La depressione post parto della mamma condiziona lo sviluppo del neonato

PS_20180202093503Sicuramente la depressione post parto è un disagio enorme per la donna che deve subirla, ma c’è anche un risvolto drammatico, che è quello del neonato che ne resta fortemente condizionato. La depressione post parto che persiste oltre 6 mesi dopo la nascita ed è grave, aumenta il rischio che i bambini presentino problemi comportamentali, raggiunga livelli più bassi di GCSE in matematica (Gli studenti britannici dopo aver frequentato il primo biennio di studi nella scuola superiore conseguono le certificazioni GCSE (General Certificate of Secondary Education) che attestano la conclusione della scuola dell’obbligo) a 16 anni e depressione a 18 anni. La depressione post parto persistente (se moderata o grave) aumenta il rischio che le madri continuino a mostrare sintomi depressivi oltre l’anno postnatale, con livelli elevati rilevati fino a 11 anni dopo il parto. Gli studi già effettuati suggeriscono che la depressione postnatale è associata a maggiori rischi per lo sviluppo di bambini che colpiscono una vasta gamma di patologie. Gli effetti sono variabili con alcune prove che suggeriscono che gli episodi brevi, mentre sono angoscianti per la madre, potrebbero non avere un impatto negativo sullo sviluppo dei bambini. Tuttavia, episodi di depressione che persistono per sei mesi o più possono aumentare il rischio per i bambini. Identificare le donne più vulnerabili è importante sia per la salute mentale delle donne che per lo sviluppo dei loro figli. Gli autori hanno studiato se la depressione ha un impatto simile quando è, o non è, persistente a livelli moderati o gravi. I ricercatori delle università di Oxford, Bristol, Reading e UCLA in un nuovo articolo in JAMA Psychiatry hanno seguito i cambiamenti nei sintomi depressivi della madre dopo l’anno postnatale e le differenze nello sviluppo dei bambini quando la depressione postnatale era, o non era, persistente. Il campione comprendeva 9848 madri e 8419 bambini che partecipavano ad uno studio longitudinale su genitori e figli. Lo studio utilizza i dati provenienti da diversi stadi di sviluppo dei bambini che vanno dalla scuola materna alla tarda adolescenza; inclusi i problemi comportamentali a 3,5 anni di età, i test di matematica GCSE a 16 anni e la depressione a 18 anni per determinare i potenziali effetti a breve ea lungo termine. Lo studio mostra per la prima volta che quando la depressione postnatale è sia persistente che grave, il rischio di esiti negativi allo sviluppo dei bambini aumenta. Inoltre, quando la depressione persiste oltre i primi 6 mesi dopo la nascita, aumenta anche il rischio che le madri continuino a mostrare sintomi depressivi oltre l’anno postnatale. Gli autori riferiscono che questi sintomi possono persistere fino a 11 anni dopo il parto, ma possono persistere anche per un periodo più lungo. Per due dei risultati (voti in GCSE a 16 anni e depressione a 18 anni), quando la depressione post parto non persisteva, o persisteva solo a gravità moderata, le probabilità di raggiungere livelli più bassi nei test di matematica GCSE o di sperimentare depressione all’età di 18 anni erano simile a quelli dei bambini le cui madri non hanno mai avuto sintomi depressivi nell’anno postnatale. Ciò suggerisce che gli effetti negativi a lungo termine sui gradi di matematica e depressione nell’adolescenza si verificano principalmente nel contesto di una depressione persistente, ma non con episodi più brevi e/o meno gravi. Lo studio identifica un gruppo di madri e bambini che dovrebbero avere priorità per il trattamento sia per affrontare la depressione materna che è più probabile che continui, sia per mitigare gli effetti sullo sviluppo dei bambini. Gli autori hanno recentemente dimostrato che il trattamento per le donne con depressione postnatale persistente può essere efficacemente erogato con alti tassi di remissione sostenuta utilizzando la consegna a domicilio della terapia psicologica. La depressione che persiste oltre i primi 6 mesi dopo la nascita dovrebbe allertare i professionisti della salute a far pensare ad una depressione che potrebbe diventare cronica. I problemi di salute nel Regno Unito si verificano già entro i primi 3 mesi, lo screening ancora una volta nella seconda parte dell’anno postnatale aiuterà a identificare le famiglie che dovrebbero essere prioritarie per il trattamento e ad affrontare la depressione della madre e mitigare i potenziali effetti sullo sviluppo dei bambini. Dato che ci sono efficaci terapie psicologiche per la depressione, è importante dare un aiuto a queste donne e di conseguenza ai loro figli.

