Stress e obesità sono collegate da una proteina

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Fantozzi contro tutti (1980)

Il sovrappeso è un problema che non va associato semplicemente all’estetica o alla salute fisica, in quanto è sempre più evidente che è strettamente collegato anche al benessere della mente. Un recente studio ha trovato che una proteina associata ad ansia e depressione agisce da collegamento tra il sistema di regolazione dello stress e i processi metabolici. Per la prima volta, gli scienziati del Max Planck Institute of Psychiatry di Monaco di Baviera potrebbero dimostrare che una proteina di stress presente nei muscoli ha un effetto promuovente del diabete. Questa scoperta potrebbe aprire la strada a un approccio terapeutico completamente nuovo. I ricercatori sapevano che la proteina immunofillina FKBP51 è associata a depressione e disturbi d’ansia. Ad esempio un trauma nei primi anni di vita aumenta il rischio di vari disturbi psichiatrici in modo selettivo nei portatori di alleli di rischio FKBP5, che sono associati a livelli aumentati della proteina FKBP51. Tale proteina è coinvolta nella regolazione del sistema di stress – quando il sistema non funziona correttamente possono svilupparsi disturbi mentali. Ora, i ricercatori del Max Planck Institute of Psychiatry hanno scoperto un nuovo, sorprendente ruolo per questa proteina: agisce come un collegamento molecolare tra il sistema di regolazione dello stress e i processi metabolici nel corpo. L’FKBP51 influenza una cascata di segnali nel tessuto muscolare, che con un apporto calorico eccessivo porta allo sviluppo di intolleranza al glucosio, cioè l’indicatore chiave del diabete di tipo 2. Una dieta malsana, ricca di grassi significa stress per il corpo. Se il FKBP51 viene prodotto sempre più nel muscolo, porta a un ridotto assorbimento di glucosio – di conseguenza, possono svilupparsi diabete e obesità. Se l’FKBP51 è bloccato, il diabete non si svilupperà, anche se vengono consumate troppe calorie o il corpo è ancora stressato. Meno FKBP51 nel tessuto muscolare significa ridotta intolleranza al glucosio e quindi mantenimento del normale metabolismo. La proteina FKBP51 può essere bloccata farmacologicamente da composti antagonisti che sono stati sviluppati presso l’Istituto Max Planck da Felix Hausch (attualmente presso l’Università di Darmstadt). In collaborazione con gli scienziati della Technical University di Darmstadt e finanziati dal Ministero degli affari economici e dei mezzi di comunicazione della Baviera, Energia e Tecnologia, questi composti saranno ulteriormente sviluppati per essere utilizzati nelle sperimentazioni cliniche. Questi risultati possono fornire un approccio terapeutico completamente nuovo per il diabete e altre malattie metaboliche. È interessante notare che è stato dimostrato che gli antagonisti di FKBP51 fungono anche da ansiolitici e da riduttori degli effetti del dolore. I ricercatori non affrontano un problema più filosofico e cioè l’effetto negativo che ha una singola proteina in eccesso sia sul corpo che nella mente. Questa scoperta conferma lo scenario in cui, corretta alimentazione e sane abitudini (sport, aria pulita, sonno) apportano dei benefici non solo al corpo, ma allo stesso modo alla mente.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Stress-responsive FKBP51 regulates AKT2-AS160 signaling and metabolic function” by Georgia Balsevich, Alexander S. Häusl, Carola W. Meyer, Stoyo Karamihalev, Xixi Feng, Max L. Pöhlmann, Carine Dournes, Andres Uribe-Marino, Sara Santarelli, Christiana Labermaier, Kathrin Hafner, Tianqi Mao, Michaela Breitsamer, Marily Theodoropoulou, Christian Namendorf, Manfred Uhr, Marcelo Paez-Pereda, Gerhard Winter, Felix Hausch, Alon Chen, Matthias H. Tschöp, Theo Rein, Nils C. Gassen & Mathias V. Schmidt in Nature Communications. Published online November 23 2017.

17 commenti Aggiungi il tuo

  1. eliysa ha detto:

    Molto interessante, Grazie!

