Cantare in un coro rende più felici

PS_20180120140142.jpegForse se Bud Spencer avesse letto questa ricerca dell’Università di East Anglia (UEA), sarebbe stato meno insofferente nella mitica scena del film “Altrimenti ci arrabbiamo”. Infatti i ricercatori hanno esaminato i benefici del canto tra le persone con condizioni di salute mentale tra cui ansia e depressione ed hanno scoperto che le persone che hanno preso parte a un gruppo di canto comunitario hanno migliorato la loro salute mentale. E che la combinazione di canto e socializzazione era una parte essenziale del recupero perché promuoveva un sentimento continuo di appartenenza e benessere. Il ricercatore principale Tom Shakespeare della Norwich Medical School della UEA e la sua ricercatrice Dr Alice Whieldon hanno lavorato in collaborazione con il progetto SYHO (Sing Your Heart Out), con sede a Norfolk. L’iniziativa di base organizza seminari di canto settimanali, rivolti a persone con problemi di salute mentale e al pubblico in generale. Inizialmente è stato avviato nell’ospedale psichiatrico di Hellesdon nel 2005, ma successivamente è entrato nella comunità. Circa 120 persone ora frequentano quattro seminari gratuiti ogni settimana in tutta Norfolk – due terzi dei quali hanno avuto contatti con servizi di salute mentale. Il progetto di ricerca ha seguito il gruppo per sei mesi e ha svolto interviste e focus group con partecipanti, organizzatori e leader di workshop. Hanno scoperto che cantare come parte di un gruppo contribuisce al recupero delle persone dai problemi di salute mentale. Il modo principale con cui Sing Your Heart Out si differenzia da un coro è che chiunque può partecipare indipendentemente dalle abilità. C’è anche poca pressione perché i partecipanti non stanno provando per una performance. È molto inclusivo ed è solo per divertimento. Il formato è anche diverso da un gruppo di terapia perché non c’è alcuna pressione per nessuno nel discutere la condizione personale. Hanno ascoltato i partecipanti che hanno definito l’iniziativa un” salva vita “e che hanno” salvato la loro sanità mentale “. Altri hanno detto che semplicemente non si sarebbero trovati dove si trovavano senza di esso e questo ha iniziato a testimoniare rapidamente l’enorme impatto che stava avendo. Tutti i partecipanti intervistati hanno riportato effetti positivi sulla loro salute mentale come risultato diretto della partecipazione ai seminari di canto. Per alcuni ha rappresentato una componente di un più ampio programma di sostegno. Per altri è emerso come chiave per il loro recupero o mantenimento della salute. Ma la cosa fondamentale per tutti è che il modello Sing Your Heart Out ha indotto divertimento e felicità. Il rapporto mostra come una combinazione di canto e impegno sociale ha dato ai partecipanti un sentimento di appartenenza e benessere che spesso è durato un giorno o più, oltre a migliorare le abilità sociali e la fiducia. Partecipare su base settimanale ha fornito struttura, supporto e contatti che hanno aiutato le persone a migliorare il loro umore, sentirsi bene e a funzionare meglio nella vita di tutti i giorni. Il modello Sing Your Heart Out offre uno strumento a basso costo ea basso costo per il recupero della salute mentale all’interno della comunità, per cui varrebbe la pena tentare di costruire qualcosa di analogo in tutte le realtà, come tentativo di sollievo dal disagio mentale.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Sing Your Heart Out: community singing as part of mental health recovery” by Tom Shakespeare and Alice Whieldon in Medical Humanities. Published online November 25 2017.

22 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Anch’io ho parlato di Bud Spencer in questo mio post: https://wwayne.wordpress.com/2017/10/08/due-come-noi/. Che ne pensi?

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    1. mi è piaciuto molto il tuo articolo, anche perché adoravo Bud Spencer (infatti per questo l’ho citato). Francamente dopo Bud Spencer e Terence Hill ho smesso di vedere i buddy movie perché per me niente reggeva il confronto! grazie del tuo commento

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      1. wwayne ha detto:

        Grazie a te per la risposta! 🙂

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  2. "Perseide" ha detto:

    Le “comunità” di qualunque forma se ben strutturate tengono felici sempre. 👍🦋

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    1. Si, ne sono convinto anch’io! grazie per il tuo commento, buona serata

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  3. Le perle di R. ha detto:

    Bell’articolo e credo che questa terapia possa essere di grande efficacia

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    1. Grazie mille! ne sono persuaso anch’io! mettere insieme persone, accumunate esclusivamente dal piacere del canto mi sembra proprio un’ottima idea!

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  4. vincenza63 ha detto:

    Terapia ingegnosa e bellissima.
    Utile per chi ha un disagio o problema mentale che per chi non ne ha affatto.
    Cantare, soprattutto senza l’ansia da prestazione, è una scorciatoia per la serenità e perché no la gioia!
    A me è successo così cantando quando posso nel coro della cgiesa.
    Unica condizione che ho chiesto: nessun inquadramento perché ero lì per ringraziare Dio, non per fare Sanremo.
    Per ora funziona.
    Ciao Daniele e grazie!
    😄😄😄

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    1. Il coro della Chiesa poi ha una componente terapeutica aggiuntiva!🙏
      Grazie a te Vicky, buona serata!

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      1. vincenza63 ha detto:

        Sì, quella spirituale 😇
        Buona serata!

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  5. sherazade ha detto:

    La musica suonata oppure cantata come la danza sono valori aggreganti universali. Ci credo molto.
    Sherabientot

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    1. Anche io, infatti ne parlo spesso. Nella musica e nella danza l’anima tende a rivelarsi senza filtri! Buona domenica!

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      1. sherazade ha detto:

        Anche atte’
        Shera 🎶🎵♩

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  6. loredana ha detto:

    Sarà che sono stonata… In un coro non mi ci vedo, perché sarebbero gli altri a buttarmi fuori 😁

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    1. infatti il senso di questo coro è proprio questo: la bellezza di far parte di un gruppo dove non si hanno aspettative, né giudizi, dove ognuno è semplicemente accettato e accolto per quello che è. Si condivide il piacere del canto anche a costo di distruggere i timpani!

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  7. Gnoma Irma ha detto:

    Davvero interessante come studio!

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    1. E sarebbe molto interessante metterlo in pratica…

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      1. Gnoma Irma ha detto:

        Non è nemmeno così difficile come progetto.

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      2. no infatti, credo che possa rientrare nei programmi di Orme Svelate!

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