L’egoismo rende il cervello pigro

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Heroic Future (Thomas Nagel)

Alcune persone sono preoccupate per le conseguenze future dei cambiamenti climatici, mentre altri le considerano troppo remote per avere un impatto sul loro benessere. I ricercatori dell’Università di Ginevra (UNIGE), Svizzera, hanno esaminato come queste differenze si riflettano nel nostro cervello. Con l’aiuto della neuroimaging, gli scienziati hanno scoperto che le persone ritenute “egoiste” non usano l’area del cervello che ci consente di guardare e immaginare il futuro lontano. Negli individui “altruisti”, d’altra parte, la stessa area è molto attiva. I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista Cognitive, Affective & Behaviour Neuroscience, possono aiutare gli psicologi a escogitare esercizi che mettono a disposizione questa specifica area del cervello. Questi potrebbero essere utilizzati per migliorare la capacità delle persone di proiettarsi nel futuro e aumentare la loro consapevolezza, ad esempio, degli effetti dei cambiamenti climatici. Le preoccupazioni vissute dagli esseri umani sono basate sui loro valori, che determinano se gli individui danno la priorità al loro benessere personale o si mettono sullo stesso piano dei loro pari. Per incoraggiare quante più persone possibile ad adottare un comportamento “sostenibile”, è quindi necessario che sentano che le conseguenze dei cambiamenti climatici sono rilevanti per loro. Alcuni individui – che sono più egocentrici – non si preoccupano delle conseguenze, credendo che questi potenziali disastri siano troppo lontani. Gli egoisti hanno paura solo di ciò che li riguarda direttamente? Gli psicologi dell’UNIGE si sono rivolti al rapporto elaborato dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, in cui hanno identificato previsioni sui risultati dei cambiamenti climatici, come una riduzione delle forniture di acqua potabile, un aumento dei conflitti alle frontiere e un’impennata dei disastri naturali. In seguito hanno invitato un gruppo di partecipanti a compilare un questionario standardizzato per misurare le gerarchie di valori, segnando le tendenze egoistiche o altruistiche di ciascun individuo. Uno per uno, i partecipanti hanno effettuato una risonanza magnetica prima di visualizzare le conseguenze dei cambiamenti; hanno quindi dovuto rispondere a due domande su una scala da 1 a 8. Il primo risultato è stato che per le persone con tendenze egoistiche, il futuro prossimo è molto più preoccupante di un futuro lontano, che avverrà solo dopo la morte. Nelle persone altruiste questa differenza scompare, poiché vedono la gravità come la stessa. Gli psicologi si sono poi concentrati sull’attività nella corteccia pre-frontale ventromediale (vmPFC), un’area del cervello sopra gli occhi che viene utilizzata quando si pensa al futuro e si cerca di visualizzarlo. Nelle persone altruiste questa zona cerebrale si attiva con più forza quando il soggetto si confronta con le conseguenze di un futuro lontano rispetto al prossimo futuro. Al contrario, in una persona egoista, non vi è alcun aumento di attività tra una conseguenza nel prossimo futuro e una in un lontano futuro. Questa particolare regione del cervello viene principalmente utilizzata per proiettarsi nel lontano futuro. L’assenza di un’attività intensificata in una persona egocentrica indica l’assenza di proiezione e il fatto che l’individuo non si sente preoccupato da ciò che accadrà dopo la sua morte. Perché, allora, queste persone dovrebbero adottare forme di comportamento sostenibili?Questi risultati, che possono essere applicati a settori diversi dai cambiamenti climatici, dimostrano l’importanza di poter pensare a un futuro lontano per adattare il proprio comportamento ai vincoli futuri del mondo. Potremmo immaginare un allenamento psicologico che funzioni su questa area del cervello usando esercizi di proiezione. In particolare, potremmo usare la realtà virtuale, che renderebbe il mondo di domani visibile a tutti, avvicinando gli esseri umani alle conseguenze delle loro azioni. E questo potrebbe essere applicato anche alla sensibilizzazione del disagio psichico, se le persone potessero vedere gli effetti dei propri comportamenti sulle altre persone, probabilmente inizierebbero a modulare i propri comportamenti in modo da non essere dannosi per il prossimo.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Not my future? Core values and the neural representation of future events” by Tobias Brosch, Yoann Stussi, Olivier Desrichard, and David Sander in Cognitive, Affective, & Behavioral Neuroscience. Published March 19 2018.

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. lucetta ha detto:

    Pigro il cervello e chiuso ermeticamente il cuore. Buona giornata Daniele

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    1. eh si, hai proprio ragione…buona giornata, cara.

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  2. Bluebellsweet ha detto:

    È interessantissima questa notizia. L’egoismo è limitazione.

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    1. Tutto ciò che ci porta a chiuderci non può arricchirci.

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      1. Bluebellsweet ha detto:

        Concordo Daniele.

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  3. Le perle di R. ha detto:

    “se le persone potessero vedere gli effetti dei propri comportamenti sulle altre persone, probabilmente inizierebbero a modulare i propri comportamenti in modo da non essere dannosi per il prossimo.” Questa frase sarebbe applicabile a vari comportamenti scorretti nei confronti dell’ambiente come delle persone perciò direi di farne dei cartelloni pubblicitari, magari la gente essendo costretta a leggerla ogni qualvolta li capiterà di passarci davanti riesce ad assimilare meglio il concetto.

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    1. Si infatti, intendevo riferirla a qualsiasi contesto sociale…

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  4. fulvialuna1 ha detto:

    Davvero interessante.
    Ripensando ad alcune situazioni che ho attraversato direi che ci posso credere.

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    1. È anche vero il viceversa ossia che un cervello pigro tende a farci essere egoisti, perché meno predisposto a comprendere l’altro e quindi a sforzarsi

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  5. Menti Vagabonde ha detto:

    Sono d’accordo, anche l’ottuso è pigro ed egoista poiché crede di sapere

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    1. È probabile e sono d’accordo, anche se poi andrebbe verificato, nel senso che nell’articolo per pigrizia si intendeva una scarsa attivazione cerebrale. Ma credo che sia molto probabile riscontrarla in tutti i casi di chiusura mentale

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