Ogni esperienza è unica per il cervello

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Synapse (Jesus Leguizamo)

L’attività neuronale nella corteccia prefrontale rappresenta ogni esperienza come un “romanzo”. Di conseguenza i neuroni adattano la loro attività, anche difronte ad una nuova esperienza molto simile a quella precedente. Questo è il risultato principale di uno studio condotto da ricercatori della Divisione di Neurobiologia cognitiva di MedUni Vienna e recentemente pubblicato nella rivista Nature Communications. Per quanto riguarda il cervello, ogni esperienza è unica, non importa quanto sia simile a una precedente. I neuroni nella corteccia prefrontale saranno attivi ogni volta – proprio come se l’esperienza fosse completamente nuova. Eventuali discordanze del potenziale neuronale durante questo processo potrebbe portare al fenomeno del déjà vu, per cui un’esperienza nuova sembra già accaduta. Questo è stato dimostrato per la prima volta dai ricercatori di MedUni Vienna, utilizzando un modello animale. Hanno registrato e analizzato l’attività di circa 300 neuroni. Niente viene mai percepito allo stesso modo due volte. Il cervello ha bisogno di flessibilità, in modo che possa adattarsi costantemente. Questo risultato è raggiunto da ogni evento che viene percepito come nuovo. Da una prospettiva filosofica, una spiegazione analoga è fornita da una citazione del vecchio filosofo greco Eraclito: “Nessun uomo fa mai due passi nello stesso fiume due volte, Non è lo stesso fiume e non è lo stesso uomo.” Eraclito si riferiva all’ambiguità che azioni e piani deliberati non sono mai percepiti allo stesso modo, non importa quanto siano simili tra loro. Allo stesso tempo, questa flessibilità e l’esperienza dell’unicità consentono alle persone di provare sentimenti di gioia o sorpresa, o il cosiddetto effetto “wow”. I risultati mostrano anche che il cervello è in grado di percepire le esperienze di una vita come qualcosa di nuovo, purché l’attività neuronale non sia compromessa da una malattia. Secondo i neuroscienziati di MedUni Vienna, questo è un argomento a favore del rimanere mentalmente attivi nella vecchiaia. I neuroni sono sempre pronti ad “adattarsi” di fronte alle nuove conoscenze e ad elaborare nuove esperienze come uniche. Rispetto a questi studi sorgono alcune domande, ad esempio se per il cervello ogni esperienza è nuova come si giustifica la noia? Perché la vita sembra piatta? Probabilmente,a mio avviso, la risposta va ricercata nelle aree della compensazione che non funzionano come dovrebbero, per cui pur provando la sensazione della novità il cervello si sente inappagato. In ogni caso l’articolo sembra essere da stimolo all’essere tesi verso la vita perché nessuna esperienza, neanche per il cervello, potrà ripetersi uguale.

Daniele Corbo

Bibliografia: Fluid network dynamics in the prefrontal cortex during multiple strategy switching. Hugo Malagon-Vina, Stephane Ciocchi, Johannes Passecker, Georg Dorffner & Thomas Klausberger. Nature Communicationsvolume 9, Article number: 309 (2018).

39 commenti Aggiungi il tuo

  1. Transit ha detto:

    Questo spiegherebbe il perché della necessità di innamorarsi sia per ri-vivere sia, innanzitutto, per rinnovarsi: questa è la vera forza dei neuroni del cervello, della pelle e quello che chiamiamo amore. E’ incredibile di come ogni essere umano si sceglie o viene scelto dall’oggetto d’amore o del desiderio: a proposito ma l’oggetto del desiderio non dovrebbe essere il soggetto, poiché intendiamo un essere umano?

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    1. Rinnovarsi è insito nello scoprirsi e nell’amarsi, secondo me non passa per un’altra persona. L’altro può esserci di aiuto per arrivare a noi, per afferrare le nostre sfumature, è un percorso che non termina mai. L’amore verso l’altro poi è un dono che non esaurisce mai la propria capacità di sorprendere, anche se gli anni passano, non si esaurisce mai il mistero dell’unione che lega due persone che si amano.

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  2. Gloria ha detto:

    Il nostro meraviglioso corpo! Ogni volta mi stupisce. Grazie per questo articolo interessante!

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    1. Grazie a te per il tuo commento!

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  3. Le perle di R. ha detto:

    Lo avevo già scoperto attraverso la voglia di conoscere meglio me stessa ed è una delle rivelazioni che più mi è piaciuta, come anche mi è piaciuto questo articolo 😊

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    1. Grazie, sei sempre gentilissima! conoscersi è un viaggio che riserva sempre infinite sorprese…

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  4. Aria Mich ha detto:

    Gran bell’articolo! Con tanto di citazione di Eraclito, e la bellezza del dipinto ☺ . Le domande ultime pure sono interessanti… e penso che la noia arrivi solo perché non diamo al nostro cervello nuovi stimoli, magari perché dovremmo imparare a meravigliarci anche delle piccole cose, così come facevamo da bambini.

