Come fa il cervello a distinguere la realtà dall’immaginazione?

PS_20171020153152A tutti è capitato di svegliarsi la mattina e fare fatica a collocare un sogno nell’orbita dell’immaginazione, in quanto la sua vividezza sfida la nostra mente a distinguerlo dalla realtà. Ogni pensiero, sia che si riferisce al momento presente o riflette un’immaginazione, è nuovamente codificato come una nuova traccia di memoria. Il filtro della realtà dell’area orbitofrontale (ORFi) indica un meccanismo che verifica se i pensieri prossimi riguardano la realtà in corso o no. Il suo fallimento induce confusione circa la realtà con confabulazioni e disorientamento. Se il risultato di questo processo venisse codificato contemporaneamente, spiegherebbe facilmente la distinzione successiva tra memorie relative a una realtà passata e memorie legate all’immaginazione, una facoltà chiamata monitoraggio della realtà. Come il cervello riesca a fare questa distinzione è sconosciuto, ma molte ricerche suggeriscono che dipende da processi attivi quando le informazioni sono codificate. In un articolo di un gruppo di ricerca svizzero, appena pubblicato sulla rivista frontiers in Behavioural Neuroscience, i ricercatori hanno esplorato la precisa temporizzazione tra ORFi e codifica e le interazioni tra le strutture cerebrali coinvolte. Hanno utilizzato potenziali evocati ad alta densità e due task di un compito di riconoscimento continuo (CRT) che combina le funzioni di ORFi e la codifica. L’ORFi è stato misurato dalla capacità di rendersi conto che gli stimoli che appaiono nel secondo task non erano ancora comparsi in quella prova. La codifica è stata misurata con stimoli immediatamente ripetuti, poiché è stato precedentemente dimostrato di indurre un segnale emanato dal lobo temporale mediale (MTL), che ha un effetto protettivo sulla traccia di memoria. Lo studio suggerisce un’interazione complessa tra OFC e MTL permettendo di ri-codificare i pensieri mentre essi subiscono ORFi. L’influenza combinata di questi due processi a 200-300 ms può lasciare una traccia di memoria che consente di monitorare successivamente la realtà senza problemi nella maggior parte delle situazioni quotidiane. Quindi l’area orbitofrontale nel verificare se un pensiero è frutto della realtà o dell’immaginazione, lascia traccia nella memoria di questo passaggio, per non correre il rischio di perdere questa preziosa informazione nel futuro. Sono funzioni fondamentali per una vita ordinaria, per cui l’ultimo riferimento va all’angoscia di chi ha il sistema ORFi compromesso e non riesce a fidarsi più di niente, in quanto non sa mai cosa sia reale.

Daniele Corbo

Bibliogrrafia: Simultaneous reality filtering and encoding of thoughts: the substrate for distinguishing between memories of real events and imaginations? Raphaël Thézé,  Aurélie L. Manuel,  Louis Nahum, Adrian G. Guggisberg and  Armin Schnider. Front. Behav. Neurosci. | doi: 10.3389/fnbeh.2017.00216

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