Stress e ascolto della musica nella vita di tutti i giorni

music-therapy.jpgL’ascolto della musica nella vita quotidiana può ridurre lo stress. La maggior parte delle prove su questo effetto di riduzione dello stress è stata raccolta in studi semi-sperimentali. Tuttavia, i risultati di questi studi sono piuttosto eterogenei, poiché differiscono in termini di design sperimentale, selezione musicale e partecipanti, rendendo difficili i confronti tra gli studi. Inoltre, in tali studi quasi-sperimentali, i partecipanti sono studiati solo una volta, in un contesto artificiale (ad es. Prima dell’intervento, prima di uno stress test standardizzato). Pertanto, non è chiaro se questi risultati possano essere generalizzati. Pertanto, la ricerca sugli effetti dell’ascolto musicale in varie situazioni della vita quotidiana (in contrasto con una situazione sperimentale artificiale) è giustificata. Per ovviare a questa lacuna, l’Ambulatory Assessment, uno strumento complementare alla ricerca di laboratorio, consente di studiare i fenomeni psicologici in modo ecologicamente valido. La ricerca ambulatoriale che studia gli effetti di riduzione dello stress dall’ascolto musicale nella vita quotidiana è ancora agli inizi. Alcuni degli studi disponibili si sono concentrati sugli effetti dell’ascolto della musica sulla regolazione delle emozioni nella vita quotidiana. A questo proposito, alcuni ricercatori hanno riscontrato che i partecipanti hanno riportato più emozioni positive dopo aver ascoltato la musica. I pochi studi che studiano le associazioni tra ascolto della musica e stress nella vita quotidiana hanno scoperto che l’ascolto della musica non riduce lo stress di per sé. Piuttosto, i fattori situazionali possono moderare questa relazione: la musica era associata alla riduzione dello stress solo quando altri individui erano presenti mentre ascoltavano la musica o quando la musica veniva ascoltata specificamente per scopi di rilassamento. Presi insieme, questi studi illustrano l’importanza di catturare fattori situazionali utilizzando la valutazione ambulatoriale per ottenere una comprensione più profonda di quando e perché l’ascolto della musica riduce lo stress. Tuttavia, per quanto promettenti possano essere questi risultati, ci sono almeno due carenze che meritano una discussione critica: (1) Gli studi precedenti si sono basati solo su dati di ascolto della musica soggettiva, e (2) c’è una mancanza di studi che studiano le dinamiche temporali di gli effetti benefici dell’ascolto musicale. Per quanto riguarda la prima carenza, la maggior parte delle ricerche che utilizzano la valutazione dell’ambulatorio è stata costruita attorno all’autoregistrazione del comportamento di ascolto della musica, chiedendo ai partecipanti di indicare se avevano ascoltato la musica dall’ultima immissione di dati. Tuttavia, tali dati possono essere suscettibili di pregiudizi di memoria retrospettivi. In uno studio strutturato in modo obiettivo, i partecipanti sono stati spinti a rispondere a domande riguardanti le strategie di regolazione delle emozioni e l’ascolto della musica ogni volta che hanno iniziato ad ascoltare musica sul proprio smartphone. Gli autori hanno scoperto che l’ascolto della musica è stato efficacemente usato per regolare le emozioni. Tuttavia, date le prove limitate di un singolo studio, sono necessarie ulteriori ricerche per verificare se il comportamento di ascolto della musica valutato oggettivamente può riprodurre gli effetti di riduzione dello stress dell’ascolto della musica trovati negli studi utilizzando solo le misure di auto-segnalazione. La seconda lacuna nella letteratura sulla riduzione dello stress indotta dalla musica è che non è chiaro per quanto tempo i partecipanti devono ascoltare la musica in modo che i suoi effetti benefici si manifestino (durata dell’ascolto della musica) e quanto tempo impieghi la musica per esercitare uno effetto di riduzione dello stress (latenza). Questa informazione è necessaria per far luce sulle dinamiche temporali che stanno alla base degli effetti dell’ascolto della musica sullo stress. Negli studi sperimentali, gli intervalli di tempo dell’ascolto della musica variano da studio a studio, per intervalli, ad esempio da 10 min a 45 min e anche più di 3 h. Tuttavia, non vi è alcuna raccomandazione su quanto debba essere ascoltata la musica per poter esercitare effetti benefici sulla salute. Per quanto riguarda la latenza di questi effetti benefici nella vita quotidiana, la maggior parte degli studi precedenti utilizzava autorappresentazioni retrospettive sull’ascolto della musica, e solo un piccolo numero di studi ha valutato contemporaneamente l’ascolto e l’umore. Inoltre quando viene valutato l’ascolto della musica in contemporanea all’ascolto, è possibile fare previsioni sugli effetti acuti dell’ascolto della musica sullo stress (poiché sia ​​l’ascolto della musica che lo stress sono valutati nello stesso momento). Tuttavia, la valutazione dell’ascolto della musica passata cattura gli effetti ritardati della musica ascoltando lo stress, poiché l’ascolto e lo stress della musica non vengono valutati simultaneamente. Diversi problemi rimangono irrisolti nella letteratura sulla relazione tra ascolto della musica e stress. Per questo dei neuroscienziati, di recente, hanno condotto uno studio di valutazione ambulatoriale per perseguire i seguenti due obiettivi: in primo luogo, la ricerca di un’associazione tra livelli di stress auto-riferiti e ascolto della musica quando l’ascolto della musica era tracciato oggettivamente. In secondo luogo, l’esplorazione delle dinamiche temporali sottese all’associazione tra ascolto e stress musicale in termini di durata (ovvero la durata dell’ascolto musicale che è necessario associare a effetti benefici) e latenza (ovvero, quanto tempo ci vuole per la musica essere associato ad effetti benefici). Per 1 settimana, i partecipanti hanno risposto alle domande sull’ascolto e sullo stress della musica sei volte al giorno tramite un dispositivo di diario elettronico, che ha anche analizzato in modo obiettivo l’ora esatta dell’ascolto della musica e la sua durata. Le segnalazioni spontanee sul mero ascolto musicale erano associate a rapporti di stress inferiori, mentre i dati oggettivamente valutati non lo erano. Tuttavia, per quanto riguarda la durata dell’ascolto della musica, sia i dati soggettivi che quelli oggettivi sull’ascolto della musica hanno mostrato associazioni tra un minimo di 20 minuti di ascolto della musica e rapporti di stress inferiori. Riguardo alla latenza, i dati oggettivi sull’ascolto della musica hanno rivelato che l’associazione tra rapporti sullo stress e ascolto della musica avviene in modo ritardato. Sebbene il disegno dello studio non consenta inferenze causali, sono state trovate associazioni sostanziali tra i dati soggettivi e oggettivamente valutati sull’ascolto della musica che influenzano in modo differenziale l’esperienza dello stress dopo l’ascolto musicale. In particolare, concentrandosi sulle dinamiche temporali, i dati valutati oggettivamente consentivano un’analisi più dettagliata. Di conseguenza, i dati riferiti soggettivamente e oggettivamente sull’ascolto della musica dovrebbero essere valutati congiuntamente quando si studiano gli effetti dell’ascolto musicale sulla salute. Anche questo esperimento conferma gli effetti benefici della musica sullo stress, a patto che sia scelta e voluta, non che sia subita, come spesso accade in quest’epoca d’inquinamento acustico, in cui ad esempio siamo obbligati a sentire negli orari più improbabili musica sparata dagli auricolari…

