Psicosi e cannabis

PS_20171211215726In The Lancet Psychiatry, Schoeler e colleghi presentano uno studio che descrive l’effetto di mediazione dell’aderenza al farmaco sull’associazione tra uso continuato di cannabis e rischio di recidiva nei pazienti con psicosi del primo episodio. In precedenza hanno riportato un tasso di recidiva del 36% in questo gruppo di pazienti per un periodo di 2 anni. Riconoscendo il potenziale rischio di recidiva della psicosi correlata all’elevata percentuale di pazienti che continuano a usare la cannabis dopo l’insorgenza della psicosi, l’attuale studio1 indaga stesso gruppo di pazienti composto da 245 pazienti, che ha ottenuto dati retrospettivi sull’uso di cannabis attivo e sull’aderenza ai farmaci subito dopo l’insorgenza della malattia, oltre al rischio di recidiva al follow-up a 2 anni. Gli autori scoprono che la ricaduta della psicosi associata al continuo uso di cannabis è in parte mediata dalla mancata aderenza al farmaco antipsicotico prescritto. Con psicosi intendiamo la presenza di alcuni sintomi come allucinazioni e deliri, nelle forme più acute, mentre comportamenti bizzarri, pensieri persecutori, umore fatuo o apatico con la perdita del significato affettivo, nelle forme più sfumate. È noto che l’uso di cannabis aumenta il rischio di schizofrenia, non solo dai primi studi di coscrizione svedesi, ma anche da studi su persone che usano sinsemilla a Londra, Regno Unito, dimostrando che la cannabis ad uso intenso in THC aumenta il rischio di schizofrenia. La Norvegia ha dimostrato che la cannabis aumenta il rischio di psicosi, anche quando si controllano fattori genetici. C’è stata una discussione sulla direzione dell’associazione, poiché nessuno di questi studi può escludere la causalità inversa, ma sembra ragionevole concludere che la cannabis è uno dei molti fattori di stress che possono precipitare la schizofrenia, almeno negli individui suscettibili. L’associazione tra uso di cannabis e psicosi continua a interessare medici e ricercatori. Quali sono i fattori di rischio nel percorso dal consumo di cannabis alla psicosi? L’uso della cannabis nei pazienti con psicosi può essere diviso in tre gruppi: quelli che non usano la cannabis, quelli che usano cannabis con poche conseguenze negative e quelli in cui la cannabis è seguita da ricaduta e peggioramento della malattia. Troppo poco è stato dedicato allo studio delle persone con psicosi che possono usare la cannabis senza molte conseguenze negative. Ulteriori ricerche dovrebbero anche essere inserite in diverse varianti di cannabis. I ceppi coltivati ​​per produrre un alto contenuto di D-9 tetraidrocannabinolo (THC) sono probabilmente associati a un rischio maggiore per la psicosi rispetto a quelli con meno THC. La predisposizione genetica è un fattore collegato allo sviluppo della psicosi dopo l’uso della cannabis.5 Tuttavia, c’è ancora molta strada da fare per chiarire l’interazione tra geni e fattori ambientali nell’associazione di psicosi della cannabis. Pertanto, sosteniamo la richiesta di fare ulteriori studi per studiare la possibile interazione tra il punteggio di rischio poligenica per la schizofrenia e l’uso di cannabis nel causare psicosi. Inoltre, vi è la necessità di esaminare l’uso di farmaci antipsicotici e indagare se alcuni farmaci sono particolarmente utili per pazienti con disturbi psicotici che intendono continuare ad usare cannabis. In uno studio randomizzato che ha confrontato gli effetti di diversi antipsicotici e clozapina sembravano distinguersi nel ridurre la brama per la cannabis, una scoperta che ha bisogno di essere replicata. Ricerche precedenti hanno dimostrato che l’interruzione dell’uso di cannabis dopo un primo episodio di psicosi ha esiti positivi rispetto all’uso continuato. Una meta-analisi di studi osservazionali pubblicata nel 2017 ha confrontato l’aderenza ai farmaci antipsicotici tra consumatori di cannabis e non utilizzatori e ha scoperto che la cannabis aumenta il rischio di non aderenza ai farmaci anti-psicotici e l’abbandono della cannabis può favorire l’aderenza agli antipsicotici. Nell’attuale studio di Schoeler e colleghi, 1 gli autori hanno scoperto che l’aderenza alla terapia era un possibile mediatore nell’associazione tra l’uso di cannabis e il rischio di recidiva di psicosi quando si prendevano in considerazione potenziali fattori confondenti. Riconoscendo la complessità della prevenzione della ricaduta psicotica, i risultati attuali indicano una riduzione dell’uso di cannabis come obiettivo di intervento per migliorare l’aderenza al farmaco, prevenendo così la ricaduta della psicosi. La comprensione di un’associazione triangolare di uso continuo della cannabis con l’aderenza al farmaco e la ricaduta psicotica può essere un passo avanti nel contrastare ulteriori episodi psicotici in alcuni pazienti. Visto il disagio enorme procurato dalle psicosi è consigliabile per chi ne soffre di non usare cannabis, perché il poco benessere momentaneo provocato comporta un’angoscia devastante e duratura nel tempo.