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    1. Di niente! Mi fa piacere che ti abbia interessato.

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  2. "Perseide" ha detto:

    Argomento che approfondirò 😊 molto grata. Ciao!

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    1. Grazie 😊! Anche io cercherò di svilupparlo in maniera più approfondita.

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  3. amleta ha detto:

    Insomma ci sono alcuni fortunati e alcuni sfortunati. Vediamo se possono sistemare questa proteina prima che io muoia di stress e infarto.

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    1. Sei simpaticissima!😂
      Credo che per evitare questa sorte devi stare lontana da alcuni esemplari del genere umano…

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      1. amleta ha detto:

        Quindi dovrei star lontana da me stessa ah ah ah, grazie. Sì, in effetti ci sono persone che non dovrei frequentare ma sai, purtroppo ho un cuore generoso, sono vecchio stampo io, non conto i like, conto le parole, come fanno gli scribacchini che dosano l’inchiostro sulla penna d’oca.

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      2. Stai attenta al tuo cuore… a parte gli scherzi, io sono come te, ma sto iniziando ad imparare a dare solamente a chi vuole realmente ricevere ed è pronto per farlo. Altrimenti non è educativo.

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      3. amleta ha detto:

        Io ho vissuto solo di arte fino ai miei 22 anni e capirai che dopo è stato disastroso per me entrare in una realtà di cui non conoscevo le regole. L’arte mi ha salvata dal dolore ma mi ha tenuta fuori dal resto. Dunque ho dovuto imparare da sola e ho fatto molti sbagli e ancora ne pago le conseguenze, ma gli sbagli fatti sono dovuti anche al mio primo approccio con l’abusatore. Le cellule registrano tutto, tutto quello che una persona vive, e credo che non sia un caso quando viene una malattia proprio in una parte del corpo o collegata a certi organi. Dunque la coazione a ripetere è anche scritta nelle mie cellule, che hanno registrato quei dati e mi hanno sfuorviato nella vita reale. Ma il discorso è complesso per un commento.

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      4. Si sono d’accordo con te, stai parlando di una sorta di epigenetica e per lo stesso motivo è possibile riscrivere nelle tue cellule il messaggio giusto, in quanto il DNA resta immutato. Ma come dici tu, un commento è riduttivo per un discorso così complesso…

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      5. amleta ha detto:

        A volte le terapie psicologiche non funzionano perchè appunto c’è qualcosa troppo radicanto dentro di sè e il terapista non riesce ad accedervi. Non è questione di psiche e di difese ma piuttosto di ricordi registrati appunto dalle cellule. Dovrebbero inventare un modo per accedere alle cellule dei ricordi anche e a quelle della parte rovinata. A me per esempio hanno dovuto asportare la tiroide e il motivo è che ovviamente in bocca mi era entrato qualcosa. Mia sorella pure e non è un caso ovviamente. Io sono convinta che queste cose che vengono sono le cellule che sono stata avvelenate da quei ricordi e poi formano cose brutte da estirpare.

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      6. C’è questo libro “Somatic experiencing. Esperienze somatiche nella risoluzione del trauma” di Peter Levin che parla proprio di un tipo differente di psicoterapia che va in breve tempo ad agire sul corpo. Semplificando sostiene che, nel trauma, resta intrappolata un’energia che inevitabilmente finisce per danneggiare la parte del corpo affine al trauma. Credo possa interessarti…

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      7. amleta ha detto:

        Oh grazie, sei veramente gentile. Lo comprerò e leggerò. Sicuramente sarà illuminante sul mio caso. Grazie ancora 🙂

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  4. haikuspot ha detto:

    “La forma è sottoposta al principio e il principio alla forma” direbbe qualche saggio taoista. Tradotto, se mens è sana lo è anche il corpo e viceversa, ogni forma di stress è, per l’appunto, stress.

    Bellissimo articolo, ignoravo del tutto questa proteina!

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    1. Sono completamente d’accordo, mente e corpo vanno di pari passo… Grazie per i complimenti

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