Assecondare le potenzialità

PS_20171019161741Albert Einstein una volta disse “tutti siamo dei geni, ma se giudichi un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi su un albero, trascorrerà la sua vita pensando di essere stupido”. Come si può esaltare le capacità di un bambino che sin da giovane viene posto in competizione con i propri compagni? In nazioni come la Finlandia e Singapore sono stati approvati programmi scolastici e laboratori che favoriscono la collaborazione, il lavoro di gruppo, l’unione. È indiscutibile che sia fondamentale per l’arricchimento di una mente che cresce possedere una buona cultura generale, ma è altresì vero che bisogna assecondare le naturali inclinazioni dei ragazzi, cercando di potenziarli, senza spingerli alla competizione, in ciò da cui non si sentono attratti. Immaginate di vivere nella mente di chi soffre un disagio psichico, in lui un eccesso di competizione può incidere sulla sua stabilità mentale, già fragile.  Un giudizio, anche solo su un comportamento o una mancanza culturale, può incidere sulla sua autostima, ed incrementare un disagio emotivo che peggiora ogni volta che ci si sente in competizione. La strada percorribile sarebbe quella del rispetto delle varie sensibilità, percorso che metabolizzato anche dai ragazzi, li porterebbe ad essere adulti emotivamente pronti al dialogo ed alla tolleranza verso l’altro, ma soprattutto verso se stessi.

Giacomo Berghenti

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. luisa zambrotta ha detto:

    Davvero interessante: speriamo tuttavia che sia possibile potenziare le capacità individuali se le classi sono numerose o svogliate

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    1. ormesvelate ha detto:

      il discorso sui metodi educativi è sicuramente complesso e non riconducibile a poche righe. Questo articolo vuole essere uno spunto per riflettere sulla competitività come modello da offrire a menti che si stanno formando. O forse non sarebbe il caso di insegnare da subito la tolleranza ed il mutuo aiuto?

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      1. luisa zambrotta ha detto:

        Hai ragione, purtroppo la competitività è assunta a modello in molti altri ambiti da cui i ragazzini sono attratti!

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  2. Emozioni ha detto:

    Mia figlia è dislessica.
    Gliela lessi tempo fa.
    Ha superato e prova ancora tutt’ora, a valicare ostacoli molto alti.
    Purtroppo!

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    1. Ciao! ci scusiamo se il tuo commento non è stato pubblicato subito…ti ringraziamo per il dono che ci hai fatto nel condividere qualcosa di te! Credo che tua figlia possa superare ancora tanti ostacoli e riuscirà sicuramente a trovare il modo di sviluppare tutte le sue doti

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  3. sofiailpensierofilosofico ha detto:

    Credo personalmente che la competizione e la competitività servano se vengono intense come strumento per migliorare se stessi in un contesto ideale di cooperazione e rispetto delle potenzialità personali.

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    1. ormesvelate ha detto:

      purtroppo è difficile che nell’ambito della competizione ci sia cooperazione e rispetto delle potenzialità personali. D’altro canto è giusto che ognuno sia spinto ad impegnarsi, sempre tenendo presente le attitudini e possibilità personali.

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  4. jackybergo ha detto:

    L’articolo “Assecondare le potenzialità” vuole far risaltare l’aspetto della collaborazione, molte volte mascherata dalla competizione.
    Tuttavia credo fortemente che la sana competizione sia fondamentale per il miglioramento di tutti.

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