Nessuno merita l’abbandono

PS_20171027100228Per anni mi sono chiesto quanto l’abbandono da parte dei genitori potesse incidere sullo stato sentimentale di un bambino/adolescente sulla sua vita futura…

Ancora a distanza di anni il senso di disagio che continua a persistere non me lo so spiegare.

Da ottobre di quest’anno ho iniziato un percorso in servizio civile che durerà un anno.

La mia attività di servizio è all’interno di due case famiglia, dove mi trovo a condividere le giornate con ragazzi che per situazioni difficili, sono stati allontanati dalla famiglia di origine per essere affidati legalmente a famiglie affidatarie.

Questa esperienza, che mi sta dando tanto, mi porta sempre più a pensare alle differenze fra un allontanamento e un abbandono; due parole che di per sé non contengono molte diversità, ma che in questo contesto vogliono dire tanto.

L’allontanamento è un gran disagio, indubbiamente, ma esiste la convinzione che per capire cosa si provi ad essere abbandonati, bisogna provarlo sulla propria pelle. Nessuno si merita di essere abbandonato, perché ogni assenza porta a perdere una parte di se stessi, che nessuno, nemmeno le persone migliori al mondo, possono colmare. Solo lavorando su di sé, riappropriandosi di quella parte, morta al momento dell’abbandono, è possibile rinascere in una forma nuova, più completa e consapevole. Ciò richiede un lavoro duro e doloroso di accettazione e perdono, tanto faticoso ma necessario, una vetta enorme da scalare, ma con alla fine il premio più ambito: la felicità!

Giacomo Berghenti

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. lilasmile ha detto:

    Non ho provato mai l’abbandono in senso fisico. Deve essere tremendo. Ho vissuto sulla mia pelle la freddezza legata all’accettazione della mia identità e ti assicuro che anche questa non è una bella esperienza. In entrambi i casi credo che ci voglia, come hai scritto tu, un grande lavoro da fare su se stessi.

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  2. jackybergo ha detto:

    Credo che l’abbandono in senso fisico sia tremendo, ma come hai scritto nel tuo commento, ci sono altre situazioni che ti portano a fare un esame di coscienza con se stessi, e questo rappresenta la prova più difficile per chi ha affrontato un disagio.

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