L’umore basso porta a non avere empatia per il dolore degli altri

PS_20171120205124L’empatia è un aspetto importante delle interazioni sociali in quanto promuove comportamenti prosociali, cooperazione e perdono ed influisce sulla qualità delle relazioni intime. Tuttavia, costituisce anche angoscia emotiva per chi prova empatia o “angoscia personale. Sebbene a volte il disagio personale empatico possa contribuire a migliorare la qualità dell’amicizia, è anche correlato a livelli di ansia più elevati. Si arriva a provare un senso di colpa e ad arrivare a comportamenti come l’evitamento. Per comprendere meglio la relazione tra sofferenza empatica e umore basso in particolare, come un aspetto importante della depressione, uno studio attuale utilizza un paradigma di induzione dell’umore per esaminare tale relazione in soggetti sani. L’induzione dell’umore viene utilizzata nello studio per modificare temporaneamente l’umore dei partecipanti sani, al fine di esaminare l’effetto della tristezza indotta sul disagio personale empatico. L’induzione dell’umore è stata precedentemente utilizzata per studiare l’effetto dell’umore invece per esaminare i partecipanti clinicamente depressi, in quanto consente un migliore controllo delle variabili confondenti, come la presenza di disturbi comorbili e l’uso di droghe. È stato dimostrato che l’induzione dell’umore simula i cambiamenti comportamentali che sono simili ad alcuni aspetti della depressione, oltre ai cambiamenti di umore auto-riportati, compresi i cambiamenti di velocità nei compiti comportamentali, la presenza di pause durante la comunicazione e la comunicazione non verbale. Ad esempio, migliorando l’umore dei partecipanti attraverso la consegna di odori piacevoli, avviene  la modulazione dell’attività della rete del dolore quando i partecipanti hanno ricevuto stimoli di calore. Inoltre, l’induzione dell’umore è stata utilizzata anche nella letteratura sul dolore per dimostrare che l’umore basso porta a un aumento spiacevole del dolore sperimentato. Usando una combinazione di musica triste e affermazioni negative, è stato studiato l’effetto dell’umore depressivo sull’elaborazione neurale del dolore. I risultati hanno mostrato che i partecipanti hanno risposto più fortemente al dolore fisico che hanno provato quando si sentivano tristi, e aree come la corteccia cingolata anteriore hanno mostrato più attivazione nella condizione depressiva rispetto alla condizione neutra. Le persone con depressione, rispetto ai gruppi di controllo sani tendono a provare più angoscia nel vedere gli altri in situazioni emotive come le emergenze. I soggetti con depressione manifestano un deficit nell’immaginare correttamente l’emozione che si prova dalla lettura e dal relazionarsi con le situazioni descritte. In sintesi, gli studi dimostrano che la depressione è accompagnata da un maggiore disagio personale e alterata attività nel cingolo nel vedere la sofferenza degli altri. Tuttavia, non è chiaro se esista una relazione diretta e casuale tra depressione ed angoscia empatica esagerata. Inoltre, vi è una ricerca comportamentale relativamente limitata sull’empatia emotiva dello stato in condizioni di basso umore e depressione che implica un indicatore della propria esperienza dell’osservatore. Come primo passo per una migliore comprensione della relazione tra stato d’animo ed angoscia empatica, lo studio attuale ha esaminato le relazioni causali tra umore basso ed elevato disagio empatico nel vedere il dolore degli altri in soggetti sani. Per testare questo, hanno condotto uno studio iniziale (26 soggetti) e una replica (46 soggetti) in cui l’umore triste è stato indotto in partecipanti sani (età media M = 21, intervallo = 18-41 anni). I partecipanti hanno visto e valutato gli stimoli video provando empatia per il dolore provato da altre persone. I risultati hanno mostrato che i partecipanti hanno percepito i video che descrivono il dolore degli altri (rispetto al non-dolore) come più angoscianti con uno stato d’animo triste rispetto a uno stato d’animo neutro, sottintendendo che la tristezza aumenta la reattività emotiva verso il disagio degli altri. Questo supporta la precedente letteratura sulla depressione che suggerisce una capacità di elaborazione emotiva compromessa e potrebbe contribuire ad alcuni dei comportamenti dannosi visti nella depressione come il ritiro sociale e l’evitamento.

Daniele Corbo

Bibliografia: Low Mood Leads to Increased Empathic Distress at Seeing Others’ Pain. Yuan Cao, Genevieve Dingle, Gary C. K. Chan, and Ross Cunnington. Front. Psychol., 20 November 2017

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Hamaika ha detto:

    Wow! Sempre molto interessanti i tuoi articoli!!! Ma sei uno psicologo o solo appassionato? Grazie!

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    1. Grazie! Sono un neuroscienziato ed impegnato molto sul tema del disagio psichico

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      1. Hamaika ha detto:

        Interessante!!! Cosa hai studiato?

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      2. Sono laureato in fisica e dopo dottorato in neuroscienze. Sono nove anni che faccio ricerca sul cervello

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