Senza limite

PS_20171113170835Non sento più quello che dicono
Come se non mi sentissi più ridicolo
Finalmente mi sento davvero libero
Con le borse sotto gli occhi ma il sorriso in faccia.
Con la rabbia che dentro ribolle e piano mi mangia,
La forza viene da questa,
Sapeste cosa mi passa per la testa,
Stanco di mangiare sempre la stessa minestra
Scrivo di notte con il vento che entra dalla finestra.
Scrivo in modo semplice,
Con una lacrima a pedice.
E se esistesse un limite giuro che ve lo direi,
Mentre penso una voce ripete diventa quello che sei.
Paolo

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. elidalla ha detto:

    Molto interessante! Volevo chiederti se ti va di rispondere, cosa consiglieresti di fare a qualche tuo coetaneo che soffre del giudizio degli altri? E che per questo rode dalla rabbia nel non essere capito! Ti ringrazio in anticipo.

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    1. spulidv ha detto:

      Oggi sono andato alla lavagna per un’esercizio di matematica e i miei compagni hanno riso di me per come mi sono vestito. Certe cose non si possono cambiare, quindi penso semplicemente alla situazione.
      Questa classe quando è vuota è tranquilla, durante l’ora buca è divertente, durante le lezioni noiosa e nei test è stressante, ma è sempre la stessa classe, sono gli altri a farla sembrare differente.
      Quindi quando i miei amici ridevano alle mie spalle pensavo che era solo un momento, che non sarebbe stato importante per il mio futuro, che sarebbe nato e morto li. Succederà anche domani perché mia mamma mi uccide se cambio i vestiti ogni giorno, ma penserò al momento successivo, e così via.
      In poche parole il mio consiglio è di essere razionali, di analizzare la situazione come un piccolo momento nella tua vita, di prendere un obbiettivo e non avere nulla oltre a quello, capirai che tutto il resto è polvere.
      Diventa quello che sei.

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    2. spulidv ha detto:

      Forse mi sono dilungato troppo, ma è una parte di quello che penso…

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  2. Mi sarebbe tanto piaciuto esserci io in questo “momento” oggi… analizzare il momento va bene, ma l’analisi che hai fatto non è costruttiva, non ti porta superarla in modo sano, ma solamente a rimuoverla. Ogni attimo deve diventare significativo e costruttivo, chiedersi il perché delle cose e non farle scivolare come se non fossero importanti. Chi giudica è fragile e come tale va trattato, magari instaurare un dialogo, portarlo a comprendere il perché del suo atteggiamento e farlo crescere con te. Comunque ne riparleremo…

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  3. elidalla ha detto:

    Ti ringrazio per aver risposto. Il tuo pensiero e’ davvero prezioso.; tuttavia io credo non sia sano vivere di rabbia sempre e che sia alquanto piacevole sentirsi apprezzati. Chissà cosa c’ e’ di maturo nel ridere degli altri.

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    1. Non c’è niente di sano nella rabbia, né c’è di maturo nel ridere degli altri… infatti io parlavo di dialogo, di crescita, mai restare pianeti distanti, ma trovare sempre il modo di far si che ogni esperienza, anche la più negativa, diventi un momento per migliorare la conoscenza di sé e quindi andare avanti nel percorso verso la felicità.

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  4. spulidv ha detto:

    In effetti bisogna fare distinzione tra “giudizio” e “critica”.
    Secondo me è meglio giudicare quale giudizio può essere preso in modo costruttivo (e quindi iniziare un discorso con il giudice) e quale invece va ignorato poiché non porterebbe a nulla (come mettersi la maglia nei pantaloni come ho fatto oggi). In questo modo si può arrivare a un giusto compromesso, o almeno, è quello che penso.

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    1. pensi bene…lo dico sempre che hai potenzialità infinite! io cancellerei completamente la parola giudizio, ciò che è costruttivo è il confronto o l’opinione. Difficilmente chi si erge a giudice è pronto al dialogo. Nel caso di oggi saresti stato tu a poter far crescere il tuo giudice, mettendolo difronte alla vacuità del suo comportamento ed alla debolezza che c’è dietro…

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  5. È molto difficile mantenere la calma in certe situazioni. Spesso chi giudica davanti agli altri,scegliendo chi sembra fragile come bersaglio,lo fa per avere approvazione da un gruppo. Dunque crede di valere solo se altri approvano. Ecco un sintomo di mancanza di autostima e il bisogno di aggregazione con persone in apparenza forti.Ma chi resta calmo di fronte alle provocazioni,
    riconoscendo il meccanismo,sa che spesso quello che viene ridicolizzato non si pensa veramente e il proprio valore è inattaccabile,nessuno infatti potrebbe metterlo in discussione.

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  6. vikibaum ha detto:

    senza limiti…vivo così è il mio modo … non lo senti tuo? ciau V.

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