L’origine delle decisioni nel cervello

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The Decision (Scott Hutchison)

Il monitoraggio in tempo reale della dinamica delle molecole endogene negli organismi è un aspetto importante nello studio delle malattie. Tuttavia, questo processo è difficile a causa di problemi quali sensibilità, risoluzione e invasività. Questa sfida è diventata una delle principali motivazioni per lo sviluppo di nuovi strumenti efficaci per il monitoraggio in tempo reale degli analisi di interesse. In esperimenti in cui si chiede ai moscerini della frutta di distinguere tra concentrazioni sempre più ravvicinate di un odore, uno studio pubblicato nella rivista Cell aveva precedentemente identificato una piccola minoranza di circa 200 cellule nervose nel cervello come critica per il processo decisionale. In un nuovo lavoro, il team ha scoperto che queste cellule nervose raccolgono prove per le scelte alternative come variazioni minime della tensione sulla loro superficie. Questi cambiamenti si accumulano nel tempo fino a raggiungere un punto di innesco dei capelli, in cui la cellula nervosa produce un grande impulso elettrico. Questo impulso segnala che è stata raggiunta una decisione. Hanno scoperto una base fisica semplice per un processo cognitivo. Il loro lavoro suggerisce che esiste una componente analogica importante per la cognizione. Le persone a volte confrontano il cervello con una macchina digitale che opera con sequenze di impulsi e silenzi. Ma gran parte di ciò che sembra il silenzio è in realtà assorbito dal calcolo analogico. I neuroni rilevanti per la decisione sono caratterizzati dalla presenza di una molecola di regolatore genetico chiamata FoxP che determina come vengono aggiunte e conservate le prove. Moscerini con FoxP difettoso hanno bisogno di più tempo per prendere una decisione – le mosche diventano indecise. I moscerini della frutta hanno un gene FoxP, mentre gli umani hanno quattro geni correlati. Human FoxP1 e FoxP2 sono stati associati all’intelligenza e allo sviluppo cognitivo, suggerendo punti in comune. Le mosche della frutta hanno un record impressionante per rendere trattabili problemi biologici apparentemente impenetrabili. Come risultato dello studio di questi insetti, comprendiamo i principi di base su come un ovulo fecondato si sviluppa in un organismo e come funziona l’orologio biologico, per citare solo due esempi riconosciuti dai premi Nobel. La ricerca sui moscerini della frutta sta iniziando a fare significativi progressi anche nei difficili problemi della scienza cognitiva e della psicologia.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Dendritic Integration of Sensory Evidence in Perceptual Decision-Making” by Lukas N. Groschner, Laura Chan Wah Hak, Rafal Bogacz, Shamik DasGupta, and Gero Miesenböck in Cell. Published March 14 2018.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mentre scriviamo il cervello è continuamente sollecitato da tanti pensieri, ricordi, aspettative, anche dalla riflessione. In grafologia ci viene insegnato che mentre il cervello, nell’atto di vagliare, sospende il tracciato grafico, la mano continua a muoversi verso destra lasciando del vuoto in bianco tra una parola e l’altra. (La parola esprime per se stessa un concetto, è evocatrice di ricordi). Il segno grafologico si chiama larghezza tra parole, quel vuoto bianco tra parole. Ci viene insegnato inoltre che nel bambino non dovrebbero esserci vistosi spazi tra una parola e l’altra, perché non ha ancora sviluppato le funzioni critiche. Uno spazio esagerato bianco tra una parola e l’altra in scritture di bambini sembra che mostri la presenza di paure, ansie e sensi di distanza affettiva nei confronti dell’ambiente familiare, una ipercritica verso l’ambiente che se non risolta si protrae nell’età adulta. Vedo delle incredibili analogie tra questo segno con le circa 200 cellule nervose nel cervello di cui si parla in questo articolo, cellule che hanno una funzione di critica per il processo decisionale e che dunque ‘perdono tempo’ nel raccogliere dati e trovare soluzioni alternative… e restano in silenzio (spazio bianco) per un certo tempo. Hho capito male o è così? Scusate la lungaggine, ma non riuscivo a spiegarlo più sinteticamente per amore di chiarezza del concetto. Grazie per l’attenzione.

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    1. Hai assolutamente ragione, infatti la scrittura è un processo decisionale per cui rientra completamente nel caso descritto nell’articolo. Grazie a te per i tuoi interventi sempre interessanti

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