Daniele Corbo

 

(English version)

Postnatal depression is certainly an enormous illness for the woman who has it, but the dramatic implication is that it condition strongly the newborns in their development. Postnatal depression that persists beyond 6 months after birth and is severe, increases the risk of children presenting behavioral problems, reaching lower levels of GCSE math at age 16 and depression at age 18. Persistent postnatal depression (whether moderate or severe) increases the risk of mothers continuing to show depressive symptoms beyond the postnatal year, with elevated levels detected up to 11 years postpartum. Recent studies suggest that postnatal depression is associated with greater risks for the development of children affecting a wide range of domains. The effects are variable with some evidence suggesting that short episodes, while they are distressing to the mother, may not have a negative impact on children’s development. However, episodes of depression that persist for six months or longer may increase the risk for children. Identifying the most vulnerable women is important both for women’s mental health and for children’s development. The authors investigated whether depression has a similar impact when it is, or is not, persistent at moderate or severe levels. Researchers at the universities of Oxford, Bristol, Reading and UCLA in a new article in JAMA Psychiatry followed changes in depressive symptoms of the mother after the postnatal year and differences in children’s development when postnatal depression was, or was not, persistent. The sample included 9848 mothers and 8419 children participating in the Avon longitudinal study of parents and children (ALSPAC). The study uses data from different stages of development of children ranging from kindergarten to late adolescence; including behavioral problems at 3.5 years of age, GCSE math grades at 16 and depression at 18 to determine the potential short-term and long-term effects. The study shows for the first time that when postnatal depression is both persistent and severe, the risk of negative outcomes to children’s development is increased. Furthermore, when depression persists beyond the first 6 months after birth, the risk of mothers continuing to show depressive symptoms beyond the postnatal year also increases. The authors report that these symptoms may continue for up to 11 years after delivery, but may persist for even longer. For two of the results (16-year GCSE math grades and 18-year depression), when postnatal depression did not persist, or persisted only at moderate severity, the odds of achieving lower levels of GCSE math or experiencing depression at age 18 they were similar to those of children whose mothers never experienced depressive symptoms in the postnatal year. This suggests that the long-term adverse effects on grades of math and depression in adolescence occur mainly in the context of persistent depression, but not with shorter and / or less severe episodes. The study identifies a group of mothers and children who should have priority for treatment both to address maternal depression that is more likely to continue, and to mitigate the effects on children’s development. The authors have recently shown that treatment for women with persistent postnatal depression can be effectively delivered with high rates of sustained remission using home delivery of psychological therapy. Depression that persists beyond the first 6 months after birth should alert health professionals to a depression that could become chronic. Screening for post-natal mental health problems in the UK already occurs within the first 3 months, screening once again in the second part of the post-natal year will help identify families that should be prioritized for treatment, and to address depression of the mother and mitigate the potential effects on the development of children. Given that there are effective psychological therapies for depression, it is important that help be given to these women and so to their children.

Bibliography: Association of Persistent and Severe Postnatal Depression With Child Outcomes. Elena Netsi, Rebecca M. Pearson, Lynne Murray, et al. JAMA Psychiatry. Published online January 31, 2018.

