Avere un pubblico migliora le prestazioni

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Audience 3 (karen lynn)

Spesso le persone pensano che esibirsi di fronte agli altri li farà confondere, ma un nuovo studio condotto da un neuroscienziato della Johns Hopkins University ha trovato il contrario: essere osservati fa sì che le persone facciano meglio. Quando le persone sanno di essere osservate, parti del cervello associate alla consapevolezza e alla ricompensa sociale rinvigoriscono una parte del cervello che controlla le capacità motorie, migliorando le loro prestazioni in compiti specializzati. I risultati, pubblicati sulla rivista Social Cognitive and Affective Neuroscience, potrebbero aiutare le persone a diventare più efficaci sul posto di lavoro e a scuola. Un pubblico può servire come ulteriore incentivo. Questo progetto nasce inizialmente per indagare su come la performance soffra sotto l’osservazione sociale. Ma divenne subito chiaro che in certe situazioni, avere un pubblico stimolava le persone a fare meglio, allo stesso modo in cui avrebbero fatto se fossero stati in gioco dei soldi. Precedenti studi hanno dimostrato che quando le persone vengono osservate, è presente attività cerebrale in aree del cervello note per pensare agli altri, anche se le persone non stanno facendo nulla che altri possano giudicare. Ma i ricercatori non avevano testato fino a che punto, se mai, le persone di fronte a un pubblico avrebbero potuto lavorare più duramente alla ricerca di una ricompensa, o cosa succederà nel cervello durante questo tipo di situazione sociale. L’esperimento, tenutosi al California Institute of Technology, era rivolto a 20 partecipanti che dovevano eseguire un compito e sono stati pagati una piccola somma di denaro in base al loro livello. Il compito era un videogioco simile a Wii o Xbox Kinect. I partecipanti hanno eseguito il compito sia di fronte a un pubblico che senza essere guardati da nessuno. La loro attività cerebrale è stata monitorata con la risonanza magnetica funzionale. Quando i partecipanti sapevano che un pubblico stava guardando, una parte della corteccia prefrontale associata alla cognizione sociale, in particolare i pensieri e le intenzioni degli altri, si attivava insieme a un’altra parte della corteccia associata alla ricompensa. Insieme questi segnali hanno innescato l’attività nello striato ventrale, un’area del cervello che motiva l’azione e le capacità motorie. In sostanza, la presenza di un pubblico, almeno piccolo, ha aumentato l’incentivazione delle persone a comportarsi bene, e le scansioni cerebrali hanno convalidato questo mostrando il meccanismo neurale con cui accade. Mentre la gente guardava, i partecipanti erano in media del 5% migliori al videogioco e addirittura il 20% migliore. Ma se il pubblico fosse molto più grande e la posta in gioco più alta, i risultati avrebbero potuto andare dall’altra parte. Qui, le persone con ansia sociale tendevano a comportarsi meglio, ma ad un certo punto, la dimensione del pubblico potrebbe aumentare le dimensioni dell’ansia. Ma questo deve essere ancora studiato.

 

Daniele Corbo

Bibliografia: “Neural substrates of social facilitation effects on incentive-based performance” by Vikram S Chib, Ryo Adachi, and John P O’Doherty in Social Cognitive and Affective Neuroscience. Published April 10 2018 .

22 commenti Aggiungi il tuo

  1. Le perle di R. ha detto:

    Io sento di fare meglio quando sono sola, che davanti ad uno o più osservatori.

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      1. Le perle di R. ha detto:

        Sì, lo sono

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      2. …ed infatti lo accennavo nell’articolo che probabilmente ciò che era stato studiato non valeva per le persone ansiose…

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      3. Le perle di R. ha detto:

        Sì, ho notato

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      4. spero che tu possa imparare a gestirla meglio un giorno…

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      5. Le perle di R. ha detto:

        Con la maturità s’impara quindi, credo, di avere già fatto dei miglioramenti. 😉 Ma ti ringrazio per l’augurio 😊

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      6. Ne sono certo… Ma è sempre meglio continuare a migliorare! 😊

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      7. Le perle di R. ha detto:

        Certamente 🙂 senza la voglia e l’impegno di migliorarsi nulla potrà realizzarsi

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  2. Dora Millaci ha detto:

    Sempre molto interessanti questi articoli, grazie!!!

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      1. Dora Millaci ha detto:

        Figurati, grazie a te che ce li proponi ^_^

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  3. Sara Provasi ha detto:

    Io sono a disagio nei contesti pubblici dove non mi trovo già bene di mio, per esempio se sono in un gruppo di persone chiassose… invece in ciò che mi piace fare sono a mio agio, come a volte che ho fatto delle letture di poesie, e anche a scuola ricordo che studiavo pochissimo e improvvisavo molto bene nelle interrogazioni 😀

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  4. luisa zambrotta ha detto:

    Come sempre ho scoperto qualcosa di nuovo!
    Grazie Daniele

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    1. Grazie a te, cara Luisa! Questo studio è veramente interessante

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  5. quasibiancaneve ha detto:

    La mia timidezza (che qualcuno mi ha detto essere una forma diversa di egocentrismo…) soprattutto nell’adolescenza mi ha portato a temere e a rifuggire qualsiasi tipo di pubblico.
    Ora va meglio, ma mica tanto. 🙂
    È un articolo interessante, grazie.

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    1. Grazie a te per la tua condivisione… Sarebbe importante capire davvero dove nasce la tua timidezza…

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  6. fulvialuna1 ha detto:

    Lo farò leggere a mia figlia….teme il pubblico 😀

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    1. magari così imparerebbe ad apprezzarlo!😀

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