Daniele Corbo

Bibliografia: Schoeler, T, Petros, N, Di Forti, M et al. Poor medication adherence and risk of relapse associated with continued cannabis use in patients with first episode psychosis: a prospective analysis. Lancet Psychiatry. 2017; 4: 627–633.

16 commenti Aggiungi il tuo

  1. Le perle di R. ha detto:

    Informare è sempre la cosa migliore da fare

    Piace a 2 people

    1. Grazie! Soprattutto se i dati sono oggettivi…

      Piace a 2 people

  2. vali001sidewinder ha detto:

    Pietroppo conosco una persona che ha avuto una psicosi e sono abbastanza certa che la cannabis abbia contribuito molto negativamente sul farla ammalare…

    Piace a 1 persona

    1. Non mi sorprende purtroppo… Il punto è che chi ne fa uso percepisce nell’immediato un piccolissimo attenuarsi dei sintomi, ma poi non si rende conto che la cannabis porta ad un peggioramento drammatico

      Mi piace

      1. vali001sidewinder ha detto:

        Appunto 😦
        Speriamo che se ne può uscire comunque!
        Continuiamo a lottare!!

        Piace a 1 persona

      2. Sempre! e con tutte le forze😉

        Piace a 1 persona

      3. renzodemasi ha detto:

        Non sono affatto contrario agli psicofarmaci, infatti a molti salvano la vita, specie se usati correttamente e seguiti da psichiatri competenti. A parte questo, mi pare che gli antipsicotici in quanto ad effetti collaterali e irreversibili non scherzino. Naturalmente in molti casi non se ne può fare a meno, ma perché continuare a mettere il bastone tra le ruote quando si cercano di definire i reali effetti della cannabis. Senza usare paraocchi mi pare che questa pianta
        se non è così miracolosa come taluni la descrivono, dall’altro lato non ha mai fatto una vittima.

        Piace a 1 persona

      4. Infatti come ti ho già scritto, gli psicofarmaci dovrebbero essere utilizzati dopo aver esplorato altre strade. Ormai il trend della ricerca neuroscientifica è quello di cercare alternative alle sostanze in generale, cercando di sostituirle con forme nuove di psicoterapia ed abitudini sane. Uno bravo psicoterapeuta ci pensa molto prima di dare una terapia massiccia ad un ragazzo alla prima diagnosi e quantomeno tenta di ridurli il prima possibile. Che ci siano effetti neurodegenerativi indotti da psicofarmaci, cannabis ed altre sostanze, questo è un dato di fatto, non vederlo vuol dire avere i paraocchi. Che la cannabis non uccida nessuno, penso sia un’altra verità. In ogni caso questo è un sito di un’associazione che si occupa di disagio psichico per cui non ci dedichiamo a queste tematiche, infatti l’articolo voleva parlare di psicosi e preferiamo avere dei toni pacati. Se in qualche modo, è stata urtata la tua sensibilità, ti chiedo scusa.

        Mi piace

    1. Anonimo ha detto:

      Non è stato affatto urtata la mia sensibilità :-). Per quanto riguarda gli psicofarmaci in parte d’accordo con quanto dici, nel senso che non è consigliabile andare una volta da uno psichiatra e poi, a prescindere dagli effetti, continuare ad oltranza ad assumere farmaci. Normalmente per evitare dipendenza non se ne dovrebbe prolungare l’uso troppo, ma ogni caso è a sé, inoltre degli psicofarmaci non si conosce del tutto il loro funzionamento. Certo ad esempio da ragazzi\bambini sarebbe meglio essere aiutati a sbloccare certi meccanismi mentali, educativi ecc, che contribuiscono a creare delle nevrosi che poi, da adulti in molti casi, a parer mio, ormai sono insormontabili. Per questo, ad esempio, non me la sentirei mai di dire ad un adulto o ad un giovane adulto cosciente dei perché della sua sofferenza, anche senza malattie psichiatriche conclamate, di non assumere farmaci, se ne sente il bisogno Per quanto riguarda la cannabis, come dicevo prima, non ci si possono aspettare miracoli, comunque ormai è quasi sicuro che essa non provochi malattie psichiatriche, al massimo, forse, ne anticipa l’insorgere nei soggetti predisposti, inoltre è provato che attenua certi sintomi del disturbo ossessivo- compulsivo, della schizofrenia ecc. Non cura definitivamente tali malattie, ma nemmeno gli psicofarmaci lo fanno. Tuttavia se uno ha dei benefici, anche se momentanei non vedo perché deve rinunciarvi,mi riferisco sia alla cannabis che agli psicofarmaci. Prendendo psicofarmaci basta sottoporsi a controlli ematici, eventualmente sospenderne l’uso per dei periodi e se necessario riprenderli, Per quanto riguarda la cannabis credo che spesso i potenziali disagi dipendano dagli ambienti in cui la si consuma- soprattutto fra i ragazzi – e da eventuali assunzioni di qualità modificate chimicamente.Si potrebbe anche aggiungere al calderone la fibromialgia che ancora da taluni viene scambiata per ”fancazzismo” o malattia psichiatrica, ora se la cannabis, la duloxetina, la venalfaxitina ecc. aiutino un soggetto a stare meglio, a poter andare a lavoro, ad avere degli svaghi non vedo perché sbandierare allarmismi infondati, paventare improbabili rischi, come se tutti coloro che assumono tali sostanze fossero degli sprovveduti. Ho capito che siete un’associazione che si occupa di disagio sociale , ma credo che quando si affrontino certe tematiche bisogna farlo in modo corretto e non approssimativo, altrimenti tutti questi discorsi all’acqua di rose finiscono per formare la base di ogni disagio sociale. Si ha ad esempio il pregiudizio verso i farmaci dati ai ragazzi iperattivi e intanto un soggetto iperattivo ne danneggia altri venti, si tratta di indolente chi ha la fibromialgia e via dicendo….

