Meno si dorme e più negativi sono i pensieri

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L’uomo senza sonno (The Machinist) è un film del 2004 diretto da Brad Anderson con protagonista Christian Bale.

Il detto popolare recita che “chi dorme non piglia pesci” e la storia è piena di personaggi che hanno costruito il proprio successo sul dormire poco, ma evidentemente queste sono eccezioni da non prendere come riferimento. Infatti secondo una nuova ricerca della Binghamton University, State University di New York dormire meno delle otto ore raccomandate a notte è associato a pensieri invadenti e ripetitivi come quelli visti in ansia o depressione. Il professore di psicologia dell’Università di Binghamton, Meredith Coles, e l’ex studente laureato Jacob Nota hanno valutato il tempo e la durata del sonno in individui con pensieri negativi ripetitivi (ad es. Preoccupazione e ruminazione) con livelli da moderati a elevati. I partecipanti alla ricerca sono stati esposti a diverse immagini intese a scatenare una risposta emotiva, ed i ricercatori hanno monitorato la loro attenzione attraverso i loro movimenti oculari. I ricercatori hanno scoperto che le interruzioni del sonno regolari sono associate a difficoltà nel spostare l’attenzione lontano dalle informazioni negative. Ciò può significare che il sonno inadeguato fa parte di ciò che rende i pensieri intrusivi negativi che si intrecciano e interferiscono con le vite delle persone. I ricercatori hanno scoperto che le persone in questo studio hanno alcune tendenze ad avere pensieri bloccati nelle loro teste, e il loro elevato pensiero negativo rende difficile per loro di disimpegnarsi con gli stimoli negativi a cui li avevano esposti. Mentre altre persone potrebbero essere in grado di ricevere informazioni negative e andare avanti, i partecipanti hanno avuto difficoltà a ignorarlo. Si ritiene che questi pensieri negativi lascino le persone vulnerabili a diversi tipi di disturbi psicologici, come ansia o depressione, ha. Nel tempo questo potrebbe essere importante infatti questo pensiero negativo ripetitivo è rilevante per diversi disturbi come l’ansia, la depressione e molte altre cose. Questo è nuovo nel senso che stanno esplorando la sovrapposizione tra interruzioni del sonno e il modo in cui influenzano questi processi di base che aiutano a ignorare quei pensieri negativi ossessivi. I ricercatori stanno esplorando ulteriormente questa scoperta, valutando come i tempi e la durata del sonno possono anche contribuire allo sviluppo o al mantenimento di disturbi psicologici. Se le loro teorie sono corrette, la loro ricerca potrebbe consentire agli psicologi di trattare l’ansia e la depressione spostando i cicli di sonno dei pazienti in un tempo più sano o rendendo più probabile che un paziente dorma quando si mette a letto. Questo studio conferma ulteriormente le convinzioni di noi Orme Svelate su come delle sane abitudini (intese come comportamenti ed alimentazione) possano avere un’incidenza importante sulla salute mentale. Allora viene da pensare che piuttosto che prendere pesci converrebbe contare le pecore…

 

Daniele Corbo

Bibliografia: “Shorter sleep duration and longer sleep onset latency are related to difficulty disengaging attention from negative emotional images in individuals with elevated transdiagnostic repetitive negative thinking” by Jacob A. Nota and Meredith E. Coles in Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry. Published online October 16 2017.

25 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anna Liwun ha detto:

    Hello,

    I nominated you for the Mystery Blogger Award. I think you’re a wonderful writer. Please find this link in details https://liwunfamily.com/2018/01/13/the-mystery-blogger-award/
    Happy weekend!

    Cheers,
    Anna

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    1. Thank you so much Anna!
      I am grateful that you follow carefully my blog, you were very kind to nominate me!
      Happy weekend
      Cheers
      Daniele

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  2. Dora Millaci ha detto:

    Ciao, premesso che non sono una studiosa in materia, io continuo a pensare che sia tutto soggettivo 😉 Buona giornata

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    1. Ti spiego: una ricerca scientifica studia un campione statistico di un tot numero di persone (ovviamente maggiori sono le persone e maggiore è l’attendibilità della ricerca). Il risultato che si ottiene è un andamento, ma prevede le eccezioni. Ovviamente se uno studio suggerisce un comportamento legato ad una patologia, sarebbe opportuno seguirlo…. Mi sembra che dire che è tutto soggettivo equivale a dire che fare studi di neuroscienze non ha senso!

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      1. Dora Millaci ha detto:

        Io dico solo che ogni persona ha un suo metabolismo e un suo carattere di base e pertanto, la mancanza si sonno può incidere fino ad un certo punto.
        Prendi anche per esempio le controindicazioni nei farmaci, non sono uguali per tutti, ma soggettive e lo stesso per i farmaci e sempre perché siamo diversi.
        Perdona ma è solo il mio pensiero… il pensiero di una persona semplice, tutto qui 😉
        Per carità gli studi occorre farli, difatti sono stata o meglio mi sono offerta come “cavia” anni fa, per testare farmaci per la mia patologia 😉

        Buona serata ^_^

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      2. Ah certamente, questo è verissimo!

