Le risposte neurali possono dirci chi sarà nostro amico?

Immagine correlataL’idea che le persone tendano ad assomigliare ai loro amici è un’intuizione antica, come dimostra l’adagio secolare, “birds of a feather flock together”, traducibile con “chi si somiglia si piglia”. La ricerca ha confermato questa intuizione: i legami sociali sono forgiati a un tasso più elevato del previsto tra individui della stessa età, genere, etnia e altre categorie demografiche. Questa preferenza nelle reti di amicizia viene definita omofilia ed è stata dimostrata in diversi contesti e località geografiche, compresi i social network online. In effetti, prove coerenti suggeriscono che l’omofilia è un antico principio organizzativo e forse la più robusta regolarità empirica della socialità umana. Nonostante le pressioni per dividere il lavoro e organizzare altrimenti bisogni e ruoli complementari nei tipi di gruppi sociali in cui si sono evoluti gli umani, i legami sociali in piccoli gruppi di cacciatori-raccoglitori riflettono somiglianze, piuttosto che differenze, in una gamma di attributi, tra cui età, peso, corpo grasso, forza di impugnatura e tendenze comportamentali cooperative. Secondo uno studio di Dartmouth che trova che gli amici hanno risposte neuronali simili agli stimoli del mondo reale e queste somiglianze possono essere usate per prevedere chi sono i veri amici. I ricercatori hanno scoperto che puoi prevedere quali sono le persone potenzialmente amiche semplicemente osservando il modo in cui il loro cervello risponde ai video clip. Gli amici avevano i modelli di attività neurale più simili, seguiti da amici degli amici che, a loro volta, avevano un’attività neurale più simile rispetto a persone ancora più lontane (amici-degli-amici-degli-amici). Pubblicato in Nature Communications, lo studio è il primo del suo genere per esaminare le connessioni tra l’attività neurale delle persone all’interno di un social network reale, mentre rispondono agli stimoli del mondo reale, che in questo caso stava guardando lo stesso gruppo di video. Le risposte neurali a stimoli dinamici e naturalistici, come i video, possono darci una finestra sui processi di pensiero spontanei e spontanei della gente man mano che si sviluppano. Questi risultati suggeriscono che gli amici elaborano il mondo intorno a loro in modi eccezionalmente simili. Lo studio ha analizzato le amicizie o i legami sociali all’interno di una coorte di quasi 280 studenti laureati. I ricercatori hanno stimato la distanza sociale tra coppie di individui sulla base di legami sociali reciprocamente segnalati. A quarantadue studenti è stato chiesto di guardare una serie di video mentre la loro attività neurale è stata registrata in uno scanner funzionale con risonanza magnetica (fMRI). I video abbracciavano una serie di argomenti e generi, tra cui politica, scienza, commedie e video musicali, per i quali era prevista una serie di risposte. Ogni partecipante ha guardato gli stessi video nello stesso ordine, con le stesse istruzioni. I ricercatori hanno poi confrontato le risposte neurali a coppie attraverso il set di studenti per determinare se coppie di studenti che erano amici avevano un’attività cerebrale più simile rispetto a coppie ulteriormente rimosse l’una dall’altra nel loro social network. I risultati hanno rivelato che la somiglianza della risposta neurale era più forte tra gli amici, e questo schema sembrava manifestarsi attraverso le regioni cerebrali coinvolte nella risposta emotiva, dirigendo la propria attenzione e il ragionamento di alto livello. Anche quando i ricercatori controllavano variabili, inclusi mancini o destrimani, età, sesso, etnia e nazionalità, la somiglianza nell’attività neurale tra amici era ancora evidente. Il team ha anche scoperto che le somiglianze di risposta alla risonanza magnetica funzionale potrebbero essere utilizzate per prevedere non solo se una coppia era amica ma anche la distanza sociale tra i due. Siamo una specie sociale e viviamo le nostre vite collegate a tutti gli altri. Se vogliamo capire come funziona il cervello umano, allora dobbiamo capire come funzionano i cervelli in combinazione – come le menti si modellano a vicenda. Per lo studio, i ricercatori stavano costruendo il loro lavoro precedente, che ha scoperto che non appena vedi qualcuno che conosci, il tuo cervello ti dice immediatamente quanto sono importanti o influenti la posizione che occupa nella tua rete sociale. Il team di ricerca prevede di esplorare se gravitiamo naturalmente verso le persone che vedono il mondo nello stesso modo, o se diventiamo più simili una volta che condividiamo le esperienze o se entrambe le dinamiche si rafforzano a vicenda. Suggerirei anche di estendere lo studio ad un gruppo di neonati, o bambini molto piccoli, perché le fragilità acuisce il bisogno di circondarsi di persone simili, perché la diversità mette in discussione gli equilibri precari faticosamente costruiti.

