I propri passi

PS_20171215094925.jpegQuando tante strade

ti si presentano davanti

e non sai che scelta fare,

ritorna sui tuoi passi,

saranno le tue orme

a segnalarti il cammino.

Non lasciarti confondere

dalle tracce altrui,

ti condurranno

dove tu non vuoi.

Non spaventarti

se il tuo percorso

sembra il più difficile,

non conosci il paesaggio

dopo il tornante.

Guarda avanti

e non distrarti,

l’anima ti orienta

anche nel bosco fitto,

senza paura

arriverai

alla meta.

 

Daniele Corbo

49 commenti Aggiungi il tuo

  1. Paroledipolvereblog ha detto:

    Lo farò

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  2. L’importante è almeno provarci…😊

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  3. Rain ha detto:

    Molto spesso sappiamo benissimo quale strada prendere, è il timore di seguirla a farci credere di non saperlo

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    1. eh si, ma il timore nasce perché la strada ci sembra difficile

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      1. Rain ha detto:

        Questo non vuol dire che non la conosciamo… forse non la ri-conosciamo, al più

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      2. Sono d’accordo! Non si può non conoscere ciò che è dentro di noi. Infatti io parlo sempre di seguire l’anima, oppure di non lasciarsi confondere. Come dici tu non riconosciamo la strada

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  4. Cosa succede se ci perdiamo nella foresta?

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    1. Chi lo dice che ci siamo persi o è una fase del percorso?

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      1. l’anima ti orienta
        anche nel bosco fitto.

        Questo è un poema ottimistico sulle scelte e sull’incoraggiamento per continuare a camminare.
        Quindi chiedo, cosa succede se ci perdiamo nella foresta, se ci spaventiamo?

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      2. Non stiamo seguendo l’anima evidentemente… se ascoltiamo noi stessi e siamo in armonia con quello che siamo, non abbiamo paura

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      3. Sì, l’anima. L’unità con noi stessi. Difficile da raggiungere ma non irraggiungibile.

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      4. Si, impegnandosi e lavorando tanto si può!

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  5. alemarcotti ha detto:

    Che belle le tue parole

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  6. ”… torna sui tuoi passi…” ma non è così semplice. Io dico sempre: perché tornare indietro nel passato? Ci son già stata! (questa, al maschile viene meglio per la rima). Ti voglio bene e ti prendo come mio psicologo personale…se non costi troppo. Sei bravo 😇😇

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    1. Senza rimuginare però, il passato visto nel modo giusto serve solo per ricordarci chi siamo e per non farci perdere la nostra strada. Io sono neuroscienziato, non psicologo per cui posso “solo” essere volentieri un tuo Amico!

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      1. Avere un amico neuroscienziato, per me, è oltre che un onore. Per il passato, accade spesso come a me, che il sub conscio tenda a rimuovere parecchie cose. Io ricordo tutto ciò, e nemmeno in tutta chiarezza, solo dai sei anni della mia vita in avanti. Azzeccato in pieno i tempi per l’unico ricordo di quell’anno circa per l’entrata all’ennesimo istituto che poi mi faceva anche da prima scuola elementare. Prima di allora, Sabrina (quella senza la Y che la vuole nascondere) non ricorda quasi nulla.

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      2. è bello conoscerti senza la y…. è normale che la tua mente tenda a rimuovere, ma quando la rimozione ci impedisce di conoscerci allora diventa un problema. Posso solo immaginare la tua sofferenza, ma inizia a mostrarti più come Sabrina e meno come Sabryna, soprattutto a te stessa. Sono certo che se la conoscessi meglio ti piacerebbe di più Sabrina. Io la preferisco!

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      3. Mi hai fatta piangere e devo pure entrare in ufficio. Stringi bene quel pezzetto che tieni per me in mano e dagli calore (ora ne ho bisogno). Qua mi chiamano Sabrina ma non voglio esserlo altrove.

