Esiste un futuro per la scuola?

PS_20171031160044In questo articolo vorrei uscire leggermente fuori tema (ma non troppo, visto che l’educazione dei ragazzi condiziona il loro benessere psicologico futuro) rispetto ai contenuti abituali del sito. Questo mese, per una serie di congiunzioni favorevoli, ho potuto fare un’esperienza meravigliosa, cioè insegnare matematica in un liceo. Sono entrato in quest’ambiente in punta di piedi, arrivando da un mondo completamente differente, ma desideroso di conoscerlo al meglio. Mi sono trovato difronte ad una realtà stupenda, un contesto fatto da persone piene di volontà, che credono in quello che fanno e che danno il meglio di sé, mettendoci passione e cura. E poi ci sono i ragazzi… in meno di un mese hanno segnato la mia anima per sempre, li porterò eternamente con me, uno per uno perché ognuno di loro mi ha lasciato una traccia indelebile. Dal più silenzioso al più loquace, dal più esuberante al più tranquillo, questi giovani sono una forza della natura che dovremmo valorizzare e da cui ho imparato tanto. Sembrano grandi, ma hanno gli occhi di bambini, hanno mille maschere dovute all’insicurezza, ma hanno ancora il cuore puro e sanno emozionarsi, gioire, ridere, divertirsi. Il conflitto generazionale è una storia vecchia come il mondo, ma se questi sono i nostri giovani non vedo perché non si possa camminare insieme. Chiedono solo di essere ascoltati, di non voler essere giudicati, vogliono pazienza e cercano disperatamente qualcuno che assecondi le loro inclinazioni e che indichi loro la strada e li accompagni. Vogliono solo ciò che è nostro compito dare loro! Sono in un’età in cui il cervello è meravigliosamente plastico, quindi gli educatori si trovano in mano della creta da plasmare ed io mi sono trovato difronte a degli splendidi vasi ed ho visto dei docenti in grado di scolpire le pieghe della loro mente. Allora tornando alla domanda del titolo, fin quando esisteranno persone come quelle che ho incontrato in questi giorni, la scuola avrà un futuro radioso e continuerà ad essere un punto fermo della società. Spero di aver lasciato alle miei classi anche un po’ dello spirito di Orme Svelate, cioè amore per il prossimo, condivisione delle emozioni, libertà mentale ed anche desiderio di conoscenza per giungere alla verità. Io ho fatto solamente un piccolissimo tratto di strada con loro, ma tanto è bastato per farmi provare amore, stima e affetto per i miei ragazzi e per assicurare loro che moralmente mi sentirò sempre uno dei loro prof…

Daniele Corbo

34 commenti Aggiungi il tuo

  1. La scuola ha futuro e soprattutto è fertile se all’insegnamento formale di concetti si accompagna un percorso di formazione e di accoglienza dell’unicità di ogni giovane mente.
    Grazie per aver condiviso quest’esperienza.

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    1. Si, ogni mente è unica e speciale e va accolta come tale. Grazie a te!

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      1. è difficile ma ho visto persone provarci e spero che si continui sempre così! un sereno pomeriggio a te…

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  2. Emozioni ha detto:

    Che bello avere un professore di mate così, per mia figlia discalcula!
    In grado di andare oltre.
    Grande privilegio per i tuoi studenti.
    Un giorno, si ricorderanno di te. Ne son certa!

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    1. Grazie! Non importa se si ricorderanno di me, spero solo di aver lasciato loro qualcosa di me… io sicuramente mi ricorderò di loro!

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  3. Giuliana ha detto:

    questa e’ la cosa importante, ma oggi gli insegnanti “per vocazione” sono una rarita’. Purtroppo questa societa’ ha creatoro lavoratori “per bisogno” o per “prestigio” e nella scuola e nella sanita’ e’ una vera e propria disgrazia

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    1. spesso è come dici tu, ma sia nella scuola che nella sanità vedo ancora persone che ci mettono amore in quello che fanno e questo alimenta la speranza…

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      1. Giuliana ha detto:

        sono troppo poche per la verita’ in questo momento, ma ho buone speranze per il futuro, ho bisogno di crederci

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  4. Silvia ha detto:

    Grazie Prof. Corbo per aver salutato i suoi alunni condividendo con loro l’esperienza che ha provato e acquisito ! è evidente che è bastato un solo mese per creare una “relazione” tra lei e i ragazzi e solo tramite una relazione si insegna e si apprende. Come madre mi dispiace che mio figlio non possa continuare ad essere accompagnato da lei in questa fase della vita e di formazione, ma come dice Massimo Recalcati, un’ora di lezione può cambiarti la vita !
    e allora in bocca al lupo per il suo lavoro e le auguro di mantenere sempre accesa la passione per quello che fa !
    silvia

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    1. Mi dispiace che il tempo passato con i ragazzi sia stato così poco da non aver potuto conoscere i loro genitori…condivido tutto quello che ha scritto e sono convinto che chi prenderà il mio posto sarà più bravo di me. Sicuramente tutta la mia vita è basata sul costruire relazioni, ma questo va oltre l’essere un professore, per cui possono continuare indipendentemente dall’essere presente in classe. Spero solo di aver fatto quell’ora di lezione di cui parla Massimo Recalcati…

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  5. Mamma ha detto:

    Articolo stupendo !! Sono una mamma di un dei suoi ragazzi e quando lunedì è venuto a casa aveva le lacrime agli occhi perché Lei li lasciava , ma era orgoglioso delle sue motivazioni !!
    Credo abbia più costruito lei in un mese che altri in anni!
    Come si dice non è il “ quanto” ma il “come”
    Grazie !!

