Essere bilingue o studiare musica rende più efficiente il cervello

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Brain On Music (Evelyn Rapin)

Un nuovo studio suggerisce che sia che tu impari a suonare uno strumento musicale o parli un’altra lingua, stai allenando il tuo cervello a essere più efficiente. I ricercatori hanno scoperto che musicisti e persone che sono bilingue hanno utilizzato meno risorse cerebrali quando hanno completato un compito di memoria di lavoro, secondo i risultati pubblicati di recente sulla rivista Annals of the New York Academy of Sciences. Gli individui con una competenza musicale o bilingue hanno attivato diverse reti cerebrali e hanno mostrato meno attività cerebrale per completare il compito rispetto alle persone che parlano solo una lingua e non hanno avuto un allenamento musicale formale. Questi risultati mostrano che musicisti e bilingue richiedono meno sforzi per eseguire lo stesso compito e ciò potrebbe anche proteggerli dal declino cognitivo e ritardare l’insorgenza della demenza. Questii risultati hanno anche dimostrato che le esperienze di una persona, sia che stia imparando a suonare uno strumento musicale o un’altra lingua, possono modellare il funzionamento del cervello e le reti utilizzate. I musicisti e le persone bilingue hanno da tempo dimostrato di avere una memoria di lavoro migliore, la capacità di tenere a mente le cose, come ricordare un numero di telefono, un elenco di istruzioni o fare matematica mentalmente. Ma rimane un mistero sul perché. Lo studio ha esaminato il cervello di 41 giovani adulti di età compresa tra i 19 e i 35 anni, che si sono classificati in tre categorie: non musicisti di lingua inglese, musicisti che parlavano solo inglese e bilingue che non suonavano uno strumento musicale. Le immagini del cervello sono state catturate per ogni partecipante, quando è stato chiesto loro di identificare se il suono che sentivano fosse dello stesso tipo del precedente. Ai partecipanti è stato anche chiesto di identificare se ciò che sentivano proveniva dalla stessa direzione del rumore precedente. I musicisti hanno ricordato il tipo di suono più velocemente rispetto agli individui negli altri gruppi, mentre i bilingue e i musicisti hanno ottenuto risultati migliori nell’attività di localizzazione. I bilingue si sono comportati all’incirca allo stesso livello degli individui che parlavano una sola lingua e non suonavano uno strumento musicale ricordando il suono, ma mostravano ancora meno attività cerebrale quando completavano il compito. Le persone che parlano due lingue possono impiegare più tempo per elaborare i suoni poiché l’informazione viene eseguita attraverso due librerie di lingue piuttosto che una sola. Durante questo compito, il cervello dei bilingue ha mostrato maggiori segni di attivazione in aree che sono conosciute per la comprensione del linguaggio, sostenendo questa teoria. Come passi successivi, i ricercatori stanno esplorando l’impatto dell’arte e dell’addestramento musicale tra gli adulti per vedere se questo porta a cambiamenti nella funzione cerebrale.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Different neural activities support auditory working memory in musicians and bilinguals” by Claude Alain, Yasha Khatamian, Yu He, Yunjo Lee, Sylvain Moreno, Ada W. S. Leung, and Ellen Bialystok in Annals of the New York Academy of Sciences. Published May 17 2018.

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. olgited ha detto:

    Bel post,ribloggato in friulimultietnicoblog!

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    1. Grazie! Mi fa piacere che tu abbia ribloggato. Immagino che il bilinguismo ti riguardi…

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  2. titti onweb ha detto:

    Perfetto😁😁mi fa più che piacere !!!

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    1. rientri nelle categorie?

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      1. titti onweb ha detto:

        😊😊diciamo sì

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      2. Capito… Buona giornata, cara

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      3. titti onweb ha detto:

        Grazie! A te anche Daniele

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  3. Tiziana ha detto:

    Sicuramente tenere in allenamento il cervello con lo studio (lingue e/o musica) fa più che bene.

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    1. Eh si, anche per evitare la neurodegenerazione!

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  4. Sempre tutto molto interessante. Vorrei aggiungere qualche spunto di riflessione per tutti ma, in particolare, per i neuroscienziati. Dal punto di vista grafologico è da tempo risaputo che il segno grafologico ‘attaccata’ (legamenti tra una lettera e quella successiva) è indice di continuità di pensiero e di azione, che tradotto significa capacità di associazione di idee e in definitiva grandi capacità logiche, di sintesi e mnemoniche. La qualità intellettiva di sintesi permette meglio di ricordare, perché si ha una visione di insieme del mondo. In contrapposizione c’è il segno ‘staccata’ (distacco di collegamento tra una lettera e l’altra) che denota più memoria per i singoli ‘dettagli’, per i ‘particolari’ (significativi ma potrebbero anche non esserlo) per cui la persona può avere qualche difficoltà a sintetizzare (dipende dall’intensità e grado del segno) o a memorizzare le informazioni generali. Le lingue, la stessa musica, ma anche la matematica! richiedono necessiariamente una attività di associazione e collegamento di informazioni per arrivare poi al costrutto finale. E’ noto che molti matematici si sono interessati alle lingue (Descartes = Cartesio, Leibniz…), come è noto che chi conosce almeno due lingue ha più facilità ad impararne altre.
    Diversamente, chi ha un segno ‘staccata’ molto elevato , poiché è attento di più ai dettagli che all’insieme, può giungere prima degli altri ad accorgersi di particolarità originali e innovativi, di avanguardia e contro ogni – apparente – logica: cioè salta dei passaggi e arriva alle scoperte per osservazione focalizzata. Naturalmente tra i due estremi ci sono moltissime sfumature intermedie. Nulla è così assoluto in psicologia. Se può essere utile…. seguirò con particolare interesse l’evoluzione di questo discorso, che mi interessa particolarmente per il mio duplice interesse (grafologia e lingue). Grazie se siete riusciti a leggere fino in fondo, pazientemente… Buona giornata a tutti

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    1. Grazie per gli spunti di riflessione. Sicuramente ci sono le sfumature, ma delle macro caratterizzazioni sono utili ad avere un modello in cui orientarsi. In futuro svilupperò ancora questa tematica che appassiona molto anche me.

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