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      4. Lo stringo forte, non preoccuparti! e se vuoi parlare io ci sono…

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      5. E comunque l’onore è mio averti come amica…

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  7. Fermati ed ascolta

    Quando
    porti avanti
    un nuovo passo
    tu non temere
    l’ignoto attimo
    Segui il profumo
    del tuo Essere
    ed apri le ali
    al di sopra
    degli ostacoli
    Se sei incerto
    e non sai dove andare
    fermati ed ascolta
    l’infinito battito
    del tuo coraggio

    15.12.2017 Poetyca

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    1. Coraggio

      Non ricordi più
      quando hai sentito
      il coraggio dentro te,
      ne ricordi l’impatto
      che aveva sulle scelte,
      puoi sentire l’energia
      che ti trasmetteva,
      ma è tempo ormai
      che è assente.
      La vita ti ha distrutta,
      rannicchiata in un angolo
      sfuggi dalla tua ombra
      e non sai più nemmeno
      quando sia iniziato
      il coma interiore.
      Adesso aspetti
      che il tempo passi
      ed aggiusti ferite,
      ma le emorragie
      non si fermano da sole,
      vanno arrestate.
      Allora rialzati,
      le ombre non fanno male,
      ciò che eri, sei ancora,
      non si perde il coraggio,
      devi ritrovarlo ed usarlo,
      per cercare la Luce.

      Daniele Corbo

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    2. Cuore fermo

      Ti chiedi se sei forte
      perché non senti il battito,
      ma il cuore coraggioso
      non accelera il ritmo,
      nell’attacco resta fermo,
      perché troppo sangue
      non fa pensare.
      Allora chiudi gli occhi
      e sincronizzati col corpo,
      nell’armonia
      saprai la strada,
      senza tremare
      avanzerai
      col tuo passo.

      Daniele Corbo

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      1. Armonia

        Tutto canta
        la medesima
        impercettibile
        sinfonia
        Battute
        ed ottave
        ad un ritmo
        senza tempo
        Fermati
        ed ascolta
        danza ed esprimi
        il tuo Essere connesso

        17.12.2017 Poetyca

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  8. Sospeso

    Nelle ore vuote
    resta sospeso
    un batticuore
    o un respiro
    Hai tolto la voce
    al tuo ultimo sogno
    per non sfidare
    te stesso o il destino
    Ti aggrappi silente
    soltanto al giudizio senza più parole
    tra le pieghe del silenzio

    15.12.2017 Poetyca

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    1. Contare

      Il silenzio è pieno
      delle tue lacrime,
      scendono col ticchettio
      delle lancette che avanzano
      impietose,
      senza rispetto
      del tuo dolore.
      Tempo ciclico
      che inizia e finisce
      nei tuoi pensieri
      che ritornano sempre
      e non vanno via.
      Gli occhi volano via
      al numero degli spazi
      tra i bastoni delle tende,
      tu li conti,
      dici che ti tranquillizza,
      ma intanto piangi.
      Conta gli attimi felici,
      che non sono pochi,
      punta gli occhi
      verso di me,
      affidati,
      dammi la mano,
      non sei sola,
      io sarò con te.
      Conta su di me.

      Daniele Corbo

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      1. Cercare

        Un nuovo giorno
        nasce e si dona
        tra mille opportunità
        sempre celate
        tra le pieghe
        Nel silenzio
        è rumore
        di pioggia
        ritmo e vita
        per la terra
        Voglio cercare
        il senso recondito
        di quel che è stato
        luce sui passi
        del mio tempo

        17.12.2017 Poetyca

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      2. Fertile vita

        Ritmo che segna
        lo scorrere del tempo,
        un lento gocciolare
        verso l’oblio,
        sentire che ci dissolviamo
        silenziosamente,
        come se il nostro
        passaggio sulla terra
        sia concime
        per le speranze.
        Non inseguiamo
        inutili gratificazioni,
        ma scivoliamo
        verso noi,
        alimentando
        un nuovo giorno
        e mille speranze.

        Daniele Corbo

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      3. Goccia

        Goccia
        a goccia
        distillare
        il senso
        di radici
        ed ali
        Cuori
        all’unisono
        per alimentare
        unico battito
        in traiettorie vive

        17.12.2017 Poetyca

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  9. Non è la strada
    è la mia strada ed
    è anche tortuosa
    mi ci trovo e
    non so il perchè
    ma so che debbo misurarla
    la risposta forse sarà alla meta
    le domande incalzano

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    1. E seguendo la propria strada non si ha più paura…

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  10. fausto ha detto:

