Passivi-aggressivi

PS_20171226114459.jpegIl termine “passivo aggressivo” fu usato per la prima volta clinicamente durante la seconda guerra mondiale per descrivere soldati che si rifiutavano di soddisfare le richieste degli ufficiali. Tuttavia il concetto è stato centrale nella teorizzazione clinica, ad esempio sotto forma di tipi di carattere anale o masochista, per quasi un secolo ed è stato descritto in modelli di disturbo della personalità (PD) da una varietà di orientamenti teorici contemporanei. Clinici e teorici clinici sembrano continuare a valutare il concetto. Ad esempio, Benjamin raccomanda la valutazione di routine delle caratteristiche aggressive passive a causa del potenziale di comportamento passivo aggressivo per minare il successo del trattamento di altre condizioni primarie. Nella prima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM, American Psychiatric Association [APA], 1952), il disturbo passivo-aggressivo della personalità (PAPD) fu concettualizzato di tre tipi. I pazienti passivi-dipendenti erano indifesi, indecisi e appiccicosi. Questo tipo alla fine divenne dipendente dal PD. Il tipo passivo-aggressivo era cupo, testardo, inefficiente e incline alla procrastinazione e all’ostruzione. Il tipo aggressivo era irritabile, distruttivo e risentito, con una dipendenza sottostante pensata per differenziare questi comportamenti dalla personalità antisociale. Le caratteristiche degli ultimi due tipi sono state unite nel DSM-II (APA, 1968), in cui i sintomi PAPD comprendevano ostruzionismo, essere imbronciato, procrastinazione, inefficienza intenzionale e testardaggine, ognuno dei quali era pensato per riflettere l’ostilità verso l’individuo che altrimenti non era in grado di esprimere apertamente. Nel DSM-IV (APA, 1994), i criteri diagnostici sono stati ulteriormente ampliati, il disturbo è stato rinominato “negativistico” (NEGPD) ed è stato appendicizzato. I sintomi comprendevano la resistenza passiva ai compiti sociali o lavorativi di routine, i reclami di essere frainteso, la scontrosa argomentazione, la critica e il disprezzo dell’autorità, l’invidia e il risentimento delle lamentele, esagerare nella disgrazia personale e l’alternanza tra ostilità e contrizione. La soluzione ad una classificazione certa consisteva nel focalizzare l’attenzione sul pensiero “atteggiamenti negativistici” alla base del comportamento passivo aggressivo. Ricerche recenti suggeriscono che il disturbo sia influenzato sia dai geni che da un ambiente di abusi, predittivo di esiti clinici come la presenza di disturbo d’ansia, comportamento suicidario,e disfunzione, e legata alla scarsa risposta al trattamento di altri disturbi. In termini di caratteristiche della personalità, la ricerca suggerisce che il PAPD è correlato alle preoccupazioni sull’autonomia, ed è associato a livelli più elevati di nevroticismo, manipolatività e aggressività e bassi livelli di gradevolezza e coscienziosità. In sintesi, nonostante la rilevanza storica dell’aggressività passiva a un numero di influenti teorie cliniche, la ricerca empirica sul costrutto è limitata e la diagnosi è stata abbandonata dal DSM. Noi riteniamo che la saturazione della diagnosi PAPD con disagio non specifico e disfunzione interpersonale che è comune tra le PD ma non particolare al comportamento aggressivo passivo ha contribuito a questa traiettoria. Sospettiamo anche che l’aggressività passiva sia una costruzione unica e clinicamente importante, nonostante i problemi storici nell’operatività, e ritenga che il PAPD sia degno di ulteriori indagini. Concludiamo che la ricerca futura su questo costrutto clinico potenzialmente importante dovrebbe concentrarsi sulle caratteristiche passive e aggressive dell’abbandono e abbandonare il contenuto negativistico che è stato aggiunto ad esso in successive edizioni del DSM. Infine se nel vostro contesto ci sono persone passivo-aggressive, uno dei modi migliori per ridurne l’impatto su di voi è ignorarle. Ricordatevi che in genere il loro comportamento nasconde estrema fragilità, scarsa autostima e assertività emotiva, quindi incapacità ad agire quando sente che il suo comportamento non sortisce alcun effetto. Per cui più noterà l’effetto delle sue parole e del suo atteggiamento sugli altri, più si sentirà forte. Se, invece, percepisce che non hanno effetto alcuno, smetterà di insistere e, disorientato, il suo impatto psicologico che eserciterà sulle altre persone sarà minore. Ridotto l’impatto sulle vostre emozioni, potete essere in grado di fargli capire il proprio problema e di aiutarlo e di lasciarsi aiutare.

Daniele Corbo

Bibliografia: A comparison of passive-aggressive and negativistic personality disorders. Hopwood CJ, Wright AG. J Pers Assess. 2012

12 commenti Aggiungi il tuo

  1. Le perle di R. ha detto:

    Assolutamente interessante e molto centrato e chiaro il consiglio finale.

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    1. Mi fa piacere che ti sia piaciuto😊

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  2. Non è facile restare indenni a chi dietro un falso atteggiamento vittimismo si aggrappa con pretese di attenzione spropositata e ad una risposta “tiepida” poi cerca di colpire gli altri con rabbia, come fossero causa e bersaglio del loro disagio.
    Il suggerimento è prezioso. ☺

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    1. Solo con la consapevolezza della fragilità di chi si ha difronte ci si può riuscire

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      1. Lo so,nel mio caso cerco di non permette che si crei aspettativa o dipendenza. A quanto pare vengo vista come ” buona” e dunque per un periodo molte persone passive/aggressive avevano l’impressione di poter avere attenzione illimitata. Questo a lungo andare indebolisce. Si deve fare un lavoro interiore di centratura prima di essere travolti.

        Un sorriso ☺

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      2. Capisco ed hai perfettamente ragione
        Un abbraccio😊💖

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  3. lilianadream ha detto:

    Direi che ci siamo . Ho davanti la mia vita da almeno 11 anni . Ti dico la mia opinione che nasce dal esperienza diretta , Il aggressivo passivo vive nel negativismo patologico , da cui poi scaturisce la bassa autostima , la colpevolezza di essere servitori dell’altro , l’incapacità a controllare le proprie emozione e cosi via . Le ultime frasi invitano a ignorare i suoi atteggiamenti e neutralizzare la sua aggressività . Dipende chi è in famiglia PAPD ! Grazie ancora .

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    1. Grazie per il tuo commento! Dimmi se posso aggiungere altro…

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      1. lilianadream ha detto:

        Ciao Daniele , appena posso ti dirò come la penso , partendo dal tuo articolo più scientifico . Buona serata

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      2. Grazie! Buona serata a te!

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