Daniele Corbo

Bibliografia: Similar neural responses predict friendship. Carolyn Parkinson, Adam M. Kleinbaum & Thalia Wheatley. Nature Communicationsvolume 9, Article number: 332 (2018).

17 commenti Aggiungi il tuo

  1. Le perle di R. ha detto:

    Per mia esperienza personale posso dire che prediligo la compagnia di persone che in un certo qual modo hanno degli elementi simili a me e, ragion per cui, non amo la compagnia della maggior parte delle persone.

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    1. Naturalmente avrei questa inclinazione anch’io, ma mi accorgo di essere arricchito dalle persone di qualsiasi tipo, tranne rare eccezioni…

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      1. Le perle di R. ha detto:

        Sei più saggio e anche più fortunato di me.

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      2. Sicuramente non sono più saggio di te…

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  2. haikuspot ha detto:

    Magari ci incastra poco, ma ricordo un articolo in cui qualcuno si lamentava che, nel mondo dei social, non c’è apertura alle novità ma anzi, tutti tendono a rintanarsi nel loro mondo (dai gruppi religiosi ai complottisti passando per le categorie artistiche). Secondo l’articolista questo favoriva un maggiore distacco dalla vita nel mondo reale per cercare più persone con cui andare d’accordo nel digitale, calcificando così argomenti e idee (ho i brividi).

    Anche questa potrebbe essere una direzione interessante: le frequenze neurali degli amici “digitali” sono simili a quelle degli amici “nel mondo reale”? Come influenza il mondo social quel che c’è nella nostra testa?

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    1. Trovo il tuo commento molto interessante e penso che la vita digitale sia un’esasperazione di quella reale, in quanto si presta a maggiori raggruppamenti ed isolamenti. Alla fine si innesca un circolo vizioso per cui la vita virtuale condiziona anche i comportamenti di quella reale.

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      1. haikuspot ha detto:

        Però questo implica che in qualche modo ci si può “riconoscere” anche con persone presenti solo digitalmente? Vale sempre quella capacità di identificare la funzione sociale dell’individuo in questione?

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      2. Certo, se l’uomo cacciatore si riconosceva per utensile, impugnatura e stile di caccia, l’uomo virtuale usa le conoscenze digitali per identificarsi. Resta il limite che l’identità virtuale si presta maggiormente alla falsificazione del sé.

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  3. Paolo D'angeli ha detto:

    io sono un grande solitario e riesco a mantenere un buon rapporto con chi e’ sulla mia stessa gamma d’onda…parla con tutti ma poi mi scelgo io con chi rimanere in buoni rapporti ..

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  4. Paolo D'angeli ha detto:

    io parlo con tutti ma poi sono io che mi scelgo con chi rimanere in buoni rapporti..amo la gente molto intelligente, disponibile, altruista aperta mentalmente ..

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    1. Infatti, tutti possono arricchirci, sia che siano simili che diversi

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  5. Dora Millaci ha detto:

    Articoli sempre molto interessanti. Per quanto sia una persona solare non disdegno la solitudine e il silenzio (mi aiutano a scrivere e ritrovo me stessa). Mi piace molto avvicinarmi a persone diverse da me, perché posso apprendere. Nella vita c’è sempre da imparare 😉

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    1. La penso come te! Buona giornata Dora!

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      1. Dora Millaci ha detto:

        ciao Daniele, buona giornata a te ^_^

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  6. fulvialuna1 ha detto:

    Ho una disuguale massa di conoscenti, mi trovo bene con tutti, ognuno di loro mi da qualcosa di diverso a cui attingere.
    Gli amici sono di meno, ma anche essi dismogenei da me, per fortuna, credo che se fossero troppo uguali a me mi annoierei.

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