La ricerca della felicità rende infelici?

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The gathering (Stefan Doru Moscu)

Cercare ostinatamente la felicità può avere degli inconvenienti, non lo affermo solo nella mia poesia, ma lo dice anche uno studio appena pubblicato sulla rivista Psychonomic Bulletin & Review, effettuato da un gruppo canadese e statunitense. Le persone generalmente amano sentirsi felici, ma raggiungere uno stato di felicità richiede tempo e fatica. I ricercatori hanno ora scoperto che le persone che perseguono la felicità spesso si sentono come se non avessero abbastanza tempo nel corso della giornata e ciò li rende paradossalmente infelici. I ricercatori hanno condotto quattro studi in cui hanno studiato come la ricerca della felicità e l’essere felici abbiano influenzato la percezione del tempo della gente. Perseguire la felicità ha portato i partecipanti a pensare al tempo come scarso. Negli studi, alcuni partecipanti sono stati istruiti a elencare le cose che li avrebbero resi più felici o hanno chiesto di provare a sentirsi felici mentre guardavano un film noioso sulla costruzione di ponti, dimostrando così la felicità come obiettivo perseguito. Gli altri partecipanti dovevano pensare alla felicità come a un obiettivo che avevano già raggiunto, raggiunto guardando una commedia (piuttosto che il film del ponte) o elencando elementi che mostravano che erano già felici. Successivamente, tutti i partecipanti hanno riferito di quanto tempo libero si sentivano di avere. Le scoperte principali dei ricercatori hanno mostrato che la percezione di una persona della scarsità di tempo è influenzata dalla ricerca della felicità (spesso irraggiungibile). I partecipanti che sostenevano di aver raggiunto l’obiettivo di essere felici in una certa misura avevano la sensazione che il tempo a loro disposizione fosse scarso. Il tempo sembra svanire nella ricerca della felicità, ma solo se visto come un obiettivo che richiede una continua ricerca. Questa scoperta aggiunge profondità al crescente corpo di lavoro, suggerendo che la ricerca della felicità può minare ironicamente il benessere. Secondo i ricercatori, i risultati suggeriscono che mentre la felicità può danneggiare le emozioni positive, non è necessariamente necessario farlo. Invece, se qualcuno crede di aver raggiunto la felicità, gli rimane il tempo di apprezzarlo, ad esempio mantenendo un diario di ringraziamento. La ricerca sottolinea inoltre che le persone hanno concetti diversi sulla felicità, che a loro volta possono influenzare il modo in cui percepiscono il tempo necessario per raggiungere la felicità. Perché impegnarsi in esperienze e assaporare i sentimenti associati richiede più tempo rispetto ad esempio, acquistare beni materiali, sentire la mancanza di tempo porta anche le persone a preferire i beni materiali piuttosto che godersi le esperienze di svago. Sentirsi pressati per il tempo spesso rende anche le persone meno disposte a trascorrere del tempo ad aiutare gli altri o il volontariato. Incoraggiando le persone a preoccuparsi meno di perseguire la felicità come obiettivo senza fine, gli interventi di successo potrebbero finire per dare loro più tempo e, a loro volta, più felicità. I ricercatori ritengono che, data l’influenza che la disponibilità di tempo ha sul processo decisionale e sul benessere delle persone, rimane essenziale capire quando, perché e come percepiscono e usano il loro tempo in modo diverso nella ricerca della felicità o altri obiettivi. Sembra che sia molto utile imparare a godere della felicità, quando viene e questo comportamento farà arrivare più facilmente ad altra felicità.

Daniele Corbo

Bibliografia: Kim, A. & Maglio, S.J. Psychon Bull Rev (2018). https://doi.org/10.3758/s13423-018-1436-7.

19 commenti Aggiungi il tuo

  1. Paroledipolvereblog ha detto:

    Anche secondo me💖

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  2. Ben ha detto:

    Come si può cercare qualcosa come la felicità? Quindi, se la si cerca, che cos’è la felicità? Qualcosa che si è nascosta? Ma se la felicità fosse sfuggevole, un’emozione, una sensazione che proviamo in un momento di inaspettato benessere, come potremmo passare il nostro tempo alla ricerca di… ? Forse che sia più appropriato – provare felicità? -, percepirla, quando arriva, sentirla giungere per goderne, e poi lasciarla andare, fino al prossimo – incontro -… perché la felicità, magari, è già dentro di noi, ci accompagna sempre, in ogni luogo, in ogni età, ed emerge quando è il momento di esserci, di farsi viva, di essere presente a noi, farci sentire felici… immaginare di essere costantemente felici, a caccia di una felicità raggiungibile quasi fosse un traguardo, mi sembrerebbe un tentativo di mascheramento e di finzione perché, nella nostra esistenza umana, c’è felicità, avendone coscienza, e c’è tutto il resto… avendone coscienza… come sempre, caro Daniele, mi domando, e domando a tutte le tue orme, perché in questa opportunità di interrogarmi, io mi sento crescere ogni volta… Buona giornata e grazie per la condivisione.

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    1. ed inoltre aggiungerei, caro Ben, che noi non possiamo prevedere cosa ci renderà felici e nell’ansia di ricercarla perdiamo anche il gusto della sorpresa per una felicità inaspettata… Hai scritto un commento così robusto ed appassionante che secondo me varrebbe la pena che tu ne facessi un post. Buona serata Ben!

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      1. Ben ha detto:

        Grazie Daniele. Ci proverò!!! L’idea… mi rende felice 🙂

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  3. Daniela ha detto:

    la felicità è fatta di attimi e ha mille sfaccettature, cercarla è impossibile, caso mai si dovrebbe migliorare il proprio quotidiano rallentando i ritmi e cercando di apprezzare cose che paiono scontate e non lo sono o scrutare meglio il proprio mondo e meravigliarsi di un particolare che non si era ancora colto…l’essenziale è essere predisposti a riceverla quando capita

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    1. Dici bene: nelle piccole cose risiede molto spesso il senso della vita e la felicità, ma per coglierle c’è bisogno di fermarsi all’ascolto di se stessi e del mondo. Ma troppe volte abbiamo la sensazione che dobbiamo correre senza sosta… Grazie per il tuo commento, Daniela! buona serata

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  4. Gloria ha detto:

    Bellissimo post, Daniele!

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    1. Grazie cara Gloria! mi fa piacere che ti sia piaciuto…buona serata😘

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    1. Grazie… è vero accade, ma bisogna avere l’anima libera per riconoscerla. Buona serata

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  5. Sara Provasi ha detto:

    Sono d’accordo! Se diventa una ricerca ossessiva è peggio… va “cercata” più che altro nel punto di vista in cui vedere le cose, che nelle cose stesse 🙂

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    1. Si, è proprio così. Cambiare la prospettiva può già di per sé donare tanto…Buona giornata😘

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      1. Sara Provasi ha detto:

        Già!! ^_^ Non tanto in termini di “felicità euforica”, che dura pochi attimi ed è imprevedibile, ma in termini di serenità generale, che secondo me è molto più importante (e appunto la ricerca ossessiva non ha effetti in questo senso)! 🙂
        Grazie, buona giornata anche a te! ^_^ :*

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      2. La penso esattamente come te!😊

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      3. Sara Provasi ha detto:

        Che bello!! Non è facile concordare su questi temi 😊

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