Non tutto è nella nostra testa

Risultati immagini per corpo e menteDifronte alla lettura di articoli di neuroscienze, le persone sono portate a dire che quegli studi non colgono la realtà nella loro complessità, perché oltre alla statistica ci sono una serie di situazioni individuali che possono contraddire il dato scientifico. Inoltre la storia di ognuno può avere ripercussioni sul corpo e sulla mente. Oggi i ricercatori riferiscono che i nostri pensieri interiori e le interpretazioni delle nostre esperienze hanno conseguenze sia per la salute fisica che mentale. Le nostre esperienze uniche plasmano il modo in cui vediamo il mondo e rispondiamo agli eventi della nostra vita. Ma l’esperienza è altamente soggettiva. Ciò che è angosciante o gioioso per una persona può essere molto diverso da un altro. Queste differenze possono avere importanza, specialmente se un crescente corpo di ricerca mostra che ciò che accade nei nostri paesaggi interiori – i nostri pensieri e le interpretazioni delle nostre esperienze – può avere conseguenze fisiche nel nostro cervello e nei nostri corpi. Questo è stato il tema di un discorso tenuto il 16 febbraio dall’università del Wisconsin-Madison Center for Healthy Minds all’Assemblea annuale del 2018 dell’Associazione americana per l’avanzamento della scienza, intitolato: Come la mente informa il cervello: Depressione e benessere. Il modo in cui viviamo il mondo ci colpisce in più modi di quanto pensassimo in precedenza. Stiamo scoprendo che le emozioni e i pensieri possono alterare i percorsi neurali nel cervello in tempi relativamente brevi e persino influenzare processi come l’espressione genica e l’invecchiamento. Attingere al ruolo svolto dall’esperienza nella salute mentale potrebbe aiutare scienziati e medici a progettare interventi migliori per trattare disturbi come ansia e depressione. Questa struttura è in contrasto con la tendenza dei neuroscienziati a dare più valore al comportamento al posto dell’esperienza di studio. È necessaria una più completa integrazione della conoscenza scientifica emergente della connessione mente-corpo con la progettazione dello studio neuroscientifico. Non solo l’esperienza individuale dovrebbe essere più pienamente considerata e misurata negli studi di neuroscienze, ma gli sforzi per farlo stanno rivelando reti neuronali precedentemente sconosciute che sono implicate nel benessere e nei disturbi della salute mentale. Il problema è che l’esperienza è stata a lungo considerata un sinonimo di comportamento, quando in realtà i due sono separati e possono influenzarsi a vicenda. Alcuni neurocienziati hanno usato strumenti di imaging come la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e l’elettroencefalografia (EEG) per misurare l’attività e le strutture nel cervello osservando le relazioni tra specifiche reti neurali e comportamenti. La cosa eccitante di questi risultati è che quando prendiamo in considerazione l’esperienza, sono implicati alcuni meccanismi neuronali che altrimenti non sarebbero identificati. I risultati sottolineano l’importanza di tenere sia l’esperienza che il comportamento in considerazione quando si costruiscono resoconti neurali di emozioni, benessere e psicopatologia. Gli studi di consapevolezza e meditazione servono come esempi di interventi che si concentrano sull’esperienza. Queste forme di allenamento mentale hanno il potenziale per influenzare il modo in cui le persone notano sensazioni e formano risposte emotive agli eventi che li circondano in modi che possono influenzare la loro biologia e in realtà guidare il comportamento. Le ricerche precedenti relative al benessere emotivo e alla depressione possono agire come modelli utili perché ci sono prove che gli interventi psicologici che includono pratiche di allenamento mentale per aumentare le qualità positive della mente come l’attenzione, la gentilezza e la compassione possono lasciare effetti duraturi sul aspetti cerebrali e fisiologici della salute. In teoria, gli scienziati possono prendere queste informazioni e iniziare a guardare ad altri interventi che influenzano l’esperienza per vedere quale tipo di impatto sul cervello e sul corpo possono avere. I nuovi metodi di studio abilitati dagli smartphone possono raccogliere dati critici sull’esperienza di una persona a intervalli specifici durante il giorno – fuori dal laboratorio – in ambienti più naturali e quotidiani. Chiamato “campionamento dell’esperienza”, l’idea è di raccogliere deliberatamente informazioni sullo stato mentale e sulle esperienze di una persona per creare un quadro più ampio di come interagiscono il suo cervello, il suo comportamento e le sue esperienze.

 Daniele Corbo 

Bibliografia: The study will be presented at the 2018 AAAS Annual Meeting.

19 commenti Aggiungi il tuo

  1. I don’t know how doctors can narrow down one illness/disorder to one individual, and claim that everyone has the same issues. Everyone’s system is different, and another thing that bothers me is that unless they have been in our shoes, how can they tell me how to deal?
    I get very frustrated when a clinician tells me how to handle something, when they themselves have never gone through what I have.

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    1. I believe a lot in empathy and sensitivity, unfortunately uncommon qualities among clinicians. It is true that every individual has a unique history and different symptoms, but it is also true that there are common characteristics for all those who have an illness. It is important that clinicians look to those who suffer as an individual with specific characteristics

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      1. I definitely agree with you on that point. 🙂

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  2. Sorry… Very good post by the way. 🙂

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    1. You are welcome! Thanks a lot 😘

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  3. Le perle di R. ha detto:

    Se gli smartphone, finalmente, dovessero risultare idonei alla realizzazione di qualcosa d’importante ben venga.

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    1. non avevo pensato a quest’aspetto, ma è verissimo! Grazie

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  4. titti onweb ha detto:

    …e siamo fatti anche di spirito, oltre che di materia….

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    1. …ovviamente, ma dubito che di quello se ne occuperanno mai le neuroscienze…

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      1. titti onweb ha detto:

        è nnnno è 😂😂😂😂😂

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  5. Aria Mich ha detto:

    Trovai un sito di neuroscienze, e ogni volta è illuminante leggerne gli articoli! E anch’io ho sempre pensato ciò che sostengono, riguardo il fatto che la gioia e il dolore possano generare reazioni diverse in ogni persona, proprio perché ogni individuo guarda il mondo attraverso il proprio vissuto, nonostante poi si presenta dinanzi loro una stessa situazione.

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    1. aggiungerei che lo stesso tipo di situazione alla stessa persona genera reazioni diverse in diversi momenti della vita.

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      1. Aria Mich ha detto:

        È vero! Quante volte, pensando al passato, abbiamo agito in un certo modo solo perché mancavamo di esperienza…

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  6. Dora Millaci ha detto:

    Davvero molto interessante!!!!

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