16 commenti Aggiungi il tuo

  1. renzodemasi ha detto:

    Daniele, non so se sei appassionato di certo cinema. Comunque volevo dirti che la tematica che hai trattato nel post, secondo me, è magistralmente trattata in alcuni film di Ingmar Bergman. Buona giornata 🙂

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    1. Sono appassionatissimo di quel cinema. Mi diresti un titolo in particolare, a me viene solo in mente “alle soglie della vita”. Grazie per il suggerimento, Renzo. Buona giornata

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      1. renzodemasi ha detto:

        Quello che citi centra perfettamente l’argomento. E’ una tematica che ritorna in tutti, in modo più o meno esplicito, ifilm del regista. In particolare: ”Persona”, ”Monica e il Desiderio”. Comunque, te lo ripeto, in ogni film la tematica ritorna anche se solo in momenti iconocrafici, come ad esempio crisi esistenziali che si districano nei loro apici emotivi in pose attoriali che rinviano al parto, a condensazioni, spostamenti tra sorelle, madri e figlie ecc.

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      2. Anche perché Bergman, essendo acuto e sensibile come pochi, intuì che nella gravidanza e nei mesi successivi al parto sono condensate tante informazioni che poi indirizzano l’esistenza della persona. Per cui, ogni crisi esistenziale non può prescindere dal rievocare quei momenti. Comunque non ho mai visto “Monica e il Desiderio”, lo vedrò volentieri, grazie mille.

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  2. zirconet ha detto:

    Mi viene da porre a te una domanda che mi sovviene spesso quando leggo di studi come questo: si tratta spesso di ricerche fatte da ricercatori di università straniere su soggetti appartenenti a culture solo apparentemente simili alla nostra (ci unisce forse l’essere “occidentali”, ne condividiamo forse i “valori”, ascoltiamo la stessa musica, vediamo gli stessi film, ecc…i cosiddetti W.E.I.R.D. di Harari). Mi chiedo quanto i dati esposti in questo studio possano essere esportabili in Italia, paese fortemente attaccato al proprio retaggio catto-vaticanista, con un diverso sistema scolastico, ecc…

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    1. Domanda molto interessante. In genere nella comunità scientifica si tende ad effettuare esperimenti in modo trasversale e riproducibile. Uno studio che rappresenti solo una nazione sarebbe molto limitato, per questo nelle analisi si tiene conto di tutte le variabili che possono guidare il risultato. Ad esempio questo studio è stato effettuato da 3 gruppi di ricerca su 3 nazioni in differenti continenti (USA, Sud Africa, Inghilterra) e le analisi statistiche fanno in modo che eventuali differenze culturali o sociali non condizionino il risultato. Quando un esperimento è rappresentativo solo di una nazione, o addirittura di una minoranza etnica, già dal titolo dell’articolo si estrapolerà la ristrettezza del risultato, e di questi lavori ce ne sono diversi, anche se io preferisco riportare quelli estendibili a tutte le persone. Inoltre i test neuropsicologici, che sono gli stessi in tutto il mondo, danno una quantificazione del benessere percepito, dell’assistenza ricevuta, delle credenze religiose, delle influenze culturali ecc. per cui da essi è possibile capire se i soggetti di nazioni differenti possano essere paragonabili, pur vivendo in contesti differenti. Spero di essere stato chiaro nella risposta. Grazie ancora per la domanda

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  3. Le perle di R. ha detto:

    Sono sempre più interessanti i tuoi articoli.

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    1. Grazie mille! intendi per i temi trattati o per il modo? Se hai una richiesta su di un tema specifico, dimmelo ed io vedrò di accontentarti.

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      1. Le perle di R. ha detto:

        Entrambe le cose.
        Per ora non ho richieste ma se mi verrà in mente qualcosa in futuro te lo farò sapere 😊

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  4. fulvialuna1 ha detto:

    tema delicatissimo e che andrebbe supportato da validi operatori del settore.

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    1. Assolutamente, anche perché ha un impatto su tante persone

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  5. Rain ha detto:

    Io non credo esita la depressione post parto.. esiste che in una fase delicata come la gravidanza e la nascita di un figlio, sia in termini ormonali che psicologici, la donna ha bisogno di un raccoglimento che la società attuale coi suoi ritmi non è disposta a concedere… da qui, poi, ogni disagio

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    1. Parzialmente d’accordo, nel senso che se lo sbalzo ormonale è molto severo è difficile che le condizioni al contorno preservino dalla sofferenza

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      1. Rain ha detto:

        Dovrebbe essere concessa quantomeno una “sospensione temporale”

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