere gli stati affettivi degli altri. Le evidenze di neuroimaging suggeriscono che ci sono due componenti di empatia, connessa a reti cerebrali distinte: la componente affettivo che riflette l’attivazione rapida dal basso verso l’alto dei circuiti subcorticali/corticali e la componente cognitiva che può essere influenzata da livelli superiori, cioè i segnali provenienti dai circuiti corticali prefrontali. Allo stesso modo, l’empatia per il dolore comporta due processi distinti. Il primo è un processo automatico che insorge rapidamente con conseguente contagio emotivo e condivisione affettiva. In secondo luogo, c’è un processo cognitivo controllato che regola le risposte empatiche e fa una chiara distinzione altruistica. L’empatia è uno dei segni distintivi della maturità psicologica che permette di comprendere i sentimenti e le emozioni di altre persone, che è molto importante per le interazioni sociali. Anche se “mettersi nei panni degli altri” sembra essere una capacità sofisticata per la maggior parte degli esseri umani, le nostre risposte empatiche non sono sempre così accurate e sensibili come si crede. Ad esempio, se ci sentiamo sicuri, teniamo a reprimere l’idea che altre persone siano ansiose. La nostra risposta empatica alle emozioni e ai sentimenti degli altri può essere fortemente pregiudicata dai nostri stessi stati e esperienze emozionali. In uno studio i partecipanti sono stati invitati a leggere una descrizione di tre escursionisti persi nelle montagne senza cibo o acqua, per prevedere se la fame o la sete sarebbero più disturbabili per gli escursionisti. Questo studio ha coinvolto due gruppi di partecipanti: quelli che non avevano ancora iniziato a esercitarsi e coloro che avevano appena terminato un lavoro di 20 minuti. I risultati hanno mostrato che, rispetto ai partecipanti che non avevano iniziato ad esercitare, i partecipanti che avevano appena finito di esercitarsi erano più propensi a valutare la sete come più sgradevoli della fame perché erano più accaldati e più assetati. L’umore si riferisce ad uno stato emotivo, meno specifico, meno intenso dei sentimenti e delle emozioni. Gli stati d’animo sono tipicamente descritti come aventi una valenza positiva o negativa. La letteratura esistente suggerisce che gli stati d’animo indotti sono in grado di influenzare il nostro modo di elaborare l’ambiente complesso. Numerosi studi hanno dimostrato che gli stati d’animo indotti possono modulare sia i processi cognitivi che quelli emozionali, come il livello di attenzione, le strategie di percezione visiva, l’elaborazione di parole e immagini emotive. Inoltre, anche l’umore indotto è stato in grado di modulare i comportamenti emotivi sociali come il giudizio morale e il processo decisionale durante. Uno studio appena pubblicato sulla rivista Scientific Reports ha investigato come l’umore indotto influenza la risposta empatica al dolore dell’altro. Dopo l’induzione dell’umore con la musica, i partecipanti sono stati istruiti a osservare passivamente le immagini che raffigurano le mani / avambracci / piedi di una persona in situazioni dolorose o non dolorose e ne sono stati misurati i potenziali cerebrali. La metà dei partecipanti ha ascoltato brani musicali preparati per indurre l’umore felice e l’altra metà dei partecipanti ha ascoltato brani musicali preparati per indurre l’umore triste. È stato osservato che coloro che ascoltavano musica triste erano predisposti meglio per recepire il dolore altrui, mentre una musica felice allontanava da una condizione di predisposizione per penetrare le sofferenze di altre persone. Questi dati ci fanno riflettere anche sulla difficoltà a comprendere le sofferenze lontane dalle nostre. È come se il cervello dovesse essere predisposto a recepire il dolore altrui. Una grande empatia è quella che permette di capire anche le forme di sofferenza che non si sono mai provate nella propria vita, e questa sarebbe una condizione auspicabile per tutti.

Daniele Corbo

Bibliografia: Music induced happy mood suppresses the neural responses to other’s pain: Evidences from an ERP study. Jiaping Cheng, Can Jiao, Yuejia Luo & Fang Cui. Scientific Reports 7, Article number: 13054 (2017)

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