      Piace a 1 persona

      1. Sono d’accordo praticamente su tutto, a parte il fatto che pubblicare articoli di neuroscienze con la bibliografia non mi risulti essere “fare discorsi all’acqua di rose”. Forse poi c’è stato un equivoco, l’articolo di Lancet (non proprio una rivista di basso profilo) diceva semplicemente che la cannabis sfavorisce l’aderenza agli antipsicotici, allo stesso modo anche tanti farmaci o integratori non possono essere presi insieme. Per cui, non credo che ci sia allarmismo, ma solamente la volontà di informare che sarebbe preferibile non prendere antipsicotici e cannabis insieme. Però se credi che informiamo in modo blando e approssimativo rispetto la tua opinione e ne prendo atto e cercherò di essere più rigoroso, sperando che tu continui a seguirci e ad arricchirci con i tuoi commenti.

        Mi piace

  3. renzodemasi ha detto:

    Per me è la solita solfa che si ripete da anni, la solita caccia alle stregue verso una pianta affatto insalubre…e gli argomenti per contraddire quanto ho letto sopra ci sarebbero e con essi anche i correlativi studi scientifici.
    Un mio amico l’altra notte, dopo aver fatto una lunghissima passeggiata, ritornato a casa cena e non resista a mangiare un’ intera cioccolata fondente, così fa indigestione, ha un episodio di lipotimia, ergo la cioccolata è causa di incidenti, provoca svenimenti che fanno quasi sospettare un attacco epilettico 🙂

    Mi piace

    1. Uno studio scientifico non dovrebbe indirizzare i propri risultati, ma limitarsi all’osservazione. Infatti se hai familiarità con la letteratura scientifica puoi vedere che molto spesso i risultati disattendono le aspettative. Detto questo, tendo a pensare che sia bene affrontare i propri problemi guardando ai problemi e superandoli, per cui personalmente guardo come ultima risorsa da utilizzare anche gli psicofarmaci. Poi sugli effetti della cannabis, ti invito a venire con me in risonanza magnetica per vedere l’attivazione cerebrale in seguito al suo uso. Infine anche la cioccolata, se mangiata eccessivamente, ha degli effetti negativi e questo si sa da sempre, credo che anche te abbiano detto da bambino di non mangiare troppa cioccolata per non avere un indigestione… buona giornata

      Mi piace

  4. Anonimo ha detto:

    E’ cosa mi dimostreresti facendomi vedere l’attivazione cerebrale in seguito ad uso di cannabis?
    Sugli psicofarmaci come ultima risorsa ci sarebbe anche da discutere, contestualizzare quanto si dice e il discorso potrebbe essere capovolto. Perché, anche escludendo danni neurologici, se per un qualsiasi motivo un soggetto non riesce ad uscire di casa, ad alzarsi dal letto è inutile che vai li a proporgli laboratori di teatro, sport ecc. In taluni casi il soggetto deve essere messo in sesto prima farmacologicamente, poi eventualmente aiutato dai farmaci, riuscirà a scegliere e a a praticare attività benefiche e congrue a lui, eventualmente scalando i farmaci gradualmente. Buona giornata anche a te 🙂

    Mi piace

    1. Non voglio dimostrarti niente, ma solo farti osservare in maniera empirica le differenze. Ma come dici tu non è importante, anche perché sostengo le stesse cose che dici tu, forse sono poco chiaro nell’esporre le mie idee. Sia chiaro, lungi da me consigliare a qualcuno di sospendere una terapia di cui non riesce fare a meno! La penso in modo identico al tuo…😂

      Piace a 1 persona

  5. renzodemasi ha detto:

    Poi mi sono informato, al massimo si può verificare una ”psicosi tossica” di breve durata.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...