Collegamento tra dieta e declino cognitivo

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Self-portrait (confined IV) (Gustavo)

I microrganismi intestinali anomali sono un fattore di rischio per lo sviluppo di compromissione cognitiva? I ricercatori del Rush University Medical Center stanno cercando di rispondere a questa domanda con un nuovo studio che esplorerà come il microbiota intestinale – i batteri nell’intestino – influenzano la progressione del declino cognitivo e lo sviluppo della malattia di Alzheimer. L’intestino umano contiene decine di miliardi di microrganismi e gli umani hanno sviluppato una relazione simbiotica con questi batteri. Il consumo di cibo da parte dell’uomo fornisce cibo/energia a questi batteri intestinali, che a loro volta influenzano la salute producendo numerose sostanze biologicamente rilevanti, comprese le vitamine, e influenzano fortemente il sistema immunitario. Gli studi dimostrano che il microbiota intestinale influenza anche il cervello. Ad esempio, i cambiamenti nel microbiota intestinale possono influenzare i sintomi di ansia e depressione nei roditori e possono promuovere la patologia cerebrale del morbo di Parkinson nei topi. La dieta è uno dei principali fattori che influenzano il microbiota intestinale, pertanto, un intervento dietetico fornisce una piattaforma perfetta per studiare in che modo le alterazioni nel microbioma intestinale influenzano l’invecchiamento del cervello, la cognizione e lo sviluppo della malattia di Alzheimer. Lo studio recluterà 300 volontari da un altro studio, la coorte di Chicago MIND, che mira a dimostrare se un intervento dietetico può prevenire il declino cognitivo e cambiamenti nel cervello associati all’età. La dieta MIND è l’abbreviazione di intervento con la dieta mediterranea sul ritardo neurodegenerativo, che è un ibrido della dieta mediterranea e DASH (approccio dietetico per frenare l’ipertensione). La dieta MIND (di cui troverai una variante qui) è basata su informazioni accumulate da anni di ricerca su quali alimenti e sostanze nutritive hanno effetti positivi e negativi sul funzionamento del cervello. La ricerca proposta è significativa perché, per la prima volta, fornirà una comprensione meccanicistica di come il microbioma contribuisce alla malattia di Alzheimer. Questo dovrebbe aprire la strada a trattamenti intestinali diretti per prevenire o ritardare il declino cognitivo, come la dieta MIND. La malattia di Alzheimer è la causa più comune di demenza, che affligge attualmente circa 5,7 milioni di persone negli Stati Uniti, e presenta il più alto tasso di insuccesso/trattamento di qualsiasi malattia. Esiste un corpus sostanziale di letteratura che suggerisce che una dieta sana è benefica per la prevenzione della malattia di Alzheimer. Questo studio sarà il primo a cercare di fornire evidenze che indichino gli effetti indotti dalla dieta sul microbioma come un fattore critico che influenza il declino cognitivo associato all’età e lo sviluppo del morbo di Alzheimer. I ricercatori inseriranno i partecipanti allo studio sulla dieta MIND o una dieta di controllo per tre anni e raccoglieranno dati cognitivi e biologici dai partecipanti ogni anno. I partecipanti forniranno anche campioni che i ricercatori useranno per valutare il microbiota intestinale con tecniche all’avanguardia. Questi risultati saranno correlati con gli esiti cognitivi e le informazioni sulla struttura cerebrale ottenuti tramite esami MRI. Una delle maggiori sfide che affligge la malattia di Alzheimer è che il processo patologico inizia più di un decennio prima dell’inizio dei sintomi clinicamente rilevabili. Pertanto, sono necessari studi di intervento mirati agli stadi preclinici della malattia neurodegenerativa. Questo studio è un importante passo verso la comprensione del ruolo dell’intestino nel declino cognitivo associato all’età e apre la strada allo sviluppo di trattamenti diretti all’intestino per migliorare la qualità della vita nelle popolazioni più anziane. Inoltre costituisce un’altra conferma delle prospettive legate all’alimentazione che noi di Orme Svelate ci proponiamo.

Daniele Corbo

Bibliografia: Rush University Medical Center “Exploring the Connection Between Diet, Gut Microbes and Cognitive Decline.” NeuroscienceNews, 14 May 2018.

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    Di questo sono convinta!Buona serata,mandi…

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  2. autismocomehofatto ha detto:

    Molto, ma molto interessante, Daniele. E’ sempre un piacere leggerti!

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    1. Grazie mille! Anche io ti leggo sempre con piacere. L’autismo non è la mia area di ricerca, non me ne sono mai occupato, ma mi sta molto a cuore ed ogni tanto cerco comunque di parlarne per tenere sempre accesi i riflettori sull’argomento. Buona serata

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  3. Giuliana ha detto:

    Ma che devo mangiare? A furia di leggerti sto diventando un’enciclopedia 😁 vivente e non vorrei che le mie cognizioni mentali… declinassero 🤣

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    1. Invece mi sembra che continui a migliorare😉. Comunque la dieta mediterranea (che sono certo già segui) va benissimo. Se vuoi essere rigorosa leggi questo mio vecchio articolo in cui scendo maggiormente nel dettaglio https://ormesvelate.com/2017/09/07/una-dieta-per-la-mente/

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      1. Giuliana ha detto:

        Pasta, verdure, ortaggi e frutta, ma credimi … sto declinando 😊 leggerò

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