Le persone con DOC reagiscono diversamente alle emozioni

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Stan’s Obsessive Compulsive Disorder (Bert Heersema)

Un nuovo studio pubblicato su “Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience e Neuroimaging” riferisce che le persone con disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) sentono più angoscia quando guardano le immagini che provocano emozioni legate al disturbo ossessivo compulsivo rispetto ai loro fratelli non affetti. Sebbene i fratelli non affetti mostrassero livelli inferiori di sofferenza, avevano livelli più alti di attività cerebrale in regioni importanti per l’attenzione. I risultati suggeriscono che i membri della famiglia possono attingere ulteriori risorse cerebrali per compensare potenziali anomalie nella regolazione delle emozioni. Lo studio rivela un’importante differenza nel modo in cui il cervello elabora e regola le emozioni tra i pazienti con DOC e i loro fratelli non affetti. Questo indica che la funzione cerebrale delle persone con disturbo ossessivo compulsivo è un prodotto che attualmente presenta il disturbo e non è correlato al rischio genetico o familiare. La distinzione è cruciale per gli sforzi per identificare le persone a rischio di DOC, un disturbo che ha forti influenze genetiche. Anche se si ritiene che la difficoltà con la regolazione delle emozioni contribuisca al DOC, i risultati indicano che i modelli di attività cerebrale associati alla regolazione anormale delle emozioni non possono essere utilizzati per identificare le persone a rischio genetico di DOC. Nello studio, i ricercatori hanno confrontato 43 pazienti con DOC, 19 fratelli non affetti e 38 controlli sani non correlati. Durante le misurazioni dell’attività cerebrale, i partecipanti hanno osservato le immagini per evocare la paura o i sintomi correlati al disturbo ossessivo compulsivo, come il lavaggio compulsivo o il controllo dell’ambiente circostante per evitare potenziali danni, e hanno riferito i loro livelli di disagio. Ai partecipanti è stato chiesto di guardare semplicemente l’immagine o provare a sintonizzare le proprie emozioni negative in risposta all’immagine. Le persone con disturbo ossessivo compulsivo e i loro fratelli non affetti avevano risposte cerebrali e sentimenti di angoscia simili in risposta a immagini spaventose come i controlli sani. Tuttavia, durante la visualizzazione di immagini relative al disturbo ossessivo-compulsivo, i pazienti con DOC avevano aumentato il livello di stress e livelli più elevati di attività nelle regioni cerebrali correlate alle emozioni rispetto ai controlli sani. L’attività cerebrale nei fratelli è caduta tra i livelli nei pazienti e nei controlli, non distinguibili da nessuno dei due. Allo stesso tempo, anche i fratelli non sono come i controlli sani se si pensa ai livelli più alti di attività nelle regioni cerebrali attinenti all’attenzione quando si cerca di regolare la risposta emotiva negativa. È interessante notare che i parenti mostrano risposte cerebrali in aree che sembrano lavorare di più per aiutarli a” normalizzare “le loro risposte a questi tipi di stimoli correlati al DOC. Gli autori suggeriscono che le regioni cerebrali di lavoro più attive nei fratelli possono rappresentare una compensazione per aiutare a reindirizzare il loro focus di attenzione per proteggersi dallo sviluppo di DOC. Gli studi futuri dovrebbero cercare di approfondire questa idea seguendo le famiglie con DOC durante lo sviluppo.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Emotion Regulation in Obsessive-Compulsive Disorder, Unaffected Siblings, and Unrelated Healthy Control Participants” by Anders L. Thorsen, Stella J .de Wit, Froukje E.,de Vriesd, Danielle C. Cathh, Dick J.Veltman, Ysbrand D.van der Werf, David Mataix-Cols, Bjarne Hansen, Gerd Kvale, and Odile A. van den Heuvel in Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging. Published March 24 2018.

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Le perle di R. ha detto:

    Interessante ricerca.

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    1. Si, purtroppo le ricerche di questo tipo non sono molte quanto dovrebbero e sempre poco finanziate…

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  2. renzodemasi ha detto:

    cosa ne pensi degli psicostimolanti?

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    1. Ciao Renzo! Gli psicoanalettici possono essere una possibilità di terapia della depressione da provare, secondo me, in seconda battuta rispetto ai tradizionali antidepressivi triciclici, mentre sulle amfetamine usate come dimagranti ritengo che sia una follia. Gli psicodislettici li ritengo molto pericolosi a causa dei tanti effetti collaterali. Tu che ne pensi?

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      1. renzodemasi ha detto:

        Oggi un farmaco leggermente psicostimolante come il bupropione che agisce su dopamina e noradrenalina, viene utilizzato per rafforzare gli SNRI. Forse, indirettamente, questo farmaco agisce anche sulla serotonina. Magari se fosse possibile e se funzionasse su un buon numero di persone sarebbe preferibile anche come unico farmaco, visto che non ha alcuni degli effetti collaterali degli SNRI, ad esempio sulle funzione sessuali. Comunque gli SNRI funzionano meglio per darti ”la felicità artificiale” .
        Con il bupropione bisogna, essendo un farmaco a rilascio modificato, prestare attenzione a che venga preso così come è stato confezionato, altrimenti vedi la deriva ad esempio che ha preso in alcuni ambienti disagiati in Canada.
        Il bupropione come molecola è simile alle anfetamine, ma preso correttamente sembra non avere effetti collaterali significanti e riduce l’appetito.
        Non so se a lungo possano dare problemi e, escludendo l’assuefazione, magari gli psicostimolanti potrebbero essere utili per chi ,anche senza avere grossi problemi, vede compromessa la propria capacità di concentrazione, e da qui fallimenti ad esempio nello studio.

        Per quanto riguarda uno psicodislettico come l’ LSD non ha effetti collaterali diretti a livello fisico, comunque è sconsigliatissimo prenderlo da soli. In America lo si usa di già per trattare pazienti malati di cancro per rendere migliore il loro avvicinamento alla morte, inoltre sembra che un nostro ricettore della serotonina con LSD risponda meglio, si accartoccia e trattiene meglio la serotonina.

        Con il giusto setting gli psichedelici potrebbero essere, come lo sono stati in passato, una belle esperienza.

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      2. Prima di tutto, grazie per la tua risposta esaustiva! Circa le persone con disagio psichico, resterei della mia idea, anche perché, come già ti ho detto altre volte, quando possibile, preferisco che non si alteri la mente. Circa i malati di cancro, assolutamente favorevole, trovo che possa essere un modo dolce di avvicinamento alla morte, sempre senza alterare troppo la coscienza.

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      3. renzodemasi ha detto:

        In un documentario che ho visto mi ha colpito la testimonianza di un malato che aveva preso LSD e raccontava come l’esperienza fosse simile ad essere messi nell’oceano su una barca, prima, poi senza barca e infine con l’ io liberato del tutto.
        Sulla coscienza il discorso sarebbe un pochino lungo, comunque abbiamo anche un sistema limbico che potrebbe avere dei contenuti interessanti.

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  3. renzodemasi ha detto:

    corrige: sopra intendevo ”significativo” non ”significante” 🙂

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    1. Figurati… 😉 Buona giornata, caro

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