Come il cervello controlla la realtà

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Looking Out with Time IV (Lise Temple)

Immagina di andare in ufficio la mattina. Entro una frazione di secondo sarai in grado di dire se tutto è nel suo solito posto – i mobili, il computer, i tuoi file – o meno, a seconda del caso, o se qualcosa è rimasto sulla tua scrivania che non appartiene a quel luogo per esempio una scatola di cioccolatini. Dietro questa capacità di valutare il nostro ambiente è il “cervello predittivo”, cioè l’interazione dei processi cerebrali che portano alle predizioni. Quali sono i principi su cui si basano queste previsioni e su come l’interazione dei processi coinvolti differisce per tutta la durata della vita è il soggetto del lavoro di ricerca condotto dalla Goethe University di Francoforte. Il cervello è essenzialmente una “macchina di predizione” che è costantemente impegnata a confrontare nuovi input dall’ambiente con le previsioni generate da modelli interni del cervello. Solo in questo modo il cervello umano è in grado di adattarsi a situazioni sempre nuove e cogliere nuovi ambienti. Ad oggi, tuttavia, nessun ricercatore ha esaminato la natura dei modelli interni sottostanti stessi o come le nuove esperienze influenzano questi modelli. Ciò che è anche sconosciuto finora è come un tale principio apparentemente universale si manifesti in diversi cervelli – ad esempio giovani o vecchi. La memoria a lungo termine che può essere alla base dei modelli interni del cervello è potenzialmente la memoria episodica e semantica, le esperienze personali da una parte e la conoscenza appresa del mondo dall’altra. Mentre i bambini sono più bravi a ricordare i contesti episodici, le persone anziane possono contare di più sulla loro memoria semantica. Usando la risonanza magnetica i ricercatori vogliono saperne di più su quali interazioni cognitive e neurali hanno luogo nel cervello, prima di tutto con l’aiuto di partecipanti sani di età diverse. A lungo termine, questo lavoro di ricerca potrebbe aiutare a gettare luce sulle condizioni cliniche con un’elaborazione aberrante della predizione, come l’autismo e la schizofrenia. È molto interessante l’ampia prospettiva sullo sviluppo del cervello umano nel corso della vita.

 

Daniele Corbo

Bibliografia: Goethe University Frankfurt “How the Brain Makes Predictions.” NeuroscienceNews, 2 March 2018.

18 commenti Aggiungi il tuo

  1. Isabelle ha detto:

    A very interesting scientific piece!

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      1. Isabelle ha detto:

        Wish I could understand Italian, an ancient and fascinating language. But it works well reading your poems and articles in English. Your writing is brilliant! 😊

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      2. I’d like to translate my poems and articles, but unfortunately I haven’t enough time … thank you so much for your compliments!😊😊😊

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      3. Isabelle ha detto:

        You don’t need to. The translation tool on your site works perfectly. The coherence in the translated texts are good I think 😊

        Liked by 1 persona

  2. Giuliana ha detto:

    … sempre che ne trovino ancora qualcuno dentro la testa … 😉

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      1. Giuliana ha detto:

        anche tu hai difficolta’, vero? 😄😄😄

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      2. Assolutamente si!😅

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      3. Giuliana ha detto:

        pensa a chi ci lavora …

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  3. Gloria ha detto:

    Questo aspetto della mente è tra i miei preferiti in termini di ricerca! Bell’articolo, Daniele 🙂

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  4. Rain ha detto:

    Un meccanismo pericolosissimo anche se necessario alla sopravvivenza: da qui deriva poi ogni nostra ritrosia al cambiamento

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    1. Purtroppo è necessario, funziona bene se il cervello è mantenuto pronto al cambiamento

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  5. amleta ha detto:

    Io avevo una memoria visiva. Ma l’ho persa. Adesso è solo memoria onirica forse. Comunque riguardo al cervello ci sono ancora molte cose sconosciute. E anche quando qualcuno ( come il mio amico autistico) fa domande e collegamenti interessanti, non c’è nessuno che gli sa rispondere.

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    1. direi che ci sono un’infinità di cose sconosciute del cervello, questo è uno dei motivi per cui amo fare il neuroscienziato… gli autistici riescono ad avere una visione differente della realtà che sfugge alle altre persone.

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