Fare una buona impressione con un “ciao”

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Whispers (Andrea Castro)

Esistono alcune persone che solamente nel salutare innescano nell’interlocutore delle reazioni positive che li rendono bendisposti verso quella persona. Adesso questo “superpotere” è disponibile per tutti, in quanto dei ricercatori del CNRS, dell’ENS e dell’università di Marsiglia hanno stabilito un metodo sperimentale che svela il filtro, cioè la rappresentazione mentale, che usiamo per giudicare le persone quando le sentiamo dire una parola semplice come “buongiorno”. Qual è l’intonazione ideale per creare subito fiducia nell’ascoltatore? Questo metodo è già utilizzato da questi ricercatori a scopi clinici, con sopravvissuti all’ictus, e apre nuove porte per lo studio della percezione del linguaggio. I risultati del team sono pubblicati in PNAS. Quando le persone che incontri per la prima volta ti salutano, ti colpiscono come amichevoli o ostili? I giudizi linguistici e sociali che facciamo quando ascoltiamo il parlato sono basati sull’intonazione. Proprio come abbiamo un’immagine mentale di come appare una mela – rotonda, verde o rossa, con una radice, ecc. – formiamo rappresentazioni mentali delle personalità degli altri in base alle qualità acustiche delle loro voci. Per la prima volta, i ricercatori sono riusciti a modellare visivamente queste rappresentazioni mentali e confrontare quelle di individui diversi. Per fare questo, hanno sviluppato un programma a computer per la manipolazione vocale chiamato CLEESE. Questo software può prendere la registrazione di una singola parola e generare in modo casuale migliaia di altre pronunce, varianti che sono tutte realistiche ma ognuna unica nella sua melodia, una sorta di filtro sulla registrazione originale. Quindi, analizzando le risposte dei partecipanti durante l’ascolto di queste diverse pronunce, i ricercatori sono stati in grado di determinare sperimentalmente quale intonazione fa sembrare un saluto sincero. Per suonare tale, un madrelingua francese deve pronunciare bonjour (francese per “ciao”) con un tono discendente, ponendo l’accento sulla seconda sillaba. Mentre, per ispirare fiducia, il tono deve alzarsi rapidamente alla fine della parola. Utilizzando questo software, il team è quindi in grado di visualizzare il “codice” che le persone usano per giudicare gli altri dalle loro voci, e ha dimostrato che lo stesso codice si applica indipendentemente dal sesso dell’ascoltatore o dell’oratore. Questo metodo di indagine potrebbe essere usato rispondere a molte altre domande nel campo della percezione del linguaggio. Ad esempio, come si presentano questi risultati a livello di frase? E le rappresentazioni mentali variano con la lingua parlata? Può anche servire a capire come le emozioni sono rappresentate da individui autistici. I membri del team hanno già trovato un’applicazione clinica per il programma: studiare come le parole sono interpretate dai sopravvissuti a un ictus, un evento che può alterare il modo in cui percepiscono l’intonazione vocale. Sia per scopi di monitoraggio medico o di diagnosi, i ricercatori vorrebbero utilizzare il loro metodo per rilevare anomalie nella percezione del linguaggio e possibilmente renderlo uno strumento per la riabilitazione del paziente. Inoltre lo studio dell’intonazione corretta sarebbe fondamentale anche per psicoterapeuti e caregivers di chi soffre di disagio psichico, in quanto ispirare fiducia è fondamentale per entrare in relazione con queste persone.

Daniele Corbo

Bibliografia:“Cracking the social code of speech prosody using reverse correlation” by Emmanuel Ponsot, Juan José Burred, Pascal Belin and Jean-Julien Aucouturier in PNAS. Published March 26 2018.

28 commenti Aggiungi il tuo

  1. - ElyGioia - ha detto:

    Chissà se un giorno si potrà pure ben distinguere l’intonazione di uno scritto , e tutte le sue forme nascoste .
    Una buona giornata

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    1. haikuspot ha detto:

      Credo che la vera domanda sia “COME” e non “SE si può”. Basta prendere un libro di buon livello per sentire in automatico il tono, il problema è riuscire a misurare cosa ci fa percepire, ad esempio, che una frase è detta in modo allegro o rabbioso ancor prima che lo specifichi l’autore.

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      1. Ma la scrittura è letta nella mente per cui subisce il filtro del tuo cervello e della tua voce mentale che potrebbe condizionare il messaggio del testo letto… Secondo me non è questione banale!

