Gli eventi drammatici accelerano l’invecchiamento cerebrale

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Darkness (Marek Hospodarsky)

Conflitto, morte in famiglia, difficoltà finanziarie e seri problemi di salute sono tutti fattori associati ad un invecchiamento fisico accelerato. In un nuovo studio, i ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università della California di San Diego hanno scoperto che tali eventi fatali della vita negativi – o FLE – sembrano anche accelerare specificamente l’invecchiamento nel cervello. Il gruppo di ricerca, in uno studio pubblicato sulla rivista Neurobiology of Aging, ha rilevato che i maggiori eventi della vita, come il divorzio, la separazione, l’aborto o la morte di un familiare o di un amico, possono accelerare sensibilmente l’invecchiamento nel cervello degli uomini più anziani, anche controllando fattori quali il rischio cardiovascolare, il consumo di alcol, l’etnia e lo stato socioeconomico, che sono tutti associati al rischio di invecchiamento. Nello specifico, hanno scoperto che in media un FLE era associato ad un aumento della differenza di età del cervello (PBAD) prevista di 0,37 anni. In altre parole, un singolo evento avverso ha indotto il cervello ad apparire fisiologicamente più anziano di circa un terzo di un anno rispetto all’età cronologica della persona, basata sulla risonanza magnetica (MRI). I ricercatori hanno studiato 359 uomini, di età compresa tra 57 e 66 anni, che hanno partecipato al Vietnam Era Twin Study of Aging (VETSA). I ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di calcolare un elenco di eventi che hanno cambiato la vita negli ultimi due anni, che sono stati confrontati con una misura simile raccolta cinque anni prima quando si sono uniti a VETSA. Le risonanze magnetiche hanno valutato gli aspetti fisiologici del cervello, come il volume e lo spessore corticale – una misura della corteccia cerebrale o dello strato esterno del cervello legato alla coscienza, alla memoria, all’attenzione, al pensiero e ad altri elementi chiave della cognizione. Queste misurazioni neuroanatomiche sono state quindi analizzate utilizzando un software avanzato per prevedere l’età cerebrale. Avere più FLE nella mezza età, in particolare per quanto riguarda il divorzio/separazione o la morte di una famigliare, era associato all’invecchiamento cerebrale previsto. L’esposizione allo stress cronico è stata a lungo associata ad agenti atmosferici biologici e invecchiamento precoce, collegati, ad esempio, al danno ossidativo e mitocondriale nelle cellule, alla risposta compromessa del sistema immunitario e ai cambiamenti genomici. Gli autori dello studio hanno affermato che le loro scoperte forniscono un possibile collegamento tra invecchiamento molecolare e cambiamenti della struttura cerebrale in risposta a eventi di vita stressanti. Si noti che lo studio era un’istantanea di una ristretta area demografica: maschi più anziani, prevalentemente bianchi. Non è noto se femmine o altre etnie mostrerebbero risultati simili. Gli autori hanno affermato che sono necessari ulteriori studi più ampi che coinvolgono un numero maggiore e più diversificato di partecipanti per convalidare ulteriormente i loro risultati. Ma suggeriscono che l’uso di strumenti per predire l’età cerebrale potrebbe essere clinicamente utile nell’aiutare i pazienti a capire la loro salute cerebrale rispetto alla loro età e negli studi clinici dove potrebbe migliorare la progettazione dello studio e il reclutamento.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Effects of lesions in different nuclei of the amygdala on conditioned taste aversion” by Sean N. Hatton’Correspondence information about the author Sean N. Hatton, Carol E. Franz, Jeremy A. Elman, Matthew S. Panizzon, Donald J. Hagler Jr., Christine Fennema-Notestine, Lisa T. Eyler, Linda K. McEvoy, Michael J. Lyons, Anders M. Dale, and William S. Kremen in Neurobiology of Aging. Published March 8 2018.

14 commenti Aggiungi il tuo

  1. Maria ha detto:

    Forse per questo chi ha sofferto molto, nonostante la sua giovane età, appare mentalmente molto più profondo? Come pure, è anche vero che non tutti fanno, del proprio dolore, una lezione… anzi, c’è anche chi, a causa di troppa sofferenza, diventa amaro verso il prossimo e non riesce più ad amare la vita

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    1. Il discorso che fai tu è più riferito ad un’intelligenza emotiva più o meno sviluppata. L’articolo parla di un deterioramento cerebrale che porterà con più probabilità ad una malattia neurodegenerativa

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      1. Maria ha detto:

        Ho capito

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      2. Grazie sempre per i tuoi commenti 😊

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      3. Maria ha detto:

        È un piacere! Articoli spesso interessanti ☺

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  2. Rain ha detto:

    Gli eventi drammatici, o forti in generale? E’ stato analizzato questo aspetto? Perchè credo sia un discorso più generale… qualsiasi cosa di forte impatto implica un lavoro extra nel cervello, che poi conseguentemente lo muta e lo evolve

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    1. Gli eventi drammatici in quanto producono stress che è veleno per il cervello

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      1. Rain ha detto:

        Ma non credi che qualsiasi evento forte produca stress?

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      2. No! una persona ansiosa tende a vivere tutto come un evento stressante, altrimenti non è così

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      3. Rain ha detto:

        Io credo però che un evento forte, positivo o negativo, provochi comunque uno strappo in chiunque… no?

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      4. No, dipende dalla tipologia di persona

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  3. - ElyGioia - ha detto:

    Lo stress “invecchia” ..l’amore fa “ringiovanire” ..meditiamo bene su come viviamo la nostra vita ed a cosa diamo più importanza.. Perché ogni nostra scelta determina il nostro futuro..soprattutto quello interiore..
    Grazie per questi post

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    1. Grazie a te! ogni nostra scelta condiziona la nostra vita, in cui troppo spesso vediamo solamente il caso, ma in realtà c’è continuità con le nostre decisioni. Buona domenica

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  4. - ElyGioia - ha detto:

    Concordo pienamente.. Buona domenica anche a te

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