Passare dal mondo interiore a quello esteriore nel disturbo ossessivo compulsivo

PS_20171106102144Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è un disturbo psichiatrico debilitante caratterizzato da pensieri negativi intrusivi (ossessioni) e comportamenti ripetitivi (compulsioni). Una caratteristica del puzzle del DOC è l’incapacità dei pazienti di utilizzare informazioni esterne per terminare il pensiero ossessivo. Recentemente è stato suggerito che questa caratteristica del DOC potrebbe derivare da una difficoltà a spostarsi da uno stato di attenzione focalizzato internamente (cioè, pensando ossessivamente) ad un focus esterno. I ricercatori hanno riferito che dopo aver immaginato uno scenario negativo (ad esempio, il ritorno del cancro della madre), i pazienti con DOC hanno commesso più errori in un compito di rilevamento con un target mirato esternamente rispetto ai partecipanti di controllo sano. Questo risultato comportamentale coincide con l’ipoattivazione delle aree visive nei pazienti con DOC, il che suggerisce che durante il pensiero ossessivo i pazienti possono essere meno in grado di passare da questo stato focalizzato internamente per elaborare informazioni visive esterne. In un recente articolo di John T. Vu e collaboratori si discute specificamente di come l’eterogeneità dei sintomi DOC avrebbe potuto influenzare i loro risultati comportamentali, considerando le recenti osservazioni di un sistema visivo compromesso nei pazienti DOC. Nel 2016 Stern et al. ha esaminato se gli stati di attenzione iniziale dei pazienti DOC avessero potuto successivamente influenzare le loro prestazioni sul compito di rilevazione di bersagli. L’esperimento era costituito da quattro condizioni sperimentali, ognuna con l’obiettivo di impostare un particolare stato di attenzione iniziale (prima dell’attività di rilevazione degli obiettivi): negativo focalizzato internamente (immaginare un evento spiacevole); positivo focalizzato internamente (immaginare un evento piacevole); focalizzato esternamente (eseguire un’attività Stroop, cioè, vedendo parole scritte con colori diversi, dovevano pronunciare a voce alta il colore dell’inchiostro cui è scritta la parola); o neutro (riposare con gli occhi aperti). I risultati hanno rivelato che i pazienti con DOC hanno fatto più errori nell’attività di rilevazione di target, rispetto ai partecipanti al controllo, se il loro stato di attenzione iniziale era negativo internamente. Ciò ha portato gli autori a concludere che i pazienti con DOC hanno difficoltà a passare da uno stato focalizzato internamente a uno esterno. Data la conclusione degli autori, il numero di errori di attività di rilevazione target all’interno del gruppo paziente dovrebbe essere maggiore nelle condizioni focalizzate internamente. Hinds et al. (2012) ha mostrato che i pazienti con DOC hanno risposto, sia comportamentali che fisiologicamente, ad eventi esterni in un modo specifico dei sintomi. Ad esempio, dopo aver messo le mani in pannolini bagnati, i pazienti affetti da DOC con i compulsioni di lavaggio hanno lavato più a lungo le mani e hanno richiesto più tempo per la loro fisiologia. È interessante notare che i pazienti con DOC con compulsioni di controllo hanno risposto in modo quasi identico al gruppo di controlli sani. Allo stesso modo, gli studi hanno suggerito il ruolo che la responsabilità percepita svolge nel DOC. Quando i pazienti con DOC sono stati invitati ad avere alta responsabilità percepita su un evento immaginato (cioè il paziente è colpevole di qualsiasi esito negativo), hanno mostrato comportamenti maggiormente ossessivi. Per studiare la fisiologia del passaggio attento in DOC, Stern et al. (2016) ha studiato due reti neurali specifiche che sono attivate reciprocamente: la rete di modalità predefinita (DMN) e la rete positiva del task (TPN). In uno stato focalizzato esternamente, il TPN aumenta l’attivazione mentre il DMN diminuisce nell’attivazione; il contrario è osservato in uno stato focalizzato internamente. Durante la condizione negativa internamente focalizzata, Stern et al. Ha osservato l’ipoattivazione del TPN, in particolare la corteccia occipitale superiore superiore e bilaterale inferiore, tra i pazienti con DOC. Gli autori ipotizzavano che ciò potesse essere dovuto all’attenzione alterata agli stimoli visivi durante l’attività di rilevazione di bersagli, suggerendo una difficoltà di passaggio da uno stato focalizzato internamente. Questo risultato è interessante alla luce di un’ipotesi proposta che ha suggerito che il DOC può essere attribuito a una riduzione della visuelaborazione. Anatomicamente, alcuni studi hanno osservato livelli anormali di materia bianca del lobo occipitale nei pazienti con DOC. Altri studi hanno riscontrato deficit persistenti nei movimenti degli occhi. Inoltre, rispetto ai partecipanti di controllo, i pazienti affetti da DOC hanno riscontrato difficoltà nell’elaborazione visiva del movimento biologico, attribuibile alla riduzione del sulcus temporale superiore. I deficit fisiologici nelle reti coinvolti negli stati di attenzione interna ed esterna possono essere riflessi dai risultati comportamentali rilevati nell’attività di commutazione di attenzione. Tra i più noti è stata l’ipoattivazione della corteccia occipitale. Come suggerito dagli autori, questa ipoattivazione può aumentare la difficoltà che i pazienti con DOC hanno con l’elaborazione di informazioni visive esterne. Sarebbe interessante indagare se si verificano analoghi disturbi in altri sistemi sensoriali, come ad esempio l’uditivo o il tattile, in quanto fonti di prove esterne non sono probabilmente limitate alla visione. In conclusione il DOC è come una gabbia invisibile che ti isola dal mondo, si resta intrappolati ed i sensi fanno fatica a collegarsi alla realtà. Tutto si svolge nella propria mente e non esiste altro, è molto difficile scavare un tunnel per far entrare luce nella mente di chi soffre di questo disagio.

Daniele Corbo

Bibliografia: Stern E. R., Muratore A. F., Taylor S. F., Abelson J. L., Hof P. R., Goodman W. K. (2016). Switching between internally and externally focused attention in obsessive-compulsive disorder: abnormal visual cortex activation and connectivity. Psychiatry Res. 265, 87–97. 10.1016/j.pscychresns.2016.08.006

Commentary: Switching between internally and externally focused attention in obsessive-compulsive disorder: Abnormal visual cortex activation and connectivity. John T. Vu, Gian R. Agtarap, and Michael Wong. Front Psychol. 2017; 8: 1827

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. luisa zambrotta ha detto:

    Trovo questi articoli molto interessanti!

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    1. Grazie per l’apprezzamento, è sempre di stimolo per andare avanti…

      Piace a 1 persona

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