Sono utili gli antipsicotici per il disturbo ossessivo compulsivo e per i disturbi dell’ansia?

PS_20171110131842Una delle difficoltà per chi soffre di disagi psichici è il dramma del tempo necessario per trovare la terapia farmacologica corretta. I racconti di chi soffre di questi problemi sono delle odissee attraverso i mari degli psicofarmaci,  molti hanno la sensazione di aver provato praticamente tutto prima di approdare nel porto di un medicinale apparentemente utile. Allora è fondamentale il lavoro dei neuroscienziati di testare la reale efficacia degli psicofarmaci associati alle diverse patologie psichiatriche. Un articolo appena pubblicato sulla rivista Current Psychiatry Reports ha come obiettivo quello di verificare l’efficacia degli antipsicotici nel trattamento di disturbi dell’ansia generalizzata (GAD), disturbi dell’ansia sociale (SAD), disturbi di panico (PD) e disturbo ossessivo compulsivo (OCD).  I disturbi d’ansia sono un gruppo di disturbi psichiatrici caratterizzato da sentimenti patologici di ansia e paura. I disturbi d’ansia principali sono GAD, SAD e PD, mentre OCD condivide con essi dei sintomi, ma in accordo col DSM-5 sono considerate entità separate. I disturbi d’ansia sono considerati il più comune disordine psichiatrico e riguarda dal 20 al 40% della popolazione. Molti pazienti presentano più disturbi d’ansia contemporaneamente, e questo può complicare il trattamento. I disturbi d’ansia sono associati ad una ridotta qualità della vita e ad una diminuzione della vita sociale, oltre ad una maggiore mortalità. Psicoterapia e antidepressivi, specialmente gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs) e gli inibitori della ricaptazione di serotonina-norepinefrina (SNRIs), hanno mostrato efficacia nel trattamento dei disturbi d’ansia, e sono ancora considerati come la prima linea di trattamento, seguito da altri farmaci quali benzodiazepine, mirtazapina, pregabalin o buspirone. Tuttavia, le risposte a questi trattamenti sono spesso incomplete e nuove strategie devono essere sviluppate per affrontare questa resistenza. I farmaci antipsicotici potrebbero essere considerati come un’opzione nell’indicazione di disturbi d’ansia refrattari. Questi farmaci sono stati sviluppati sin dagli anni ’50 originariamente per il trattamento di disturbi psicotici. Da decenni, il loro impiego ha superato la gestione di disturbi psicotici, e ora riguarda per esempio i disturbi dell’umore. Il fatto che spesso sono associati disturbi d’ansia e disturbi psicotici sostengono l’uso di farmaci antipsicotici nei disturbi d’ansia. I farmaci antipsicotici di prima generazione (FGAP) come benzodiazepine, antidepressivi triciclici (TCA) sono stati testati insieme al placebo per il trattamento dei sintomi di ansia. In questi studi i FGAP erano superiori al placebo, ma i risultati dei confronti con le benzodiazepine e TCA erano in conflitto. I risultati sono stati temperati dagli effetti collaterali di questi farmaci, inclusi i sintomi extrapiramidali (EPS) e la discinesia tardiva irreversibile, mentre l’introduzione di antipsicotici di seconda generazione (SGAP) sul mercato ha portato ad un rilancio di interesse.  Oltre all’antagonismo del recettore della dopamina di D2, gli SGAP sono caratterizzati da un’azione sul sistema della serotonina, in particolare (i) un’azione di antagonismo del recettore della serotonina 5HT2A e (ii) un’azione di agonismo del recettore della serotonina 5HT1A. Il coinvolgimento di altri recettori serotoninergici era stato anche menzionato come l’antagonismo di 5HT7 e 5HT2, così come l’antagonismo del recettore H1 dell’istamina. Poiché la paura e la preoccupazione sono parzialmente legati alle vie della serotonina e della dopamina, specialmente nel ciclo cortico-striato-talamo corticale, gli SGAP potrebbero essere interessanti per i disturbi d’ansia. Un recente studio americano ha mostrato che tra il 30 e il 50% dei pazienti ha ricevuto farmaci antipsicotici off-label (cioè in maniera non conforme alle indicazioni terapeutiche). Inoltre, una recente revisione sistematica ha elencato la diversa prescrizione antipsicotica off-label nei bambini, nei pazienti adulti e nei pazienti anziani. I disturbi d’ansia appaiono come una delle principali indicazioni di questa prescrizione off-label. Tuttavia, le prescrizioni off-label necessitano di supporto scientifico, e il rapporto rischio/beneficio deve essere considerato, soprattutto considerando gli effetti collaterali cardiometabolici degli SGAP. Per concludere, contrariamente a SAD e PD, questa recensione ha trovato evidenze per l’uso di antipsicotici di seconda generazione in GAD e OCD. Invece, gli antipsicotici di prima generazione non possono essere raccomandato nei disturbi d’ansia e OCD.

Daniele Corbo

Bibliografia: The Place of Antipsychotics in the Therapy of Anxiety Disorders and Obsessive-Compulsive Disorders. Pignon B, Tezenas du Montcel C, Carton L, Pelissolo A. Curr Psychiatry Rep. 2017 Nov 7.

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