Nuove terapie per le allucinazioni uditive

PS_20171209082455

In un recente articolo ho parlato delle ricerche circa la correlazione tra voce interiore e allucinazioni uditive. Alla luce di questi nuovi studi nascono anche forme di terapia mirata per chi ne soffre. Le allucinazioni verbali uditive, che sono tipicamente di natura dispregiativa e minacciosa, sono riportate da circa il 60-70% delle persone con schizofrenia. Sebbene la terapia farmacologica sia efficace nel ridurre le allucinazioni in molte persone, circa il 25% delle persone con condizioni psicotiche continua a sperimentarle. La terapia comportamentale cognitiva per la psicosi è utile per molte persone, anche se gli effetti non sono sempre raggiunti, e non tutti riescono o possono affrontarla. Di conseguenza, vi è un considerevole interesse nello sviluppo di nuove terapie che attingono ai principi della terapia cognitivo comportamentale per la psicosi ma che sono più brevi, specificamente mirate alle allucinazioni verbali uditive e sono in grado di essere fornite da una forza lavoro più ampia. Diverse nuove terapie si basano sulla prospettiva che le allucinazioni verbali uditive siano vissute come provenienti da entità che hanno identità personali, parlano con uno scopo e con le quali l’ascoltatore stabilisce una relazione personale. L’operazione di potere all’interno di questa relazione è considerata cruciale. La voce viene tipicamente esperita come dominante (anche onnipotente), con l’ascoltatore che assume un ruolo sottomesso caratterizzato da sentimenti di inferiorità e impotenza che possono riflettere le relazioni sociali più in generale. Alla luce di questa scoperta, sono stati sviluppati approcci esplicitamente relazionali e interpersonali che localizzano le voci (e le relazioni vocali) all’interno del contesto biografico della persona e prendono di mira le dimensioni interpersonali chiave come potere e prossimità. PS_20171210102725La terapia con AVATAR (inventata da Julian Leff nel 2008) appartiene a questa nuova ondata di approcci relazionali, ma, in modo univoco, le esperienze dell’uditore vocale vengono introdotte in terapia in un modo nuovo, consentendo un’interazione faccia a faccia con una rappresentazione digitale (avatar) il cui discorso corrisponde strettamente al tono e tono della voce persecutoria. Il terapeuta (che passa dal parlare come terapeuta a come avatar) facilita un dialogo in cui l’ascoltatore della voce guadagna gradualmente maggiore potere e controllo all’interno della relazione, con la voce inizialmente onnipotente che allenta la presa sull’ascoltatore diventando più conciliante nel tempo. In un articolo appena pubblicato sulla rivista The Lancet è stata testata tale terapia conducendo questo trial controllato randomizzato, in una singola sede clinica (South London e Maudsley NHS Trust) a partecipanti con un’età compresa tra 18 e 65 anni, che avevano una diagnosi clinica di spettro schizofrenico o disturbo affettivo e avevano avuto resistenti allucinazioni verbali uditive nei precedenti 12 mesi, nonostante il proseguimento del trattamento.  AVATAR è risultata più efficace dopo 12 settimane di trattamento rispetto alla terapia di supporto nel ridurre la gravità delle allucinazioni uditive persistenti, con una grande dimensione dell’effetto. Futuri studi multicentrici sono necessari per stabilire l’efficacia della terapia con AVATAR e, se confermano l’efficacia porteranno alla conclusione che dovrebbe diventare un’opzione nel trattamento psicologico delle allucinazioni verbali uditive. È interessante notare che se dare un metodo del genere attenua la comparsa e gli effetti delle allucinazioni, verrebbero confermati studi che sostengono che siano solo una cattiva interpretazione della voce interiore, in quanto regolabile con un volto più accogliente della “voce” che la fa percepire in maniera differente.

Daniele Corbo

Bibliografia: AVATAR therapy for auditory verbal hallucinations in people with psychosis: a single-blind, randomised controlled trial. Tom KJ Craig, Mar Rus-Calafell, Thomas Ward, Julian P Leff, Mark Huckvale, Elizabeth Howarth, Richard Emsley, Philippa A Garety. The Lancet  23 November 2017.

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...