La dipendenza digitale rende depressi, soli ed ansiosi

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No title (Paulina Grobelny)

Gli smartphone sono parte integrante della vita di molte persone, permettendoci di rimanere sempre connessi e informati. Il rovescio della medaglia di questa convenienza è che molti di noi sono anche dipendenti dai continui trilli, rintocchi, vibrazioni e altri avvisi provenienti dai nostri dispositivi, incapaci di ignorare nuove e-mail, testi e immagini. Un nuovo studio pubblicato su NeuroRegulation, sostiene che l’abuso di smartphone è come qualsiasi altro tipo di abuso di sostanze. La dipendenza comportamentale dall’uso di smartphone inizia a formare connessioni neurologiche nel cervello in modo simile a come viene vissuta la dipendenza da oppioidi dalle persone che assumono Oxycontin per alleviare il dolore – gradualmente la dipendenza dalla tecnologia dei social media potrebbe effettivamente avere un effetto negativo sulla connessione sociale. In un sondaggio condotto su 135 studenti dello stato di San Francisco, i ricercatori hanno scoperto che gli studenti che utilizzavano di più I loro telefoni erano quelli con i maggiori livelli di isolamento, solitudine, depressione e ansia. Ritengono che la solitudine sia in parte una conseguenza della sostituzione dell’interazione faccia a faccia con una forma di comunicazione in cui il linguaggio del corpo e altri segnali non possono essere interpretati. Hanno anche scoperto che quegli stessi studenti quasi costantemente multitasking mentre studiavano, guardavano altri media, mangiavano o frequentavano le lezioni. Questa costante attività consente poco tempo per il corpo e la mente di rilassarsi e rigenerarsi e si traduce anche in “semi-tasking”, in cui le persone svolgono due o più attività contemporaneamente – ma rendendo la metà se invece fossero focalizzati su un compito alla volta. La dipendenza digitale non è colpa nostra ma è il risultato del desiderio dell’industria tech di aumentare i profitti aziendali. Più occhi, più clic, più soldi. Le notifiche push, le vibrazioni e altri avvisi sui nostri telefoni e computer ci fanno sentire obbligati a guardarli attivando gli stessi percorsi neuronali nel nostro cervello che una volta ci avvisavano di un pericolo imminente, come un attacco di una tigre o di un altro grande predatore. Ma ora siamo dirottati dagli stessi meccanismi che una volta ci proteggevano e ci permettevano di sopravvivere – per le informazioni più banali. Ma proprio come possiamo provare a mangiare meno zucchero ad esempio, dobbiamo allenarci ad essere meno dipendenti dai nostri telefoni e computer. Il primo passo è riconoscere che le aziende tecnologiche stanno manipolando le nostre innate risposte biologiche al pericolo. Bisogna disattivare le notifiche push, rispondendo solo alle e-mail e ai social media in momenti specifici e in periodi di programmazione senza interruzioni per concentrarsi su attività importanti. Adottando misure proattive per cambiare i modelli di utilizzo della tecnologia, come scegliere di parlare con gli amici di persona e non tramite chat: magari ci si può incontrare e mettere il telefono sul tavolo ed il primo che lo guarda offre da bere! Dobbiamo diventare creativi e approcciare la tecnologia in un modo diverso che integra ancora le competenze di cui abbiamo bisogno ma non toglie l’esperienza della vita reale.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Digital Addiction: Increased Loneliness, Anxiety, and Depression” by Erik Peper and Richard Harvey in NeuroRegulation. Published February 27 2018.

27 commenti Aggiungi il tuo

  1. Maria ha detto:

    Non si può che essere d’accordo con quanto scritto 👍

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    1. Grazie, purtroppo sta diventando un problema importante…

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  2. Le perle di R. ha detto:

    Io odio essere interrotta dal suono del cellulare, difatti il più delle volte non rispondo neppure alle chiamate. E non sono capace di fare più cose contemporaneamente perché mi accorgo che non riesco a concentrarmi davvero su nessuna. Direi che sono proprio la “disagiata” di questa società 😛

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    1. Sei io futuro e la speranza di questa società 😉

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      1. Le perle di R. ha detto:

        Grazie per questo grande complimento, se così si può definire 😊

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  3. mariluf ha detto:

    Ha le stesse caratteristiche delle altre dipendenze… Spero che gli studi su questo argomento proseguano, per il bene delle generazioni future. Grazie sempre per i tuoi articoli!