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      3. Dora Millaci ha detto:

        in effetti io dicevo semplicemente questo, nulla di più. Sicuramente mi sono espressa male. Scusa. Buona giornata 🙂

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      4. No, ho capito male io, scusa tu! 🙏 Buona settimana, un abbraccio😘

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      5. Dora Millaci ha detto:

        ci mancherebbe…. 😀 ricambio ♥

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  3. zencatt ha detto:

    Io sono la prova vivente di tutto ciò. Particolarmente sotto stress la mia capacità di dormire “serenamente” si riduce a 2 ore massimo e posso confermare che per periodi prolungati è straziante a livello psicologico. Già sei in ansia di tuo, poi inizi ad essere in ansia perché non dormi.. chi non si agiterebbe di fronte alla mancata capacità di riposare normalmente? Chiunque.
    Per fortuna esistono tanti aiuti anche al di fuori della categoria psicofarmaci..

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    1. si, infatti è logorante dormire poco e la terapia del sonno è il primo suggerimento da consigliare a chi vive dei periodi di malessere. Come dici tu la natura accorre in nostro aiuto con tante erbe o rimedi naturali per dormire senza ricorrere agli psicofarmaci, con tutti gli effetti collaterali che ne conseguono…

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  4. Silvia Lo Giudice ha detto:

    Per me il sonno è fondamentale e non sono contraria a ricorrere ai farmaci qualora si dovessero avere difficoltà.

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    1. Assolutamente il farmaco è necessario laddove si nota una pessima qualità del sonno. Però prima di arrivare al farmaco sarebbe sempre meglio assicurarsi di averle provate tutte (abitudini corrette, rimedi naturali, ecc…)

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  5. fulvialuna1 ha detto:

    Io dormo, sin dalla nascita, ochissime ore per notte…sono un’entusiata e ottimista della vita. Difficilmente sono pessimista, certamente l’individualismo in alcune sintomatologie è normale. Non credo che tutto il provato possa essere etichettabile a tutti. La ricerca è importante anche per conoscere altre possibilità.

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    1. Scusami, ti ho dovuta salvare dallo spam…. Le ricerche sono risultati che dicono una tendenza, non una legge inviolabile. Rispetto poi all’argomento specifico aggiungo un altro particolare, ognuno ha un ritmo circadiano ed una necessità di dormire diversa. L’unica costante però è che se ci accorgiamo che, se il nostro sonno subisce variazioni in qualità e quantità, c’è qualcosa che non va ed è opportuno intervenire.

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  6. bellaitalyblog ha detto:

    Con i miei ritmi di vita (dovuti al lavoro) se dormo poco ho più facilità a tenere la concentrazione di quando dormo molto. C’è anche da dire che tutto è soggettivo e che le ricerche prendono in esame un numero limitato di persone. Poi con formule matematiche moltiplicano i numeri per stabilire le percentuali.

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    1. Non funziona propriamente così la ricerca e la statistica, però è vero che ci sono le eccezioni. Sarebbe interessante studiarti!

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      1. bellaitalyblog ha detto:

        Per me è da sempre così. Dubito di essere un soggetto interessante da studiare. Ciao

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      2. Chi sfugge alla statistica è sempre un soggetto interessante! Ciao

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      3. bellaitalyblog ha detto:

        Ciao

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    2. Poi lo studio parlava più di tono dell’umore e di pensieri negativi che di concentrazione…

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      1. bellaitalyblog ha detto:

        Forse perché io la penso sempre in positivo (anche quando non lo è, cercando il bicchiere mezzo pieno) e non mi curo dell’umore. Sono dell’idea che una buona corsa a piedi o un giro in bicicletta, oppure una sessione di fotografia, praticamente i miei hobbies, aiutano più di 100mila sedute dallo psicologo. Se tutti ritagliassero parte della giornata per se stessi, mille e più problemi scomparirebbero. Depressione, tono dell’umore e pensieri negativi compresi. Comprendo però che non tutti possono farlo. Ecco perché emergono i problemi che hai citato nel post.

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      2. È dimostrato che i tuoi hobbies fanno bene al cervello, infatti nei progetti dell’associazione c’è anche l’attività fisica a scopo terapeutico e l’immersione nel verde per migliorare il tono dell’umore. Però ci sono tante persone che hanno problemi importanti a causa di traumi irrisolti o storie di vita particolari e queste cose non si cancellano con un colpo di spugna… Però le cose che dici tu aiutano tanto!

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