Post Performance Depression

Risultati immagini per dj saatchiart
DJ (LOUI JOVER)

La recente morte del dj e produttore discografico Avicii ha scatenato curiosità della stampa e dei giovani appassionati di musica elettronica. Dalle ultime fonti pare si tratti di suicidio. Vi starete chiedendo perché sto parlando di questa prematura morte sul nostro blog..? Il caso mi ha incuriosito perché in questo (come in altre situazioni di suicidio), all’origine della crisi vi è un forte disagio psicologico. Non una “semplice depressione” ma addirittura una patologia a cui è già stato associato un nome: Post Performance Depression. I sintomi sono: tristezza, crisi di pianto, ansia e attacchi di panico, letargia, senso di estraniamento, affaticamento, sonnolenza eccessiva. Dagli studi più recenti pare che colpisca molti dei Dj più famosi: Un bagno di folla, l’esaltazione della serata, l’eccessivo utilizzo di alcool, fanno provare emozioni fuori dal comune.
Ma al termine della serata, l’adrenalina scende, giorno dopo giorno il soggetto fatica nel prendere sonno, l’isolamento, il silenzio della notte nella stanza d’albergo lo porta in uno stato depressivo in cui si deve immediatamente intervenire:” È uno stile di vita che può rivelarsi tossico. Non ho smesso prima perché mi sembrava di essere strano: perché non mi diverto come fanno tutti gli altri dj? Poi cresci, e cominci a capire che molti di quei dj che sembrano così felici ed eccitati in realtà fanno i tuoi stessi pensieri”.
Molti produttori di questo genere musicale con forza di volontà, e l’aiuto di professionisti sono usciti da questa fase depressiva, Tim (Avicii) ci aveva provato, ma il business che ruotava attorno al suo brand, non gli permetteva di vivere una vita felice.
Pare fosse arrivato a suonare per più di 300 serate in un anno, uno stile di vita, che non può durare a lungo…
Riprendere possesso della propria vita, tralasciare gli interessi economici, l’unico vero male della musica commerciale, riposare e vivere in sintonia con le persone, sono la cura più efficace, perché la salute mentale non ha prezzo.

 

Giacomo Berghenti

9 commenti Aggiungi il tuo

    1. Giacomo Berghenti (Orme Svelate) ha detto:

      Eh si

      Piace a 1 persona

  1. olgited ha detto:

    Purtroppo è così!

    Mi piace

    1. Giacomo Berghenti (Orme Svelate) ha detto:

      Vero

      Mi piace

  2. cacciatricedisogni ha detto:

    Se non si è più che forti, si cade in un vortice che risucchia tutte le forze psichiche e vitali.

    Piace a 1 persona

  3. Emozioni ha detto:

    Mi colpiscono sempre questi fatti.

    Piace a 1 persona

  4. vincenza63 ha detto:

    Sono d’accordo con te, purtroppo…
    Sapessi quante mi faccio domande su come reggano questi ritmi i cantanti…
    Anche tra loro i suicidi sono molti…
    Chi è responsabile di tutto questo?
    Vicky

    Mi piace

    1. Giacomo Berghenti (Orme Svelate) ha detto:

      I dj erano già presenti negli anni 80.
      I ritmi di vita però nn erano quelli di oggi.
      sono tanti gli organizzatori di eventi che li invitano per fare serate con cachet esagerati.
      Il business li porta a seguire certi ritmi esagerati per anni, dormendo poche ore a notte, quando probabilmente basterebbe staccare un attimo la spina e magari avere il portafoglio appena più sgonfiom

      Piace a 1 persona

      1. vincenza63 ha detto:

        Tentazioni a cui è difficilissimo resistere…

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...