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    1. le lacrime agli occhi le avevo anche io…

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  6. elidalla ha detto:

    Caro professore, sono la mamma di una di una ragazza della classe che lascia. Il rimpianto e’ grande, davvero avevo creduto che per la prima volta saremmo stati capiti. Le auguro un futuro brillante e una vita intensa
    . Noi non la dimenticheremo. In così poco tempo e’ riuscito a toccare il giusto tasto da usare con questa ns classe così tanto denigrata . Un abbraccio forte.

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    1. Sono dei ragazzi eccezionali, aspettavano solo che qualcuno toccasse quel tasto… io ho iniziato la sinfonia, mi aspetto che loro sappiano continuare a suonarla! Se vorranno, sanno come trovarmi, io li porto nel mio cuore e li aiuterò sempre con amore! un abbraccio anche a lei

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  7. vikibaum ha detto:

    gli insegnanti come te scarseggiano…sono pessimista sul futuro della scuola come sull’idoneità ad essere tali di molti genitori…ciauuu

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    1. Ci sono insegnanti che sentono una vocazione! poi se vogliamo parlare di una società sempre meno adeguata ad accogliere ed accompagnare giovani menti, purtroppo è vero…

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      1. vikibaum ha detto:

        già, proprio così….

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  8. ForgivingConnects ha detto:

    This is beautiful, Daniele.

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    1. thanks a lot! It’s beautiful to share my story because my classes were really great!

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      1. ForgivingConnects ha detto:

        I bet they were! ❤ Blessings Daniele.

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  9. elidalla ha detto:

    Caro professore, sarebbe bello poter organizzare un incontro formativo anche a scuola con questi ragazzi per rivedervi, costruito su un tema di interesse reciproco che mantenga vivo il senso di autostima che lei ha acceso in loro. Chissà se è fattibile? Elisa

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    1. Io sono sempre a disposizione e l’idea mi piace molto

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    2. Si potrebbe costruire un incontro basato sull’importanza della percezione del sé costruita su di una conoscenza di sé stessi e non sul giudizio di altri. Imparare a scollegare come gli altri li vedono da come essi sono. Ed infine ricordare loro che sono ragazzi eccezionali con tante capacità, devono solo farle uscire fuori e nella loro vita potranno fare quello che vogliono, spero le cose più nobili…

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  10. oldpoet56 ha detto:

    Spoken like a true teacher, one who honestly cares. I enjoy the read so I am going to reblog this article for you Sir.

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    1. I think that is the only way that a teacher should be… Thanks😊

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  11. mocaiana ha detto:

    Indicare la strada, che responsabilità terribile e affascinante!

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    1. Soprattutto permette di creare un percorso di vita che possa portare a trovare se stessi e a sviluppare le proprie attitudini, accettando i propri limiti!

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      1. mocaiana ha detto:

        bisogna essere molto equlibrati per farlo, non è da tutti 🙂

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      2. Bisogna avere voglia di ascoltare senza filtri i bisogni e le aspettative dei ragazzi…

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  12. amleta ha detto:

    Quindi tu sei uno di quei prof rari che fanno il miracolo di far interessare dei ragazzi ad una materia ostica come la matematica!
    Ragazzi stupendi tu descrivi, ma che scuola è? Io ho studiato in un liceo ma questa magnifica scuola c’era una volta, anni fa, quando tutti stavano al loro posto e non c’erano i cellulari a comandare tutti. Adesso è diversa la scuola. Mia sorella fa l’insegnante, e non dovrebbe, ed è anche di sostegno, e non è portata. Io le spiego certe cose sui bambini con i disagi, io. E lei lavora. I bulli li ha conosciuti mio figlio e se li è fatti amici spiegandomi ” se non puoi combatterli fatteli amici” e ovviamente essendo lui studioso li aiutava a casa e a scuola come poteva per non venire pestato. I bulli erano quelli di colore che si è trovato a dover conoscere qui al nord, perchè in sicilia ancora non c’erano classi così colorate. Io ho lavorato nelle scuole dello Zen di Palermo, per un periodo di stage, e non sto qui a raccontarti cosa ho visto fare a maestre e bambini. Poi nessuno guardava mai i disegni dei bambini e invece è da lì che capisci tutto quello che gli succede. Io non ho potuto lavorare in quell’ambiente, per scelta, perchè mi coinvolgo troppo, non riesco a non pensare di salvarli, di salvare tutti i bambini. Ma è una deformazione mia personale, visto che sono stata vittima di abuso da piccola.

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    1. Sono stato professore solo per un mese, perché non è il mio lavoro. Io sono neuroscienziato, ma è stata un’esperienza meravigliosa. Sicuramente ho visto anche delle brutture, ma le potenzialità erano enormi. Hai tanto da dire e da insegnarmi, spero che continuerai a commentare i miei articoli.
      Grazie infinite

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