Come leggere cambia il modo di pensare

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Yo te pienso (Alma Hoffmann)

Leggere e scrivere è qualcosa che molti di noi danno per scontato. Afferrare una penna per buttare giù qualcosa o utilizzare il nostro smartphone per leggere o rispondere ad un messaggio di testo o e-mail è qualcosa a cui non diamo nemmeno un attimo di riflessione. Leggere e scrivere, tuttavia, sono abilità straordinariamente complesse – per leggere e scrivere, il cervello deve coordinare numerose funzioni percettive e cognitive. Questi includono, per esempio, le abilità visive di base, la percezione fonologica, la memoria a lungo termine e la memoria di lavoro. Ecco perché ci vogliono anni di pratica per leggere e scrivere per diventare così profondamente radicati da essere senza sforzo. Imparare a leggere e scrivere a sua volta modifica la struttura e la funzione del cervello. La ricerca in questo settore si concentra su due domande fondamentali. Quali condizioni devono essere in atto per noi per essere in grado di imparare a leggere e scrivere? In che modo questa complessa abilità influisce sulla nostra percezione e cognizione? Per rispondere a queste domande, i confronti sono particolarmente utili: ad esempio, guardando le differenze tra adulti buoni lettori e coloro che non hanno mai imparato a leggere; o la differenza tra i bambini che imparano a leggere facilmente e i bambini che hanno più difficoltà con questo, o possono avere dislessia. Nel caso della dislessia in particolare, è spesso difficile distinguere se i deficit associati sono causali o se si verificano perché i lettori di età comparabile hanno allenato queste abilità cognitive attraverso la lettura. Alcuni anni fa, ricercatori dell’Università di Bruxelles hanno stabilito che la lettura migliora significativamente la consapevolezza fonologica (la capacità di riconoscere specifiche strutture sonore di una lingua). Le persone con dislessia spesso trovano difficile distinguere queste strutture. Questo potrebbe essere solo un effetto collaterale, piuttosto che la causa, delle difficoltà di lettura. Sono stati identificati altri effetti caratteristici della dislessia, ma si osservano anche nelle persone analfabete. Questi includono la percezione delle categorie, la memoria verbale a breve termine, la capacità di ripetere parole e la capacità di denominare rapidamente immagini, colori e simboli o di prevedere come potrebbero continuare le frasi pronunciate. Qui di nuovo i ricercatori interpretano questi deficit come il risultato dell’analfabetismo o della scarsa capacità di lettura piuttosto che della loro causa. Il confronto tra individui analfabeti e lettori adulti mette in evidenza ripetutamente quanto l’apprendimento di leggere cambia il nostro cervello. Secondo uno studio di ricercatori francesi e spagnoli, le persone che sono incapaci o appena in grado di leggere non trovano più difficile analizzare sequenze di lettere, ma hanno sequenze di elaborazione di immagini simili. Un ulteriore studio in Portogallo ha rilevato che anche le persone analfabete trovano più difficile distinguere come un oggetto sia orientato nello spazio – per esempio, un martello raffigurato in diagonale, dove la testa e l’impugnatura possono puntare in varie direzioni. I lettori abituali possono solo intuire gli svantaggi affrontati da coloro che non hanno mai avuto la possibilità di imparare a leggere e scrivere. Un’area a cui è stata prestata poca attenzione sono i test cognitivi utilizzati dai medici per diagnosticare la demenza in stadio precoce negli anziani. Questi test sono pensati per persone che sono alfabetizzate. Le abilità che testano sono spesso allenate leggendo e scrivendo, e i risultati di questi test sono probabilmente distorti di conseguenza se impiegati su individui analfabeti. In Europa, ci sono ancora numerose persone anziane in particolare che non sono in grado di leggere e scrivere. Secondo i dati dell’UNESCO, a livello globale il numero di persone che sono analfabete rimane al 15%. Non sono solo gli analfabeti stessi a essere influenzati da questo, ma l’intera umanità. Gli effetti dell’alfabetizzazione non finiscono quando i bambini hanno imparato a leggere, ma ha effetti profondi e duraturi sulla loro cognizione e conoscenza. La capacità di leggere e scrivere è essenziale per la capacità di analizzare problemi complessi e per il flusso di idee e pensiero critico. Facilita il dibattito pubblico informato e un processo decisionale collettivo sensato. Più persone sono alfabetizzate, meglio sono in grado di esercitare il controllo sugli affari pubblici e di contribuire a un governo genuinamente democratico.

Daniele Corbo

Bibliografia: “The culturally co-opted brain: How literacy affects the human mind” by Huettig, F., Kolinsky, R., & Lachmann, T. in Language. Cognition and Neuroscience. Published April 2018.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Le perle di R. ha detto:

    Finisce sempre per essere tutto una questione di interesse governativo: che amarezza.

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    1. È anche di interesse sociale…

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      1. Le perle di R. ha detto:

        Certo, mi riferivo al fatto che spesso, i governi, alimentano tali problematiche a loro vantaggio

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      2. Si è vero, purtroppo un po’ tutto spesso viene strumentalizzato e distorto per interessi privati che poco hanno a che fare col bene disinteressato…

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  2. Evaporata ha detto:

    Sì, è vero, però poi arrivano i media di tutti i settori a manipolare i cervelli.

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    1. Infatti sarebbe meglio evitarli…

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