Tre minuti dove parlo della mia storia

 

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Ragnit von Mosch · Mother’s Dream

Niente di più niente di meno di quello che provo,
a sentire urla da quando ne ho memoria,
sono stanco e non vorrei mai viverlo di nuovo.
A tavola era sempre una tragedia,
ero in balia degli eventi,
litigavano io incollato alla sedia
avrei voluto urlare ai quattro venti:
“Vi prego smettetela così mi uccidete,
credete di fare tutto ciò per il mio bene,
non funziona così ma fate come volete.
Quante altre ne faremo di queste cene?”
Poi mio padre si alza,
mia nonna che scappa, torna a casa
lui urla il mio cuore sobbalza,
mio nonno non parla più ha la testa bassa
e come se non bastasse la tristezza che avanza.
Poi il dolore,
esce dalle loro bocche e si infila nel tuo cuore
senti come se parte di te pian piano muore,
poi vai a letto e piangi per ore.
Non sai bene come funzionano le cose,
sei in balia degli eventi,
mentre vai avanti stringi i denti,
tra i litigi vedi una foto e senti come un pugno allo stomaco
capisci che fingi, sei una casa marcia con un bel intonaco.
È una donna, con in braccio il suo bambino.
Non capisci chi sia ma ha in faccia un sorriso,
è stupenda ha rubato da un angelo il suo viso.
Non ricordi quella donna eri troppo piccolino,
poi capisci che è tua madre quella che ti tiene in braccio.
Non l’hai riconosciuta, è passato troppo tempo, sei straccio
ed è proprio quando ti senti di ghiaccio
che ti cade una lacrima e vorresti solo un suo abbraccio
vorresti un suo bacio
vorresti poter dire perché cazzo sei sempre preso male e hai quel caratteraccio!
Senti che soffri pian piano sempre di più.
Cerchi terze vie per distrarti ma non ne trovi.
Provi a staccare il cervello su YouTube
ma il cuore rimane sempre in mezzo ai rovi
stai per crollare ed è li che provi,
fai di tutto per evitare certe emozioni.
Le prime canne, alcool sono le tue distrazioni
Ma non funziona, è tutto inutile per quanto ti anestetizzi continui a sentire dentro le tue frustrazioni.
Ti senti solo come un cane
anche in mezzo alla gente
in bilico tra l’odio e la fame
spero così di non sentire niente
ma come un virus latente
il ricordo vive dentro di te e quando meno te lo aspetti è lì che ti sorprende!

 

Paolo

21 commenti Aggiungi il tuo

  1. Caro Paolo, la tua sensibilità è spaventosa e scrivi benissimo. Hai solo 16 anni ma sei più maturo e forte della maggior parte degli adulti che conosco!

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    1. spulidv ha detto:

      Grazie mille, sinceramente spesso vorrei non essere così sensibile… ma allo stesso tempo senza questa sensibilità non scriverei in questi testi.

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      1. Basta che impari ad usare la tua sensibilità per avere una visione del mondo e di te, più completa. Così andrà via anche il dolore

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  2. Transit ha detto:

    … sei una casa marcia con un bel intonaco.

    Quando manca la prorpia casa, oltre a un genitore, o disgraziatamente madre e padre, allora ci si snete straniere nel cuore e nei pensieri. Poi bisogna comprendere e lottare per costruire non solo la casa e i genitori, ma anche l’intero mondo. Per evitare di rimanere giù nel pozzo.

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  3. Le perle di R. ha detto:

    Purtroppo sono in molti a non capire il male che fanno con le loro azioni o attraverso le parole.

    P.S. Le canne e l’alcool tienili lontani dal tuo corpo e dalla tua vita.

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    1. spulidv ha detto:

      Il loro male non era intenzionale, il tutto è frutto di una concatenazione di eventi passati. Il problema è che quando ti fa male un conoscente o un “amico” è facile lasciare che scivoli tutto… ma quando sono i famigliari è più difficile. Quando sei in certi momenti provi di tutto per farli passare velocemente, senza guardare le conseguenze… per “fortuna” ora non uso più queste sostanze, non so nemmeno se ne sono mai stato realmente dipendente.

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      1. Le perle di R. ha detto:

        Comprendo la tua difficoltà e il tuo dolore, credimi. E ti auguro di continuare a “vivere” questo momento senza distruggere te stesso. Ed anche di riuscire a superarlo presto.

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  4. Aria Mich ha detto:

    16 anni solo?! Complimenti!

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    1. spulidv ha detto:

      Grazie mille

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  5. mariluf ha detto:

    Sei bravissimo…. Un abbraccio virtuale, ma pieno d’affetto.

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    1. spulidv ha detto:

      Grazie, grazie mille ancora a tutti

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  6. fulvialuna1 ha detto:

    Emozione immensa.

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  7. Emozioni ha detto:

    Mio padre ha vissuto la tua stessa situazione.
    Mentre leggevo, ricordavo i suoi racconti d’infanzia. Ogni volta si commoveva .
    Col tempo, la rabbia, ha perso.
    Lasciando posto al perdono.
    Ed oggi, quasi ottantenne, anche alla preghiera.
    Ti auguro di ritrovare la serenità.
    Ti abbraccio forte, se vuoi.
    😘

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    1. spulidv ha detto:

      Si può perdonare la morte?

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      1. Emozioni ha detto:

        Solo la fede può aiutare.

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  8. elidalla ha detto:

    Caro ragazzo, scritto via blog forse non è il modo migliore Tuttavia ti abbraccio forte forte perché sei veramente in gamba. Scrivi ancora, mi piace la tua espressivita’. Sei potente. Buona vita!

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    1. spulidv ha detto:

      Grazie altrettanto!

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  9. amleta ha detto:

    I genitori che stanno insieme per “amore dei figli” e poi li uccidono così. Genitori in guerra da mattina a sera. Il matrimonio sacro. I figli distrutti dall’amore malato. Un quadretto che rispecchia la realtà di molte famiglie “normali”.

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    1. spulidv ha detto:

      Vedo che non si è capito bene cosa è successo, ne parlerò meglio nella prossima poesia

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  10. Giacomo Berghenti (Orme Svelate) ha detto:

    Le nostre ferite emotive sono spesso le aperture nella parte migliore e piu bella di noi…
    Molto bella spulidv

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