Allucinazioni e conoscenze a priori

PS_20180103114624Allucinazioni e delusioni possono essere modellate all’interno di una struttura di elaborazione predittiva, in cui le percezioni e le credenze rappresentano l’inferenza migliore del cervello circa le cause dei suoi input sensoriali. Questo quadro postula che la sensazione sia intrinsecamente ambigua; il cervello deve confrontare le misurazioni sensoriali con le predizioni, simili a “ipotesi percettive”, ricavate da conoscenze preesistenti e dedurre la causa più probabile di tali sensazioni. Le influenze relative dell’evidenza sensoriale e della conoscenza precedente in questa integrazione sono determinate dalle loro passività: quando l’informazione sensoriale è inaffidabile, le previsioni dovrebbero essere ponderate più fortemente e viceversa. Le affidabilità delle informazioni sensoriali e delle conoscenze pregresse determinano anche l’apprendimento. Il disaccordo tra le previsioni e gli input sensoriali genera “errori di predizione” che potrebbero riflettere cambiamenti significativi negli stati ambientali che richiedono un nuovo apprendimento, cioè modificare le proprie previsioni aggiornando i modelli interni. È importante sottolineare che l’apprendimento dovrebbe essere adattato all’affidabilità delle fonti di informazione, con grandi cambiamenti nei modelli interni che si svolgono solo quando gli errori di predizione sono affidabili. Esperienze psicotiche come allucinazioni e delusioni possono sorgere quando la ponderazione dell’affidabilità delle fonti di informazione non viene effettuata nel modo corretto, facendo sì che le percezioni e le convinzioni divergano dalla realtà oggettiva. In questo quadro, le allucinazioni possono essere modellate come false deduzioni, causate dalla valutazione errata dell’affidabilità delle previsioni. Le delusioni possono essere considerate modelli interni che rappresentano erroneamente le regolarità statistiche nell’ambiente e potrebbero derivare da apprendimenti inappropriati da errori di previsione inaffidabili. Tali modelli di fenomeni psicotici in pazienti e persone soggette a psicosi sono stati testati manipolando sia la conoscenza precedente che l’input sensoriale. In uno studio, in cui i ricercatori hanno tenuto costante l’input sensoriale manipolando la conoscenza precedente, gli individui ad alto rischio di psicosi hanno mostrato uno spostamento verso una maggiore influenza della conoscenza precedente. Questo spostamento è stato misurato come un vantaggio nel discriminare immagini ambigue che contenevano una figura incorporata, la cui percezione è stata facilitata dalla conoscenza precedente fornita sperimentalmente. Il vantaggio era presente anche in individui sani segnando molto su scale di percezioni aberranti e convinzioni aberranti. Mentre questa specificità è in linea con i suggerimenti precedenti che le allucinazioni sono una conseguenza di una maggiore influenza della conoscenza precedente sulla percezione, non fornisce ulteriori dettagli sui meccanismi computazionali sottostanti. In uno studio recente, è stata testata l’ipotesi che questo spostamento potesse essere spiegato da un adattamento più flessibile delle previsioni ai dati sensoriali, in modo tale che le percezioni siano generate sulla base di una corrispondenza più debole tra le previsioni e gli input sensoriali. Questo processo potrebbe mantenere percezioni stabili quando l’evidenza sensoriale è inaffidabile, ma potrebbe comportare il costo di tollerare una maggiore discrepanza tra previsioni e input, predisponendo a percezioni false/inaccurate. Hanno scoperto che l’uso della conoscenza precedente variava con i fenomeni psicotici e la loro composizione in termini di percezioni aberranti rispetto a credenze aberranti. La tendenza alla delusione, e soprattutto la predominanza di inclinazione alla delusione rispetto alla predisposizione allucinatoria, conferiva allo svantaggio la percezione dei dettagli dell’immagine ma non l’immagine, sebbene l’evidenza di una specifica compromissione della percezione del dettaglio fosse preliminare. In conclusione la variabilità fenomenologica nelle esperienze psicotiche potrebbe essere guidata dalla variabilità del tipo di conoscenza a cui gli osservatori si affidano per risolvere l’ambiguità percettiva.

Daniele Corbo

Bibliografia: Anomalous Perceptions and Beliefs Are Associated With Shifts Toward Different Types of Prior Knowledge in Perceptual Inference. Davies DJ, Teufel C, Fletcher PC. Schizophr Bull. 2017 Dec 27.

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