Il piacere guida le nostre azioni

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POTASSIUM CYANIDE (Robert Saller)

È noto che spesso le nostre azioni (e quelle degli animali) siano guidate da meccanismi di ricompensa. Se ci sarà un premio in termini di piacere in seguito ad un’azione tenderemo a ripeterla, anche all’infinito. Uno studio, condotto da ricercatori presso l’Istituto Zuckerman della Columbia University e l’Università della California a Berkeley, pubblicato su ScienceQuesta offre informazioni chiave su come l’attività cerebrale viene modellata e affinata mentre si impara a ripetere comportamenti che evocano una sensazione di piacere. I risultati indicano anche nuove strategie per il targeting di disturbi caratterizzati da comportamenti ripetitivi anormali, come la dipendenza e il disturbo ossessivo-compulsivo, o disturbo ossessivo compulsivo. Non è un segreto che noi proviamo piacere nel fare cose che ci piacciono, come giocare al nostro videogioco preferito, ma questi risultati rivelano che il cervello impara quali modelli di attività portano a sensazioni di benessere, e si rimodella per riprodurre in modo più efficiente questi modelli. Se gli schemi di attività del cervello sono in overdrive, come spesso accade per le persone con dipendenza o DOC, sarà possibile creare un programma per computer che possa aiutare a riqualificare il loro cervello e scalare questa attività? In studi precedenti, è stato sviluppato un paradigma cervello-macchina che mostra come i modelli di attività neurale che portano alla ricompensa si ripetano più spesso e si consolidino nel tempo, fornendo un quadro su come questi schemi di attività potrebbero guidare l’apprendimento nel cervello. Normalmente, fare qualcosa di divertente stimola i neuroni a rilasciare una sostanza chimica chiamata dopamina che provoca quella sensazione di benessere, evocando il desiderio di ripetere un’azione ancora e ancora. I videogiochi sono i primi esempi di questo. Quando muovi il controller di gioco esattamente nel modo giusto per guadagnare un punteggio elevato, il tuo cervello ricorda come ha eseguito quell’azione – quali neuroni vengono attivati, e in quale modello – così il tuo cervello può ricreare quella stessa mossa la prossima volta che giocare. Dopo ripetuti tentativi, il tuo cervello migliora nel ricreare quel tipo di attività neurale e tu inizi a sentirti sempre meglio mentre giochi. Quindi sorge la domanda: il cervello potrebbe essere addestrato ad apprendere il giusto modello di attività neurale normalmente coinvolta nell’esperienza di qualcosa di piacevole, e quindi riprodurre quel pattern a volontà per innescare un rilascio di dopamina? In una serie di esperimenti sui topi, i ricercatori hanno sviluppato un programma per computer che collegava l’attività neurale nel cervello degli animali alle note musicali, così che quando un gruppo di neuroni si accendeva, veniva riprodotta una corrispondente nota musicale. Diversi modelli di attività neurale hanno prodotto diverse combinazioni di note. E quando i modelli di attività neurale hanno innescato la giusta disposizione di note musicali (arbitrariamente determinate da un computer), gli scienziati hanno rilasciato manualmente la dopamina nel cervello degli animali. I topi impararono rapidamente quale disposizione musicale, quando suonata, provocava un rilascio di dopamina e la sensazione di benessere. I loro cervelli iniziarono quindi a ricablare se stessi per suonare quella canzone più spesso, innescando così il piacere della dopamina. In sostanza, i topi hanno imparato a ripetere lo stesso schema di attività cerebrale che era stato evocato in precedenza ascoltando quelle note musicali. Questi risultati sono un esempio lampante della legge di Thorndike – un principio di psicologia che da lungo tempo che afferma che le azioni che portano al rinforzo positivo si ripetono più frequentemente. Tuttavia, questi risultati rappresentano probabilmente la prima volta che questo principio è stato osservato direttamente nel cervello. Questa ricerca ha anche importanti implicazioni per lo sviluppo di neuroterapie avanzate, sistemi che potrebbero trattare le cause alla base dei disturbi cerebrali modificando i modelli di attività neurale del paziente. Ad esempio, è possibile immaginare che se gli schemi di attività di un cervello sono in overdrive, come spesso accade per le persone con dipendenza o DOC, si potrebbe creare un programma per computer che possa aiutare a riqualificare il loro cervello e diminuire questa attività.

Daniele Corbo

Bibliografia: Evidence for a neural law of effect. VIVEK R. ATHALYE, FERNANDO J. SANTOS, JOSE M. CARMENA, RUI M. COSTA. SCIENCE02 MAR 2018 : 1024-1029.

12 commenti Aggiungi il tuo

  1. Gloria ha detto:

    Già dal titolo sapevo che avrei letto un articolo commentando ogni frase con “è proprio vero!”. Molto interessante, Daniele!

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    1. Meno male che non ho deluso le tue aspettative, senza la “ricompensa” non avresti letto più i miei articoli😄😜 Grazie mille Gloria

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  2. B. ha detto:

    … Secondo il proverbio “con la dolcezza si ottiene tutto….”…. 😉

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    1. …anche il diabete…😂😜

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  3. Trutzy ha detto:

    Io ho studiato che secondo il Comportamentismo è possibile modificare il comportamento degli animali e delle persone fornendo o sottraendo qualcosa che provoca piacere o soddisfa un bisogno. Negli esempi classici si parla di campanelli, gabbiette con pulsantini per il cibo … non immaginavo che potessero essere utilizzati i videogiochi.

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    1. I videogiochi attivano gli stessi circuiti cerebrali. Questo, secondo me, è anche il motivo per cui tendono a dare dipendenza.

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  4. amleta ha detto:

    A volte però è Thanatos ad averla vinta. Negli ultimi tempi c’è infatti una contro tendenza, non so se tu sai, cioè persone che cercano il dolore puro, sicuro e non è un fatto riferito al piacere ma al senso di colpa eccessivo e ad un Super Io gigantesco e severo. Cercano punizioni sempre più dolorose per espiare colpe infantili, a volte credute terribili. Il piacere diventato droga per chi non ha stimoli nella vita. Il piacere che si compra insieme al dolore a suon di euro. Nuove professioni nascoste bene. Nuovi mestieri legati al piacere derivato dal dolore in un connubio indispensabile per certe persone. A volte gli esseri umani cercano proprio la morte fisica cercando certe pratiche estreme per il motivo che non sanno come riuscire a morire. Così uns cosa come il “breath control” è ricercatissima e ha causato spesso morti un pò ovunque.
    Chi ricerca il genitore cattivo, che punisce, che castra, diventa autodistruttivo fino all’estremo. Gli animali non fanno queste cose. Siamo tutti noi snaturati ormai.

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    1. Penso che tra la ricerca del piacere e quella del dolore il confine sia labile, in entrambi i casi non c’è amore per se, ma solo la ricerca disperata di una sensazione

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