I genitori possono prevenire il disagio psichico dei figli

92252224_picDepressione e disturbi d’ansia nei giovani sono un problema di salute globale. Nei giovani di età compresa tra 13 e 17 anni, i tassi di prevalenza durante la vita di depressione e disturbi d’ansia sono del 18% e 38%, rispettivamente. I disturbi ad insorgenza precoce, specialmente se non trattati, tendono a diventare cronici o recidivanti, aumentano il rischio di suicidio e prevedono un’ampia gamma di limitazioni psicosociali e relazionali. Sebbene gli sforzi di intervento per questi disturbi continuino a progredire e i tassi di ricerca di aiuto professionale siano aumentati, una grande percentuale del carico di malattia è ancora non reversibile anche con un trattamento ottimale. C’è quindi un forte bisogno di un approccio efficace e integrato per ridurre la prevalenza e l’impatto di questi disturbi, specialmente per i giovani. Ci sono vari motivi per cui la famiglia, in particolare i genitori, è un ambiente strategico per la prevenzione mirata e l’intervento precoce per i disturbi della depressione giovanile e dell’ansia (noti anche come interiorizzanti). In primo luogo, i giovani vedono la loro famiglia, in particolare i loro genitori, come importanti nella loro vita, soprattutto quando si tratta della loro salute mentale. Diverse indagini nazionali hanno rilevato che i genitori sono la fonte di aiuto più comunemente menzionata dai giovani quando hanno difficoltà di salute mentale. Inoltre, i genitori sono intrinsecamente motivati ​​ad agire per il benessere del loro bambino e possono possedere la saggezza e l’esperienza di vita per aiutarli ad apprezzare il valore della prevenzione e dell’intervento precoce. In terzo luogo, la maggior parte degli adolescenti vive ancora con i genitori (o almeno un genitore), e questa vicinanza offre ai genitori l’opportunità di notare cambiamenti significativi nella salute e nel comportamento mentale dei loro figli. È importante sottolineare che alcuni dei fattori protettivi per l’ansia adolescenziale e i disturbi depressivi sono sotto il controllo o l’influenza dei genitori e sono potenzialmente modificabili. Questi includono fattori che coinvolgono il sistema familiare (ad esempio, conflitto interparentale) e possono essere rilevati precocemente dai genitori (ad esempio, temperamento comportamentale inibito), o sono direttamente generati o modellati dai genitori (ad esempio, le risposte dei genitori alle emozioni del bambino). Tuttavia, i risultati di un’indagine nazionale sui genitori australiani ha rivelato che la conoscenza da parte dei genitori del loro ruolo nel ridurre il rischio di depressione negli adolescenti non è ottimale, evidenziando la necessità di fornire ai genitori degli strumenti per avere risorse preventive. Inoltre, un gruppo di ricerca ha dimostrato i vari modi in cui i comportamenti genitoriali possono inavvertitamente mantenere o esacerbare la depressione e i disturbi d’ansia nei giovani. Ad esempio, come proposto da modelli di relazione reciproca, l’ansia adolescenziale può suscitare reazioni iperprotettive da parte dei genitori, che a loro volta rinforzano e mantengono l’ansia adolescenziale. La modellizzazione genitoriale dell’ansia o le strategie disadattive per gestire le proprie emozioni possono anche contribuire al mantenimento dei problemi di interiorizzazione degli adolescenti. Gli interventi di genitorialità preventiva possono essere universali (cioè consegnati a tutti i genitori indipendentemente dal rischio), selettivi (rivolti ai genitori i cui bambini hanno noti fattori di rischio) o indicati (rivolti ai genitori i cui bambini mostrano segni o sintomi di disturbi emergenti). Sebbene i programmi universali tendano ad avere effetti minori rispetto ai programmi selettivi o indicati a livello individuale, possono avere un grande impatto sulla salute pubblica poiché raggiungono una percentuale maggiore della popolazione e hanno il potenziale per spostare i livelli medi di depressione della popolazione e sintomi d’ansia. Quando si cerca di coinvolgere i genitori nella prevenzione dei problemi di salute mentale dei giovani, gli approcci universali possono accrescere l’accettabilità perché riducono lo stigma percepito che alcuni genitori temono siano attaccati a loro stessi come genitori “cattivi” o al loro bambino che hanno problemi di intervento. In un articolo appena pubblicato, si propone un approccio di sanità pubblica multilivello Partners in Parenting (PIP), che coinvolge l’intervento basato sul Web che incorpora componenti di prevenzione universali, selettivi e indicati, nonché componenti di trattamento e manutenzione per massimizzare i punti di forza di tutti i componenti per soddisfare le esigenze e le preferenze di famiglie diverse. Un’altra limitazione degli interventi parentali esistenti è che molti non sono ben utilizzati, anche se disponibili, a causa di ostacoli quali difficoltà di programmazione o problemi di privacy. Con la crescente diffusione di Internet, l’uso di media basati sul Web è stato raccomandato come un modo fondamentale per aumentare i tassi di partecipazione negli interventi preventivi. Gli interventi basati sul Web sono molto promettenti perché hanno il potenziale per superare le barriere summenzionate dei programmi faccia a faccia esistenti a causa del loro anonimato, flessibilità e accessibilità. Inoltre, l’erogazione informatizzata di un programma ben progettato e ben mantenuto garantisce la fedeltà dell’attuazione. La potenziale efficacia dei programmi di prevenzione basati sul Web rivolti ai genitori di adolescenti rimane largamente inutilizzata, ma tali programmi comprenderebbero un promettente approccio di sanità pubblica per prevenire la depressione e l’ansia degli adolescenti che è potenzialmente più basso in termini di costo rispetto ai programmi esistenti. La capacità della tecnologia digitale di adattare automaticamente un intervento basato sul Web a ciascun utente offre una potenziale soluzione a questa limitazione. La capacità di tracciare un intervento su misura è vantaggiosa quando coinvolge lo screening di ciascun genitore su tutti i fattori di rischio, protettivi e di mantenimento basati sull’evidenza per assicurare una copertura più completa delle aree che possono essere importanti per il target dell’intervento. In tal modo, il programma ha una maggiore ampiezza senza imporre oneri inutili ai genitori (a causa dell’inclusione di argomenti meno rilevanti). È importante sottolineare che un intervento su misura basato sul Web fornisce una personalizzazione del programma per il genitore senza richiedere il costoso coinvolgimento di professionisti qualificati, aumentando così la rilevanza percepita dell’intervento, l’efficacia e il potenziale di scalabilità e sostenibilità. Questo lavoro sottolinea per l’ennesima volta il ruolo fondamentale che hanno i genitori nel benessere psichico dei loro figli, e questa consapevolezza deve aprire la strada alla disponibilità a chiedere un sostegno psicologico, che sia di tipo web o interpersonale, per il bene dei giovani.

