Assecondare le potenzialità II

PS_20171021084036Oggi ci vogliamo ricollegare all’articolo dell’altro giorno, alla luce dell’intervento di papa Francesco di ieri mattina (discorso integrale) alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. In tale discorso il papa lancia un monito a non sacrificare “sull’altare dell’efficienza, il vitello d’oro dei nostri tempi, valori fondamentali come la democrazia, la giustizia, la libertà, la famiglia, il creato”. Partendo da questo spunto, ampliamo il discorso fatto sula competitività come disvalore sempre più diffuso ed in tal senso non possiamo menzionare l’efficienza come amplificatore delle disuguaglianze. Una società che mira solo al massimo profitto o alle migliori prestazioni, è una società “spartana” che si dimentica di chi non va veloce, di chi non ha il passo per reggere i ritmi aspettati. In un mondo di questo tipo non c’è spazio per gli ultimi, ma neanche per i normali; è costruito solamente per chi è disumanizzato ed ha perso la dimensione della relazione verso se stesso e l’altro. E soprattutto è una società in cui ognuno è solo un freddo ingranaggio funzionale a qualche scopo. Quando un pezzo meccanico non funziona è più vantaggioso buttarlo e cambiarlo e questo è il destino per chiunque, perché nel corso di una vita ognuno di noi attraversa momenti in cui non riesce ad essere efficiente e performante. Allora chiudo con una riflessione: non è il caso che ci si fermi a pensare se sia sostenibile una società che non guarda agli individui nelle potenzialità e nelle fragilità?

Daniele Corbo

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