Suicidi in prigione

PS_20171208095317Fragilità emotiva e disagio psichico sono comunemente un problema che condanna ad uno stato di angoscia e solitudine, aggravati da stigma ed isolamento, motivo per cui è nato Orme Svelate. Ma se per questi casi la società si “limita” a considerarli invisibili, esiste un altro “girone dell’inferno”, se possibile più severo. Sono coloro che a causa della loro fragilità e delle storie difficili che hanno alle spalle (le due cose spesso vanno a braccetto) iniziano a delinquere e finiscono in carcere. Per questi sventurati la pena va oltre la detenzione, perché a quella si aggiunge l’impossibilità di accedere a terapie efficaci ed una situazione contingente che aggrava il loro disagio. Allora accade che, secondo un articolo appena pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet, a livello mondiale il tasso di suicidi all’interno delle carceri (che è anche un ambiente in cui è più difficile realizzarlo) è maggiore rispetto alle comunità circostanti. La prevenzione del suicidio è un compito chiave per le istituzioni correzionali, ma identificare gli individui più a rischio di suicidio in carcere non è semplice, con il riconoscimento delle limitazioni della valutazione del rischio per identificare con precisione gli individui più a rischio di suicidio. Questo problema ha portato i ricercatori ad indagare sul ruolo dei fattori istituzionali, sistemici e ambientali che potrebbero influenzare il suicidio dei detenuti, nella speranza di individuare obiettivi modificabili per l’intervento. Utilizzando dati amministrativi provenienti da 24 paesi, Seena Fazel e colleghi hanno esaminato l’influenza di una serie di fattori sistemici e ambientali sui tassi di suicidio dei detenuti. L’unico fattore associato ai tassi di suicidio dei detenuti era il tasso di incarcerazione, ma i tassi di suicidio più bassi erano associati a tassi di incarcerazione più elevati, a malapena un obiettivo degno. Come notano Fazel e colleghi, l’associazione è probabilmente dovuta alla maggiore eterogeneità delle popolazioni di prigionieri in quei paesi con tassi di detenzione più elevati. Una limitazione di questi risultati è che non includono l’analisi a livello dell’istituto. Lo studio è stato condotto a livello nazionale e ciò potrebbe mascherare alcune variazioni dei tassi di suicidio tra le carceri all’interno di un paese che potrebbe fornire indizi sulla prevenzione del suicidio.  In particolare, con un’eccezione, tutti i paesi inclusi nelle analisi di Fazel e colleghi sono ad alto reddito (la Croazia è una nazione a reddito medio-alto). I dati per la salute e la mortalità dei detenuti nei paesi a basso reddito e a medio reddito sono scarsi ma sono spesso segnalate condizioni estremamente sfavorevoli in termini di sovraffollamento, igiene, accesso all’assistenza sanitaria e fornitura inadeguata di cibo, in particolare nei paesi a basso reddito . Non è chiaro in che modo queste pessime condizioni potrebbero influenzare i tassi di suicidio. Il sovraffollamento non sembra riferirsi ai tassi di suicidio nei paesi in cui è stato esaminato, ma all’estremo sovraffollamento del tipo visto nei paesi a basso reddito (con livelli di occupazione del 200% o superiori, rispetto all’84-134% nei paesi analizzati) e un’alta percentuale di detenuti in attesa di rinvio a lungo termine potrebbe creare ulteriori fattori di stress che promuovono il suicidio. Sembra ragionevole suggerire che un intervento efficace per ridurre i suicidi in carcere sarebbe ridurre drasticamente la detenzione di persone con grave malattia mentale, migliorando contemporaneamente l’accesso alle cure psichiatriche e ai sistemi di assistenza sociale. Si potrebbe obiettare che questo cambierà i suicidi in carcere nei contesti della comunità, ma questo sembra improbabile dato il ruolo di incarcerazione stessa come fattore di stress che innesca il comportamento suicidario. In mancanza di ciò, è improbabile che la chiave per la prevenzione del suicidio nelle carceri sia situato in valutazioni e interventi di rischio a livello individuale; piuttosto, è necessario un approccio interistituzionale per creare un ambiente umano che promuova la sicurezza e il benessere di tutte le persone incarcerate. Questo approccio includerebbe l’assicurazione di attività mirate e un tempo sufficiente di fuoriuscita dalle celle per le persone in custodia; evitare azioni disciplinari inutilmente punitive; e supporto accessibile per i detenuti che soffrono di disagio psicologico. Da questa indagine si conferma l’impressione che la prevenzione del disagio psichico sia la strategia più efficace e con il costo sociale minore. Associazioni come Orme Svelate che, radicate sul territorio, si offrono come riferimento costante per chi nel disagio fa fatica a trovare la propria strada, possono costituire la boa che impedisce di andare alla deriva a tante persone.

Daniele Corbo

Bibliografia: Fazel, S, Ramesh, T, and Hawton, K. Suicide in prisons: an international study of prevalence and contributory factors. Lancet Psychiatry. 2017; 4: 946–952.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Molto interessante, bravo! Se leggi il PDF (il cartaceo l’ho finito) del mio libro “VOCI DA GALERA PDF” troverai suicidi in carcere, abnusi di potere, atti discriminatori, pene subite oltre le pene previste, depressione, pentimento, fede, voglia di riscatto ecc: è un libro scritto da oltre 90 detenuti e da me curato che ha avuto un successo formidabile (parla anche di Preston Hughes III, condannato a morte in Texas e goistiziato da innocente col quakle ho corrisposto per 12 anni, e lo ricorda ricordando tutta la sua vicenda processuale e di uomo disperato). Alla vendita del pdf è legato pure un progetto di beneficicenza a favore dei detenuti del carcere di Treviso. Scusa se ne parlo così apertamente ma non potevo starmene zitto dopo aver letot il tuo post…grazie Daniele, visita allora http://carlomolinari.simplesite.com (e vai alla sezione “I miei PDF” per avere più informazionin e fai girare la notizia, grazie mille!!!! 🙂 Carlo

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    1. Grazie Carlo! Sono molto felice che tu ti sia occupato anche di questa tematica e sono ben felice di pubblicizzarlo e di leggere il tuo lavoro. Buona serata

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