Eco terapie per il disagio mentale

mentalhealth2.pngLo sguardo delle neuroscienze tende sempre più ad ampliarsi verso terapie non farmacologiche per la cura del disagio psichico, nella prospettiva di non avere effetti collaterali e soprattutto risultati duraturi e salutari. Molte analisi hanno concluso che, l’esposizione alla natura può portare a miglioramenti dei parametri di salute mentale e fisica multipli e che ciò vale sia per le attività contemplative che per quelle avventurose. Almeno negli ultimi 4 decenni, diversi paesi hanno sperimentato una vasta gamma di programmi di sanità pubblica volti ad aumentare la partecipazione del pubblico alle attività all’aperto, comprese le visite ai parchi. Allo stesso tempo, tuttavia, i cambiamenti sociali e tecnologici hanno creato condizioni di vita opposte: l’istruzione, il lavoro e gli stili di vita nei paesi sviluppati sono diventati sempre più urbanizzati e chiusi. Forse, di conseguenza, questi programmi di sanità pubblica hanno ottenuto finora un successo limitato. Questo problema è importante per la salute pubblica, poiché molte nazioni sviluppate stanno ora registrando crescenti costi sociali ed economici a causa della depressione, demenza, obesità e diabete. Queste malattie sono distinte, ma correlate, e conosciute congiuntamente come sindrome da malattia cronica (CDS). Sono guidate in parte dalla genetica, ma in gran parte dallo stile di vita. Le persone anziane vivono più a lungo, in cattive condizioni di salute, ma anche i bambini ne sono affetti. I costi comprendono trattamenti e assistenza sanitaria, perdita di produttività, accompagnatori pagati o non retribuiti e riduzione della qualità della vita (QOL). In totale, questi costi potrebbero essere pari a circa il 10% del PIL per le nazioni con popolazione anziana e un’elevata spesa sanitaria pro capite. Se si potessero progettare programmi o interventi sanitari che utilizzino attività all’aperto basate sulla natura per prevenire o trattare i CDS in modo economico ed efficace, ciò fornirebbe un’opportunità per alleviare le sofferenze individuali sostanziali e per superare un problema di bilancio importante e crescente per i governi nazionali. Esiste un’ampia gamma di tali programmi, con diversi nomi come ecoterapie, terapie d’avventura, interventi ecopsicosociali, terapie dello stile di vita e altri, ma attualmente, su scala piuttosto ridotta in termini globali. In un articolo recentemente pubblicato ci si riferisce, in forma aggregata, alle terapie di natura, eco e avventura (NEAT). Suggeriscono che i programmi NEAT pubblici e privati ​​sono stati mirati troppo male e hanno usato una dose troppo piccola per dimostrarsi efficaci. Sostengono che questo ostacolo possa essere superato progettando che i NEAT siano ordinariamente prescrivibili come parte dei sistemi sanitari pubblici. Le relazioni dose-durata-risposta, necessarie per progettare NEAT pratici e prescrivibili, rimangono ampiamente da studiare, in quanto non è mai stato progettato uno studio di ampio respiro per poter attuare un piano di trattamento. La principale raccomandazione dello studio è che si dovrebbero modificare i sistemi di assicurazione sanitaria nei paesi sviluppati, così da supportare la prescrizione di routine dei NEAT per la prevenzione e il trattamento delle componenti della salute mentale dei CDS. Utilizzando approcci quantitativi basati su questionari, si dovrebbero testare come la QOL e l’uso di trattamenti di salute mentale finanziati pubblicamente, possano essere correlati con le attività all’aperto e l’esposizione alla natura e come la QOL auto-riferita per i partecipanti alla NEAT possa differire dalle medie complessive della popolazione. Utilizzando approcci qualitativi basati su interviste, si dovrebbe investigare su come gli individui coinvolti nei NEAT descrivono gli effetti sulla loro salute mentale e psicologica. Questi approcci possono essere applicati sia per attività di basso profilo come visite a parchi e spiagge, sia per attività ad alta intensità che comportano forti emozioni, ad esempio attraverso incontri di animali selvatici o attività ricreative maggiormente dinamiche. Infine andrebbero studiati i vari campioni sociali e demografici per capire come differenziare la proposta di NEAT in base al target di riferimento. Gli autori suggeriscono tre conclusioni principali. In primo luogo, ricerche precedenti mostrano che per almeno alcuni individui e in almeno alcune circostanze, i NEAT possono migliorare la salute mentale: un effetto terapeutico di base è ben dimostrato. In secondo luogo, i tentativi di implementare queste terapie attraverso programmi di salute pubblica e prescrizioni ecologiche non hanno raggiunto il loro potenziale, per cui andrebbe incoraggiato questo passo. In terzo luogo, una volta che i piani di trattamento sono pronti per l’uso come terapie ordinariamente prescrivibili, saranno necessarie modifiche all’assistenza sanitaria e ai sistemi di assicurazione sanitaria per sostenere l’implementazione. Tuttavia, questi cambiamenti sono relativamente minori e sono strettamente analoghi ai sistemi già esistenti per una serie di fisioterapie e psicoterapie. Gli autori dello studio pongono l’accento soprattutto sull’aspetto economico, sostenendo che se i NEAT possono ridurre i costi della cattiva salute mentale di almeno l’1%, ciò si tradurrà in un risparmio di miliardi di dollari all’anno nella maggior parte delle nazioni sviluppate per cui si tratta di un investimento che merita di essere realizzato, sia per i finanziatori della ricerca per la sanità pubblica che per gli assicuratori sanitari privati. Dal mio punto di vista, ridurre la sofferenza nell’1% di coloro che ha il disagio psichico vale qualsiasi sforzo, per cui questi programmi andrebbero assolutamente messi in pratica.

Daniele Corbo

Bibliografia: Nature, Eco, and Adventure Therapies for Mental Health and Chronic Disease. Buckley RC, Brough P. Front Public Health. 2017 Aug 21.

 

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10 commenti Aggiungi il tuo

  1. titti onweb ha detto:

    Interessante per molti versi….ciao Daniele!

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    1. Il tema delle terapie alternative mi sta appassionando molto! Ciao Titti😊

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      1. titti onweb ha detto:

        Posso immaginare….

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  2. B. ha detto:

    Sempre molto accurato…
    Devo dire che non ho molta fiducia nel fatto che si possa invertire la tendenza attuale salvo ripartire da zero…

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    1. Grazie! bisogna sperare ed impegnarsi per smuovere l’inerzia e cambiare le cose. Tentativi e piccoli passi e tanta buona volontà…

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      1. B. ha detto:

        In linea di principio hai ragione

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      2. Non lo so se ho ragione, almeno voglio provarci a fare qualcosa…

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