Daniele Corbo

Bibliografia: Music Listening and Stress in Daily Life-a Matter of Timing. Linnemann A, Wenzel M, Grammes J, Kubiak T, Nater UM. Int J Behav Med. 2017 Nov 21.

15 commenti Aggiungi il tuo

  1. ilblogsenzafaccia ha detto:

    La musica riempie il 70% delle mie giornate, e sono sicura che non ci sia calmante più potente. La musica ti emoziona, ti fa riflettere, ti conforta. Non potrei farne a meno ❤️

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    1. Assolutamente, basta che non sia un’imposizione degli altri…

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  2. Sara Provasi ha detto:

    Da me sui mezzi salgono ragazzini o anche ragazzi grandi con le mini casse audio a tutto volume, tra l’altro sempre con musica che non si può sentire! O__O
    A parte questo, non potrei vivere senza il mio lettore MP3, e in passato col walkman e lettore cd portatile… Soprattutto quando sono in giro, non faccio mai a meno della musica, a volte esco a camminare praticamente solo per ascoltarla! 🙂

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    1. La penso esattamente come te!!!

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      1. Sara Provasi ha detto:

        Che bello!! ^__^ Che musica ascolti?

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      2. L’ho appena scritto in un altro commento, ma lo riscrivo volentieri Pearl Jam, Jeff Buckley, Oasis, cranberries, bob Marley e tanto altro rock. Mi piace anche il blues. Poca musica italiana, a parte de Andrè e tanti gruppi non molto famosi. Poi mi piace tanto la musica classica e l’opera, ma soprattutto Claudio Monteverdi che per me è musica paradisiaca… E prima ho colpevolmente omesso Chris Cornell, guns n roses e The cure e tantissimi altri… tu invece che ascolti?

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      3. Sara Provasi ha detto:

        Anch’io adoro i Pearl Jam e Jeff Buckley, anche i soudgarden! *-* poi ascolto gli Alice in chains, i rage against the machine, i led Zeppelin, gli who e i doors soprattutto! E molti altri 😊 la musica classica mi piace da ascoltare solo in casa però, non in giro, ma ne conosco poca…amo lo schiaccianoci, fin da quando l’ho ascoltato in Fantasia! 🌌 Non conosco claudio monteverdi, lo andrò a cercare su youtube se c’è! Mi hai incuriosita 😁

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      4. C’è, ascolta il magnificat… abbiamo gusti musicali abbastanza simili😊

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      5. Sara Provasi ha detto:

        Perfetto, lo cerco! 🙂 Già, e anche altri che hai nominato mi piacciono, come cure, oasis, cranberries… ah e dimenticavo i r.e.m. e i radiohead tra i miei preferiti!

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      6. Condivido anche r.e.m e radiohead e inserisco anche coldplay

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  3. Enri1968 ha detto:

    D’accordo! Molta musica, sempre!
    Tu che ascolti di bello?

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    1. Pearl Jam, Jeff Buckley, Oasis, cranberries, bob Marley e tanto altro rock. Mi piace anche il blues. Poca musica italiana, a parte de Andrè e tanti gruppi non molto famosi. Poi mi piace tanto la musica classica e l’opera, ma soprattutto Claudio Monteverdi che per me è musica paradisiaca… tu che ascolti?

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      1. Enri1968 ha detto:

        Amo Jeff! Molto rock in tutte le diramazioni…. per me Faber e il Signor G restano i miei preferiti… poi Battiato Guccini Conte e Vinicio Capossela e tanti altri … diciamo che ho gusti trasversali.

        Quest’anno:

        http://www.sullamaca.it/musica/la-mia-non-classifica-musicale-del-2017/

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      2. Assolutamente Vinicio Capossela e Conte

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      3. Enri1968 ha detto:

        Sono Autori che mi danno tanto, sia musicalmente che liricamente.

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