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      2. haikuspot ha detto:

        Però sarebbe figo trovare una buona risposta XD

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      3. Non disperare, ci si arriverà 😉

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    2. Credo ci siano studi che analizzano il linguaggio nella forma scritta e l’impatto che ha su chi lo legge…

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    1. Al di là del titolo che è un po’ iperbolico, il contenuto dell’esperimento è interessante e molto credibile, in quanto la risposta cerebrale non è basata solamente sulla sfera cognitiva dei contenuti, ma molto fa anche il suono. Per cui modulare la propria voce per trasmette un messaggio è qualcosa di sensato

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      1. ciliegina ha detto:

        Allora devo andare a lezione di voce, 😬

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      2. Non esagerare adesso 😁

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      3. ciliegina ha detto:

        Io ho sempre un tono da maestrina!

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      4. Allora non stavi esagerando… 😬😬

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      5. ciliegina ha detto:

        Eh infatti 😄😁

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  2. haikuspot ha detto:

    Molto interessante! A prescindere, comunque, io vedo sulla base di tutto un discorso culturale. Mi pare che il saluto abbia la funzione pratica di dimostrare o meno la nostra ostilità e quanto siamo disponibili a un contatto. Alcuni fattori sono “umani”, altri puramente culturali… Ad esempio un magrebino che tiene un tono di voce più alto e tende a parlare a una distanza più corta verrà percepito da noi quantomeno come “eccessivamente entrante”.

    Insomma, giusto mix di chimica, prossemica e cultura?

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    1. Anche poi il nostro stato d’animo influenza il messaggio: ciao detto alla persona amata non avrà lo stesso tono della medesima parola detta ad un conoscente…

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  3. Ben ha detto:

    E’ una cosa che ho sperimentato moltissime volte, nella mia esperienza, il modo con cui parlo con i ragazzi, il tono della mia voce, le parole che scelgo di usare, la velocità (il ritmo) con cui mi esprimo, trovo che tutto sia funzionale alle relazioni che riesco ad instaurare, le modalità con cui attraverso il linguaggio ci si esprime possono veramente venirci incontro, in una relazione – di supporto – proprio come in un legame affettivo, insomma, la comunicazione nasconde un mondo infinito di possibilità. Dal Trasmettere al comunicare; mi viene in mente questo saggio letto ai tempi dell’Università. Per non parlare del silenzio, della parola – non detta – o detta altrimenti, grazie al resto del nostro corpo. Ho notato, che mi permette di provare empatia, di – entrare in contatto -, costruttivo nel primo approccio ma anche per ogni successivo passo comunicativo. Ho cominciato a farci caso soprattutto quando ho iniziato a lavorare con i ragazzi che, apparentemente o per diagnosi, sembravano o avevano deficit proprio a livello linguistico/fonetico/simbolico, talvolta mi capita che i genitori o i colleghi mi chiedano come riesco ad avvicinarmi con una certa – immediatezza -, ma io non faccio veramente niente di speciale, il mio suggerimento, è semplicemente quello di—restare in ascolto, e questo vuol dire per me, primariamente, – rimanere in ascolto di noi stessi -, perché, attraverso un uso consapevole della nostra voce e del nostro linguaggio, possiamo fare la differenza, e questo avviene in entrambe le direzioni, nel bene e nel male… come sempre. Sottolineo ancora una volta l’importanza del non verbale perché per me è fondamentale…
    Buona giornata Daniele, a te e a tutte le Orme Svelate. Grazie per questa nuova riflessione che mi hai permesso di condividere quest’oggi… Ciao!

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    1. Restare in ascolto è fondamentale per entrare in relazione, soprattutto con le persone più sensibili. Ma per fare questo bisogna spostare il baricentro da se stessi verso l’altro. Facendo così credo che gesti, tono di voce e silenzi possano uscire da noi spontaneamente nel modo giusto per creare un legame con l’interlocutore. Grazie a te Ben per i tuoi contributi, sempre preziosi. Buon pomeriggio

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    1. Si, sono in empatia con te! 😉😂😁

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  4. Rain ha detto:

    La mia intonazione suona tipo “ti saluto giusto perchè ti ho davanti, quando te ne vai?”… questo spiega molte cose! XD

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    1. 😂Direi che non fai una buona impressione…

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      1. haikuspot ha detto:

        E invece è perfetta (per la sua funzione) XD

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      2. Rain ha detto:

        Direi che non ci tengo troppo a farla…

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      3. pensandoci non credo sia del tutto vero…

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      4. Rain ha detto:

        Credi male…

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