Daniele Corbo

Bibliografia: Partners in Parenting: A Multi-Level Web-Based Approach to Support Parents in Prevention and Early Intervention for Adolescent Depression and Anxiety. Yap MB, Lawrence KA, Rapee RM, Cardamone-Breen MC, Green J, Jorm AF. JMIR Ment Health. 2017 Dec 19.

18 commenti Aggiungi il tuo

  1. scripturando ha detto:

    Bell’articolo, è sicuramente vero che genitori non si nasce ma si diventa, che è un compito arduo, ma sicuramente essere figli è davvero anch’esso molto difficile.
    Ho personalmente notato come ultimamente, sempre più spesso, i genitori carichino i figli delle priprie idee e passioni, traguardi ambizioni ecc.
    Non ci sarebbe nulla di male in ciò, se tutto questo non limitasse la scelta personale del ragazzo/a che sia. Si dialoga poco, si ascolta pochissimo, si è sempre meno empatici.
    È pur vero che il mondo evolve velocemente e le generazioni a confronto spesso hanno difficoltà nel comprendersi a vicenda. Ma siamo veramente sicuri di dare il meglio di noi? Di fare la cosa giusta per il prossimo? Che sia figlio o genitore? Resto dubbiosa in merito a ciò…

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    1. È tutto vero quello che scrivi! Se non si pensa al bene degli altri è difficile che si stia facendo la cosa giusta. L’amore per il prossimo vuole che non si condizionino le scelte altrui, ma che si aiuti ad essere liberi.

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  2. Rain ha detto:

    Quello che più mi spaventa è che la maggior parte delle volte, pur nella più totale buona fede, siamo noi genitori la causa di questi disagi

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    1. Purtroppo è così, per questo i genitori dovrebbero sentire la responsabilità di fare un serio lavoro emotivo e psicologico per non arrecare disagio ai figli

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      1. Rain ha detto:

        Il punto è che non si è oggettivamente in grado di prevedere sempre le conseguenze, positive o negative, del proprio agire

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      2. Per questo bisognerebbe “non agire” nel senso di non avere comportamenti mirati ad un risultato, ma lasciare che sia la spontaneità dei figli a prevalere. So che è difficile…

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      3. Rain ha detto:

        Agisci sempre… che tu lo voglia o meno.. qualsiasi cosa tu faccia o non faccia ha delle conseguenze

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      4. Appunto intendevo agire in funzione del non condizionare, per quanto è possibile!

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      5. Rain ha detto:

        Ho l’impressione sia impossibile

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  3. Il tipo di educazione anglosassone (competitiva e legata a rendere indipendenti i bambini) è diversa da quella nostrana. Sicuramente ogni individuo va rispettato nel suo personale percorso e fare pressioni è controproducente. In casi di sintomatologia depressiva si dovrebbe fare un percorso ad hoc per non creare frustrazioni.

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    1. Assolutamente d’accordo con te!

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      1. Grazie,ci vorrebbe uno studio mirato per capire se e quanto tempo prima i genitori o chi ha la tutela dei ragazzi che presentano sintomi depressivi,si erano accorti e le preoccupazioni rivolte ad uno specialista non vanno mai minimizzate ma accolte.

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      2. Il problema è che spesso i genitori tendono a minimizzare il problema perché lo vivono come un personale fallimento

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      3. Non sempre,per fortuna,comunque i genitori vanno accompagnati perché possano fidarsi e non vivere uno stato di disagio o smarrimento. In particolare nell’età dell’adolescenza è importante capire da dove nasca la paura del confronto con gli altri e se la prostrazione o chiusura siano una eccessiva reazione.

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      4. Si, i genitori andrebbero sempre accompagnati…

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