    Con lentezza accadono le trasformazioni. Lentamente si compiono le impervie arrampicate. Si susseguono con lentezza i giorni di chi assapora domande importanti, si nutre di sguardi intensi, di desideri insaziabili, di viaggi coltivati a lungo nel segreto e nel desiderio. Viaggi, forse, lontano da quei treni chiamati “ad alta velocità”. Ne trattengo l’immagine: sedere comodamente, magari occupati ad affari importanti, e non distinguere altrettanto comodamente e facilmente persone e cose oltre quel grande finestrino.
    Lo sguardo stenta a fissare i dettagli: gli occhi possono guardare lontano, forse, meravigliarsi per le tante immagini che scorrono rapidamente e che il treno lascia dietro di sé. Ma non riescono a fissare i particolari, le piccole cose.
    Accade così, non di rado, nella vita, quando scopriamo nella quotidianità l’insipienza delle nostre corse, tutto il valore del cammino…
    Non è semplice il cammino, perché camminare significa avanzare a piccoli passi, passare dentro, non solo davanti, non solo oltre.
    Le mani possono così sfiorare e accarezzare le erbe più alte, e appoggiarsi sulle ruvide rocce che preparano lo spazio, la base, per il passo successivo.
    Gli occhi apprendono non solo a svelare dettagli capaci di stupire, ma possono finalmente sostare, adagiarsi sulle cose e aspettare di scivolare dentro al mistero che i piccoli dettagli custodiscono con memoria gelosa, seppure sempre disponibili a lasciarsi possedere, capaci di sorprendere, pronti ad iniziare chi lo desideri davvero verso il non evidente.
    Nel cammino, non c’è rapidità, ma gradualità. Non c’è eccesso, ma ricchezza. Non c’è conquista, ma stupore per quanto ancora resta da compiere, da intraprendere, da scoprire.
    Camminare è possedere tempo e spazio per sostare, per scendere dentro, per assaporare, persino ad occhi chiusi, sdraiati su un mondo vivace, fecondo, creativo, generoso, capace di stupire e di attrarre, senza trattenere o rapire. Il cammino non offre facili risposte, ma nuove domande, orizzonti inediti, stanze interiori inesplorate che possono dischiudersi solo con chiavi segrete, nascoste.
    È tempo giusto, atteso, vissuto, custodito. Nel cammino nulla viene a caso, niente se ne va inutilmente. Si vive ogni passo, ogni parola, ogni inquietudine, ogni silenzio, ogni domanda: è la condizione privilegiata per chi conosce l’attesa e, di piú, per chi osa “fermarsi”. Amare le domande. Inconcepibile, per chi preferirebbe avere risposte, ricette, soluzioni, meglio se trovate da qualcun altro.
    È tempo oggi: è questo il tempo per camminare, non piú per correre, per sostare e ritrovare finalmente se stessi; per vivere di domande, ora, fino all’estremo giorno in cui ci sarà data, con sorpresa e gratuità, la Risposta.

    IN CAMMINO

    di Fausto Corsetti

    Amo fermarmi e imparare ad abitare con verità e fedeltà tutti gli spazi di vuoto che la vita offre e contiene. Così i miei scritti…
    Così, è consentito sentire ogni luogo come la propria casa, ogni tempo come quello giusto, ogni incontro come quello atteso.
    Un caro saluto.

    Fausto

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    1. essere lenti, fermarsi, aggiungo anche consumare un pasto con calma: tutte azioni che scompaiono….Anche io sottolineo la loro importanza perché privarsene ci allontana dalla costruzione delle relazioni. Grazie caro Fausto, i tuoi contributi sono sempre preziosi.

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  11. titti onweb ha detto:

    stupenda, Daniele. Parole sacrosante e preziose le tue 🙂

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    1. Stasera mi stai facendo troppi complimenti…😊

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      1. titti onweb ha detto:

        Il fatto è che ero rimasta indietro con le letture del tuo blog e stasera mi sto ….riportando in pari😊e la questione è che oltre ai discorsi tecnici, leggere queste poesie di mezzo è non poco!

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  12. lilianadream ha detto:

    Ciao . Mi piaci , perchè riesci sempre a creare ” quelle orme non svelate dei inconsci che parlano al IO Sbalordito ” .

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    1. Ciao! Grazie, che commento meraviglioso! Tu come stai?

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      1. lilianadream ha detto:

        Ciao Daniele , dovrei dire bene ma non è cosi ! E’ difficile spiegare , ma so anche , che ciò che scrive una persona descrive molto anche di se stessa . E tu , mi sembri un bel candidato . . . . . . . . . . . Se riuscisse a utilizzare i emoji . . . . Grazie mille .

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      2. Sarebbe stato bello se tu avessi potuto dire bene, ma visto che non è così è giusto che tu me lo dica. A volte non è neanche necessario spiegare, il dolore arriva lo stesso… ti abbraccio

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