Sconfiggere le allucinazioni con AVATAR

avatarL’esperienza di allucinazioni uditive persistenti e angoscianti (note come voci udenti) può essere altamente debilitante, quindi fornire un supporto migliore per le persone colpite è una priorità per i servizi di salute mentale. Un approccio prominente e innovativo è la terapia AVATAR, in cui lo staff aiuta gli uditori a progettare una rappresentazione audiovisiva della voce ascoltata per facilitare un dialogo terapeutico, con la voce AVATAR controllata dal terapeuta. Dopo un processo pilota inizialmente promettente, Tom Craig e colleghi riportano prove incoraggianti dell’efficacia della terapia con AVATAR in The Lancet Psychiatry. Gli autori hanno notato riduzioni nella gravità delle allucinazioni verbali uditive, misurate dal punteggio totale di PSYRATS-AH a 12 settimane dopo il trattamento, rispetto a un controllo attivo. Hanno anche notato cambiamenti nelle valutazioni delle caratteristiche della voce, come la sua onnipotenza percepita. Dato che molti dei partecipanti allo studio avevano sentito voci per 20 anni o più, tali miglioramenti non dovrebbero essere sottovalutati. Sebbene questi risultati siano incoraggianti, le differenze significative tra i gruppi di trattamento e di controllo non erano più evidenti a 24 settimane e gli autori hanno notato un numero approssimativamente equivalente di partecipanti in entrambi i gruppi che non hanno riportato l’ascolto delle voci alla fine dello studio. Rimangono quindi importanti questioni riguardanti il ​​ruolo della terapia con AVATAR nella risoluzione di allucinazioni uditive apparentemente persistenti e meccanismi di azione che potenzialmente hanno contribuito alla remissione di alcuni partecipanti rispetto alle riduzioni quantitative di difficoltà per gli altri. Comprendere l’esperienza del paziente rispetto alla terapia e l’effetto soggettivo dell’interazione virtuale è cruciale. La terapia AVATAR condivide un focus terapeutico con una gamma di metodi che enfatizzano l’interazione con le voci, come Relating Therapy e il dialogo vocale. La tecnologia può sia oscurare che migliorare la nostra visione della realtà, ma nel caso di AVATAR sembra fornire un metodo potente di personificare ed esternare un fenomeno altrimenti interno e spesso intrusivo. Il metodo mette anche in primo piano la finalità e le proprietà caratteriali delle allucinazioni verbali uditive annotate nelle indagini fenomenologiche. Tali qualità hanno ricevuto attenzione nelle recenti teorie sulle allucinazioni verbali uditive che vanno al di là delle nozioni accettate di comando e dominanza. Pensare alle voci come entità o agenti che possono essere indirizzati – una nozione largamente ignorata o scoraggiata per molti anni all’interno del pensiero psichiatrico dominante – solleva una domanda chiave: chi, o cosa, sta cambiando nella terapia con AVATAR? Da un lato, il paziente è incoraggiato a parlare alla voce, diventando più assertivo e meno dominato dall’esperienza. Ciò differisce dal dialogo vocale, che in genere incoraggia l’accettazione e il riconoscimento delle voci come reazioni funzionali al disagio emotivo. La visualizzazione dell’avatar potrebbe rendere la voce un oggetto di controllo più facile. L’enfasi di dotare l’ascoltatore della voce di risposte, sfide e risposte implica che l’ascoltatore della voce stia cambiando, ma le loro voci potrebbero non esserlo. Ciò potrebbe avere implicazioni per l’autostima, ma questo studio non mostra cambiamenti specifici nelle valutazioni dell’autostima dei partecipanti dopo la terapia. D’altra parte, le voci potrebbero cambiare in termini di contenuto, valenza o potere rispetto all’ascoltatore, per questo sono necessarie maggiori informazioni sulla fenomenologia delle allucinazioni verbali uditive durante il corso della terapia; parte del metodo nelle sessioni successive è che il terapeuta adotti gradualmente ciò che l’avatar dice durante i dialoghi, ma questo non riflette necessariamente i cambiamenti della voce in sé. Infine, né la voce né l’ascoltatore della voce potrebbero cambiare come risultato della terapia, ma la relazione percepita tra di loro potrebbe essere mutevole, quindi potrebbe essere importante esplorare i vari schemi sociali in gioco quando le persone provano allucinazioni verbali uditive. Inoltre, le persone potrebbe differire: per alcuni, il cambiamento chiave potrebbe essere una riduzione dell’angoscia o una maggiore sensazione di controllo, mentre per altri potrebbe essere la risoluzione o la scomparsa di una voce angosciante. Probabilmente abbiamo bisogno di guardare oltre l’individuo e le loro allucinazioni uditive per capire in che modo le relazioni sociali e i contesti, più in generale, potrebbero invocare ricadute e sofferenza una volta che qualcuno termina la terapia. La ricerca qualitativa longitudinale, eventualmente combinata con la valutazione momentanea, potrebbe chiarire i fattori potenzialmente diversi e sfaccettati che contribuiscono a cambiamenti rilevanti per l’ascoltatore della voce. Al momento AVATAR ha scavato un solco in cui piantare il seme della speranza per chi soffre di allucinazioni, instaurando un “dialogo” con le voci. Adesso è necessario fare uno sforzo ulteriore per far sì che questa “conversazione” continui e finisca bene.

Daniele Corbo

Bibliografia: Craig, T, Rus-Calafell, M, Ward, T et al. AVATAR therapy for auditory verbal hallucinations in people with psychosis: a single-blind, randomised controlled trial. (published online Nov 23.)Lancet Psychiatry. 2017;

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