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    1. Grazie cara! Sarei d’accordo con te, però mi chiedo:se per il cervello ogni esperienza è come nuova, perché a livello cosciente (da neuroscienziato direi corticale) non ci emozioniamo? Quante sovrastrutture abbiamo ingoiato nel corso degli anni, fino al punto di rinnegare l’essenza stessa della nostra mente?

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      1. Aria Mich ha detto:

        Già… potrebbe dipendere anche dal fatto che abbiamo smesso di “vedere” veramente?
        Oppure mi è venuta in mente una storia che lessi, e in questa storia c’era una persona che per anni fece la stessa strada, ma solo in un secondo momento si accorse di un dettaglio che stava lì da sempre. Evidentemente perché aveva smesso di guardare, oppure vedeva solo quello che “voleva” vedere il cervello, come hai detto tu… a causa delle sue sovrastrutture.

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      2. Il cervello “vede” lo stesso, ma non percepiamo le emozioni a causa delle sovrastrutture. È come se inibissero la relazione con noi stessi.

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      3. Aria Mich ha detto:

        A pensarci, è una cosa quasi spaventosa 😮 . Personalmente, una volta mi annoiavo di più, ma con il tempo la noia è venuta a trovarmi sempre meno… vuol dire che sto migliorando 😆

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      4. Credo anch’io che sia spaventoso…eh si, direi che stai andando benissimo😉😊

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  5. Evaporata ha detto:

    Devo riflettere su questo argomento, perché io sono nata annoiata.

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    1. Anche se distinguerei noia da anedonia….

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      1. Evaporata ha detto:

        La seconda che hai detto…

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      2. E come vivi questa condizione?

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      3. Evaporata ha detto:

        Malissimo, la mia vita è sempre stata un tormento, e ho avuto anche l’infanzia e l’adolescenza turbate da brutte persone.

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      4. E come fai a dire che sei nata anedonica e non che lo sei diventata in seguito all’infanzia condizionata da brutte persone ed eventi negativi?

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      5. Evaporata ha detto:

        Potrei non esserci nata, ma ricordo turbamenti dall’età di due anni.

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      6. I condizionamenti iniziano nel grembo materno e tutto ciò che non ci appartiene è reversibile, per cui tu potresti uscire da questo stato di anedonia che immagino essere terribile…

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      7. Evaporata ha detto:

        Sì è terribile. E’ da quando ho compiuto 20 anni che ci provo, ma temo che non riuscirò mai a liberarmi. Non mi conosci e non posso raccontare qui la mia vita, posso dire soltanto che di “specialisti” ne ho incontrati tanti, ma tanti veramente.

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      8. No, è ovvio! Volevo solo dirti di non smettere di provarci, ti hanno tolto le emozioni ma non farti rubare la speranza!

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      9. Evaporata ha detto:

        La speranza l’ho persa da tempo, adesso gioco per la sopravvivenza.

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      10. Mi dispiace tanto e mi sento impotente…

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      11. Evaporata ha detto:

        Anch’io…

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      12. Dopo il nostro scambio di pensieri, ieri sera ho scritto una poesia che ti regalo, è poca cosa ma è tutto quello che posso fare:
        https://ormesvelate.com/2018/02/23/anedonia/

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  6. Giuliana ha detto:

    io non mi annoio mai, e’ una malattia?

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    1. Ritornando al nostro discorso di stamattina, direi che questa è un’ulteriore prova della giovane età del tuo cervello!

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      1. Giuliana ha detto:

        grazie caro, ma almeno mi spianasse un po’ di rughe e flaccidume! 😄😄😄😄 non hai una ricetta vero? 😃

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      2. Eh no, per quello no purtroppo😂😊

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      3. Giuliana ha detto:

        peccato! 😞

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  7. Sara Provasi ha detto:

    Interessante!
    È alla base del motivo per cui non mi attira particolarmente viaggiare di cui parlavo nell’ultimo tag! Perché ogni singolo posto, anche sotto casa, per me è già sempre nuovo, e di pari valore rispetto a quelli mai visti 🙂

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    1. Ed io la penso esattamente come te!

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      1. Sara Provasi ha detto:

        Che bello! 😀✌
        È un concetto che reputo importante 😊

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      2. E a quanto pare, oggi non è molto condiviso…

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      3. Sara Provasi ha detto:

        Già.. 😐

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