Migliorare la memoria degli anziani

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Charlelie (Norbert Waysberg)

Credo sia capitato a molti di incontrare qualcuno e riconoscere un volto noto, ma non ricordarne il nome, mentre l’altro si avvicina e con un sorriso ci saluta e ci rivolge tante domande come se ci conoscesse da sempre e poi, percependo il nostro imbarazzo, ci chiede con fare deluso: ma non ti ricordi di me?  Tra gli anziani, questo accade più spesso. I ricercatori di Baycrest hanno scoperto un nuovo metodo per risolvere questo problema attingendo a un cambiamento naturale della memoria durante l’invecchiamento. Il loro lavoro, che è stato recentemente pubblicato sulla rivista, Psychology and Aging, potrebbe essere incorporato in un’applicazione per smartphone come strumento di formazione della memoria accessibile. Tra le difficoltà di memoria che le persone segnalano quando invecchiano, avere difficoltà a ricordare i nomi delle persone può essere sconvolgente e stressante nelle situazioni sociali. Per evitare questo potenziale imbarazzo, un adulto più anziano può ritirarsi dalla socializzazione che può influire negativamente sulla salute del cervello. Gli studi precedenti di Baycrest hanno dimostrato che gli adulti più anziani raccolgono inconsapevolmente informazioni da ciò che li circonda, il che è legato al fatto che il loro cervello diventa meno efficiente, ma i giovani adulti non hanno la stessa tendenza.  Questa strategia ha sfruttato un cambiamento naturale che si verifica man mano che invecchiamo e lo usiamo per aumentare la memoria di informazioni significative per gli anziani. Durante lo studio, un gruppo di 57 giovani e anziani (di età compresa tra i 17 e i 23 anni e tra i 60 e gli 86 anni) hanno visto volti e nomi di 24 persone diverse e subito dopo sono stati testati sulla loro memoria. Ai partecipanti è stata quindi presentata un’altra serie di facce con testo sulla fronte, ma questa volta gli è stato detto di ignorare le informazioni scritte e premere un pulsante quando hanno visto la stessa faccia apparire due volte di seguito. Alcune delle stesse facce e nomi della prima attività sono stati mostrati di nuovo. Al termine, tutti sono stati testati sulla loro memoria per la seconda volta. In base ai risultati, gli adulti più anziani avevano una precisione migliore per i volti e i nomi mostrati due volte durante entrambi i compiti, nonostante gli fosse stato detto di ignorare il testo. Quando il nome è stato mostrato come una distrazione la seconda volta, gli anziani hanno usato questo per provare spontaneamente le informazioni apprese in precedenza. I giovani adulti non hanno visto gli stessi miglioramenti, il che è coerente con la ricerca precedente. I risultati mostrano che questo metodo potrebbe essere usato come una strategia di memoria efficace per aiutare gli anziani a ricordare i nomi delle persone che incontrano. Attraverso questo lavoro, si potrebbero sviluppare interventi di maggior successo per questa popolazione perché si basa sulle loro naturali capacità di elaborazione piuttosto che cercare di utilizzare le abilità impiegate dagli adulti più giovani. Il team sta esplorando se gli anziani che hanno un lieve declino cognitivo (una condizione che potrebbe svilupparsi in Alzheimer) potrebbero beneficiare di questa strategia. Questo lavoro potrebbe avere un potenziale maggiore oltre a potenziare la memoria per volti e nomi. Dal momento che gli anziani hanno più difficoltà a ricordare le relazioni tra elementi non correlati, con ulteriori test questi strumenti potrebbero migliorare questo tipo di memoria.

Daniele Corbo

Bibliografia: Leveraging older adults’ susceptibility to distraction to improve memory for face-name associations. Biss, Renée K.,Rowe, Gillian,Weeks, Jennifer C.,Hasher, Lynn,Murphy, Kelly J. Psychology and Aging, Vol 33(1), Feb 2018, 158-164.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. B. ha detto:

    Credo che più ci affidiamo alle applicazioni per smartphone e meno smart diventiamo noi… just an opinion… 😉

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    1. Questo lo penso anch’io, fin quando la mente riesce, è bene che si sforzi. Diverso è se già c’è un problema e l’applicazione può curarlo…

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      1. B. ha detto:

        D’accordo!

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  2. Le perle di R. ha detto:

    Io, mi concentro solo sui volti della gente che incontro per le prime volte ed anche se il nome mi viene detto la mia memoria, pare, ignorarlo: in pratica finisco per ricordare il volto ma non il nome.

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    1. eppure a volte è importante sentirsi chiamare per nome…prova ad utilizzare qualche strategia di associazione mentale per impararli. Buona serata

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