La musica che emoziona

PS_20171222091638.jpegStudi recenti hanno dimostrato un aumento dell’attività nelle regioni del cervello associate all’emozione e alla ricompensa nell’ascoltare musica piacevole. Uno dei dibattiti più intriganti nella ricerca sulla psicologia musicale è se le emozioni che le persone riferiscono quando ascoltano la musica sono “reali”. La musica è uno dei mezzi più potenti per indurre emozioni, dal mantra di Tolstoj che “la musica è il stenografia dell’emozione “, ai testi di riferimento di Leonard Meyer (” Emozione e significato nella musica “; Meyer, 1956) e Juslin e Sloboda (” Il manuale di musica ed emozione “; Juslin e Sloboda, 2010). Le emozioni si sono evolute come risposta agli eventi nell’ambiente che sono potenzialmente significativi per la sopravvivenza dell’organismo. Le emozioni sono quindi innescate da eventi che vengono valutati come rilevanti per la propria sopravvivenza e aiutano a prepararci a rispondere, ad esempio tramite lotta o fuga. Oltre alla valutazione cognitiva, le emozioni sono anche ampiamente riconosciute come multidimensionali, producendo cambiamenti nel sentimento soggettivo, nell’attivazione fisiologica e nella risposta comportamentale. L’assenza di chiare implicazioni oggettive dell’ascolto della musica, o l’eventuale necessità di diventare “pronti all’azione”, tuttavia, mette in discussione l’affermazione che le emozioni indotte dalla musica sono reali. Un crescente numero di ricerche sulla psicologia musicale “emotivista” ha tuttavia dimostrato che la musica suscita una risposta in più componenti, come osservato con emozioni non estetiche (o “utilitaristiche”). La generazione di un’emozione nelle regioni subcorticali del cervello (come l’amigdala) porta all’attivazione del sistema nervoso ipotalamico e autonomo e al rilascio di ormoni di eccitazione, come la noradrenalina e il cortisolo. Invece la musica piacevole attiva l’amigdala dorsale (che si collega alla rete di “emozioni positive” che comprende lo striato ventrale e la corteccia orbitofrontale), riducendo l’attività nelle regioni centrali dell’amigdala (che sembrano essere associato a stimoli spiacevoli o avversivi). È stato anche rilevato che l’ascolto di musica piacevole rilascia la dopamina nello striato. I cambiamenti del sistema nervoso simpatico associati all’eccitazione fisiologica, come l’aumento della frequenza cardiaca e la ridotta conduttanza cutanea, sono più comunemente misurati come indici periferici di emozione. Un’ampia quantità di lavoro ora illustra, in una serie di condizioni e con una varietà di generi musicali, che la musica emotivamente coinvolgente o potente incide su queste misure di emozione autonoma. La musica può indurre un particolare “tipo” di emozioni – le emozioni estetiche – che sono innescate dalla novità e dalla complessità, piuttosto che dalla diretta rilevanza per la propria sopravvivenza. La novità e la complessità sono comunque caratteristiche di stimoli rilevanti per l’obiettivo, anche se nel caso della musica, non c’è alcun significato per la sopravvivenza dell’ascoltatore. Allo stesso modo in cui i rinforzi secondari appropriano i sistemi fisiologici dei rinforzi primari tramite l’associazione, è possibile quindi che la musica possa anche dirottare il sistema emozionale condividendo alcune caratteristiche chiave di stimoli rilevanti per l’obiettivo. Qualsiasi cambiamento imprevisto nella funzione acustica, che si tratti di tono, timbro, volume o tempo, nella musica potrebbe essere fondamentalmente degno di un’attenzione speciale e quindi innescare una risposta di eccitazione. La musica sfrutta questa risposta utilizzando l’anticipazione estesa e la violazione delle aspettative per intensificare una risposta emotiva. Eventi musicali di livello superiore – come motivi o modifiche strumentali – possono quindi anche indurre emozioni attraverso l’aspettativa. È importante sottolineare che, poiché gli eventi musicali possono suscitare emozioni sia in previsione di un evento imminente che dell’esperienza di quell’evento, i marker fisiologici delle risposte emotive di picco possono verificarsi prima, durante o dopo un evento musicale. Questa proposta ha ricevuto un supporto empirico tramite ricerche che dimostrano la fisiologia risposte di picco agli “eventi” psicoacustici nella musica. Nel complesso, i cambiamenti nell’eccitazione fisiologica – principalmente, brividi, battito cardiaco o cambiamenti della conduttanza cutanea – coincidevano con improvvisi cambiamenti nelle caratteristiche acustiche (come variazioni di volume o tempo), o nuovi eventi musicali (come l’entrata di nuove voci, o cambiamenti armonici). In uno studio appena pubblicato, le misure soggettive e fisiologiche delle emozioni vissute sono state ottenute continuamente da 18 partecipanti (12 femmine, 6 maschi, 18-38 anni) che hanno ascoltato quattro stimoli – musica piacevole, musica spiacevole (manipolazioni dissonanti della propria musica), neutro musica e niente musica, in un ordine controbilanciato. Ogni stimolo è stato presentato due volte: i dati dell’elettroencefalogramma (EEG) sono stati raccolti durante il primo, mentre i partecipanti hanno valutato costantemente gli stimoli durante la seconda presentazione. Sono stati calcolati gli indici di asimmetria frontale (FA) dai siti frontali e temporali e sono stati identificati periodi di picco di polarizzazione verso sinistra (indicando uno spostamento verso gli affetti positivi) nel campione. I brani musicali sono stati anche esaminati per definire l’inizio temporale delle caratteristiche musicali chiave. Le segnalazioni soggettive dell’esperienza emotiva mediata attraverso la condizione confermavano che i partecipanti valutavano la loro selezione musicale come molto positiva, la musica criptata come negativa, e la musica neutrale e il silenzio come nè positivi nè negativi. I risultati forniscono un supporto empirico alla proposta che il cambiamento delle caratteristiche musicali di base è un innesco fondamentale delle risposte emotive negli ascoltatori. La musica sempre più dovrebbe essere integrata negli strumenti di aiuto per un sostegno emotivo o addirittura per uno scopo terapeutico.

Daniele Corbo

Bibliografia: Emotional Responses to Music: Shifts in Frontal Brain Asymmetry Mark Periods of Musical Change. Arjmand HA, Hohagen J, Paton B, Rickard NS. Front Psychol. 2017 Dec 4

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. lilianadream ha detto:

    Ciao Daniele , vero che in un futuro prossimo scriverai un articolo ” sui violenti passivi ” . Grazie . Notte e buon Natale da me e Vitto , mia adorata figlia .

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    1. Ciao cara! mi sono scritto un promemoria, appena possibile farò un articolo sul tema che mi hai chiesto… Buonanotte (spero di risentirti per fare a te e a Vitto gli auguri di Natale). Un abbraccio
      Daniele

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      1. lilianadream ha detto:

        Grazie mille . Buona giornata .

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      2. Oggi alle 14 pubblicherò un primo articolo sul tema che mi hai richiesto. Fammi sapere le tue riflessioni e se vorrai ulteriori approfondimenti….

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      3. lilianadream ha detto:

        grazie Daniele . Sto uscendo , per un pranzo . grazie , sei molto carino

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      4. Di niente, è un piacere😊

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