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    1. Stanno proseguendo, le neuroscienze sono molto attente al tema…Grazie a te per i tuoi commenti!

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  4. luisa zambrotta ha detto:

    Mi piace molto quello che hai scritto, che mi trova totalmente d’accordo!

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    1. Grazie Luisa, è confortante sapere che sei d’accordo… Buona serata

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  5. Enri1968 ha detto:

    Sottoscrivo il tuo post. Zombie digitali?😊

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    1. Grazie… Vittime della tecnologia usata nel modo sbagliato…

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  6. Quanta verità. Motivo numero uno per aver disattivato i social. Ho visto che leggo molto di più. Ora sono una mossa bianca isolata perché fuori dal giro. Buona parte delle persone non mi hanno chiesto i motivi per li avessi disattivati, ma perché li avessi bloccati.

    😅

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    1. Io sono sempre stato a-social, ma da quando ho creato Orme Svelate sono intrappolato in questa rete virtuale che mi toglie tanto tempo, ma un’associazione viva ed utile, come ci proponiamo di essere noi, che vuole informare deve avere molti canali di comunicazione, spero che col tempo avrò dei collaboratori che mi sostituiranno e saranno sicuramente più bravi di me…a me piace guardare le persone negli occhi!

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      1. Esatto.
        Il blog è impegnativo più di un altro social perché il contenuto è solo tuo. Scrivere è pesante e amplifica il disagio e la dissociazione. Se poi esci fuori e ti ritrovi nelle stesse condizioni, al pari di chi ha prodotto una condivisione senza qualità, diventa frustranti!

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  7. Ok, non riesco a modificare il commento. Ci sono degli errori dovuti al correttore automatico del telefonino, scusami.😅

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    1. come capita a tutti…la prossima volta non ti preoccupare di specificarlo, lo so! buona giornata, cara

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  8. vikibaum ha detto:

    assolutamente sì, per questo, almeno che non debba essere presente per lavoro, lo spengo spesso, a tavola per es. ed esigo lo stasso anche per chi è con me…buondì daniele

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    1. Fai benissimo, sto pensando anche io di arrivare ad una soluzione del genere. Ciao Viki😘

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      1. vikibaum ha detto:

        ciao daniel….

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  9. Barbara ha detto:

    Ho scritto in proposito all’abuso di smartphone e del digitale parecchie volte anche io e concordo sul fatto che stia diventando un vero problema che porta all’incapacità di vivere nel reale. Fortunatamente sono nata e vissuta per una buona quantità di anni in assenza della rete e pertanto so come farne a meno ma vedi mia figlia che appena si stacca dal cellulare si annoia e lo trovo inquietante. Dovremmo veramente disintossicarci da questo mondo e ritrovare ciò che di bello ha il mondo fuori!

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    1. È veramente inquietante questa nuova forma di dipendenza, è fondamentale che i genitori, come hai fatto tu, si rendano conto che bisogna intervenire.

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  10. Elenia Rizza ha detto:

    Concordo con quanto hai scritto, anchi’io ho espresso un pensiero simile nella Pensata numero 4 sulla mia pagina! temo che andando avanti di questo passo non saremo più capaci o comunque si faticherà sempre più a conoscere le persone “come si faceva una volta”, ossia tradizionalmente, incontrandosi e parlando. Ormai si parte sempre da una base di partenza, che è quella spiattellata sui social, e che simula una parvenza di conoscenza, quando spesso è solo fumo e di concreto c’è ben poco…

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    1. Hai ragione, infatti bisognerebbe provare ad avere sempre la mente vuota da ogni forma di preconcetto altrimenti si rischia di non conoscere mai niente e nessuno a fondo e quindi non entrarci mai in relazione.

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