Il sistema immunitario delle donne incinte potrebbe condizionare il cervello del nascituro

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otHER (Jean Luc Feugeas)

Nel progredire degli studi sullo sviluppo cerebrali del feto aumentano le evidenze che i condizionamenti che subisce il nostro cervello iniziano dal grembo materno e che una gravidanza senza problemi è un primo passo per la formazione di un individuo senza disagi psichici. Uno studio appena pubblicato sul Journal of Neuroscience rivela che l’attivazione del sistema immunitario di una madre incinta può influenzare lo sviluppo del cervello del suo bambino. Un team di ricercatori ha scoperto che il funzionamento del cervello a breve e lungo termine può essere influenzato dall’attività del sistema immunitario durante il terzo trimestre di gestazione. Molti fattori scatenanti possono generare risposte immunitarie, come infezioni, stress, malattie o allergie. Quando il sistema immunitario del corpo rileva uno di questi problemi, le proteine ​​vengono rilasciate come parte di una risposta infiammatoria. Studi su animali hanno dimostrato che alcune delle proteine ​​rilasciate durante questa risposta possono avere un impatto sulla prole, ma poco si sa sull’effetto sugli esseri umani. L’attuale studio è stato progettato per determinare se questa risposta immunitaria può influire sul sistema nervoso in via di sviluppo dei neonati. Lo studio ha reclutato giovani donne nel secondo trimestre di gravidanza a cui è stato effettuato un prelievo di sangue e un monitoraggio cardiaco fetale durante il terzo trimestre, scansioni cerebrali anatomiche dei neonati e valutazione cognitiva comportamentale dei bambini a 14 mesi di età. Le età delle giovani donne incinte (dai 14 ai 19 anni) le mettono a rischio elevato di stress psicosociale econ conseguente risposta infiammatoria. Questo disegno di studio unico e prospettico ha permesso di seguire i bambini da un punto critico nello sviluppo del cervello fetale in utero, attraverso la nascita e fino all’infanzia. L’obiettivo era di esaminare il possibile legame tra i marcatori di infiammazione nel sangue della madre con i cambiamenti nel sistema nervoso dei loro bambini. Il sangue prelevato dalle madri durante il terzo trimestre è stato testato per i livelli di IL-6 e CRP – due proteine ​​che si trovano a livelli più alti quando il sistema immunitario è attivato, scoprendo che CRP era correlato con la variabilità della frequenza cardiaca fetale, che è fortemente influenzata dal sistema nervoso, indicando che l’infiammazione materna stava già iniziando a modellare lo sviluppo del cervello. Quando i bambini sono nati, sono stati sottoposti a risonanza magnetica nelle prime settimane di vita, fornendo ai ricercatori una visione unica dello sviluppo neurale precoce e dell’influenza dei fattori prenatali. L’imaging cerebrale ha rivelato un risultato sorprendente: cambiamenti significativi nella comunicazione tra specifiche regioni del cervello correlate a livelli elevati di IL-6 e CRP materni. Queste regioni cerebrali sono conosciute collettivamente come la rete di salienza, il cui compito è quello di filtrare gli stimoli che arrivano nel cervello e determinare quali meritano attenzione. Il nostro cervello riceve costantemente informazioni dai nostri corpi e dal mondo esterno e la rete di salienza passa da quella informazione e decide quali azioni sono importanti e quali sono gli avvisi di pericolo. Disturbi nel funzionamento di questa rete, così come vari tipi di infezioni e altri fattori scatenanti della risposta immunitaria di una donna in gravidanza, sono stati collegati allo sviluppo di malattie psichiatriche come schizofrenia e disturbi dello spettro autistico. Le correlazioni di marcatori infiammatori materni elevati non erano limitate al periodo neonatale, ma continuavano a persistere nell’infanzia. Quando i bambini hanno compiuto 14 mesi, i ricercatori li hanno valutati per le abilità motorie, lo sviluppo del linguaggio e il comportamento. Sono stati riscontrati cambiamenti significativi nelle decine di bambini nati da madri con livelli elevati di IL-6 e CRP. Questa scoperta riempie un pezzo mancante, in quanto indica che i marcatori di infiammazione nel sangue di una madre possono essere associati a cambiamenti a breve e lungo termine nel cervello del loro bambino, che ora ci consentiranno di identificare i modi per prevenirli e garantire lo sviluppo dei bambini nel modo più sano possibile iniziando nel grembo materno e continuando nell’infanzia successiva e oltre.

Daniele Corbo

Bibliografia: Children’s Hospital of Los Angeles “Immune System Activation in Pregnant Women May Shape Developing Brain.” NeuroscienceNews, 26 February 2018.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Adriana Tolentino Marques ha detto:

    Buongiorno a te!
    Super interessante, importa, Daniele!
    Non è mai troppo tardi per rimanere aggiornato su cose del genere.
    Grazie!
    Buona giornata
    Abbraccio!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie, mi fa piacere che tu ti stia appassionando a queste tematiche.
      ti auguro una buona giornata e ti abbraccio

      Mi piace

  2. nonsolocampagna ha detto:

    Interessante. Sono molto interessata alla vita fetale perché ne parlo negli incontri con i fidanzati. Anche se la scienza interessa poco a quelli che pensano che viene prima di tutto il loro egoismo.

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    1. Grazie, mi fa piacere che ti risulti interessante! Se si è egocentrati non ci si interessa a niente e alla lunga tutto diventa vuoto e non ha più sapore…quando si tocca l’anedonia della superficialità si diventa pronti per scegliere di rivolgere lo sguardo verso il mondo, sempre che si abbia il coraggio di ribaltare la propria esistenza….

      Piace a 2 people

      1. nonsolocampagna ha detto:

        Gli egocentrati, molti assai, non sono mai soddisfatti, sempre arrabbiati perché le cose non vanno come nei loro disegni.

        Piace a 1 persona

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